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VELAFestival 2017: dalle prime indiscrezioni… tre grandi anteprime

Vogliamo stuzzicarvi con tre anteprime assolute italiane che i primi "rumors" danno come presenti in banchina al TAG Heuer VELAFestival 2017: il Mylius 65 FD Oscar 3, il Dufour 63 e il Bali 4.0

Mancano più o meno cinque mesi all’inizio del TAG Heuer VELAFestival 2017, il momento in cui il Giornale della Vela diventa un’esperienza reale e vissuta. In questi mesi tramite l’aggiornamento costante della nostra galassia internet, e i relativi social (Facebook, Twitter, Instagram), potrete seguire giorno per giorno lo sviluppo di questa che è l’unica manifestazione consacrata unicamente alla vela in Italia e in Mediterraneo. Sono tante le novità e le conferme di questa quinta edizione che rendono sempre più coinvolgente il VELAFestival. Non vogliamo anticiparvi troppo fin da ora, ma condividere alcune indiscrezione per capire cosa aspetta chi verrà a Santa Margherita Ligure dal 4 al 7 maggio.

Vogliamo stuzzicarvi con tre anteprime assolute italiane che i primi “rumors” danno come presenti in banchina al TAG Heuer VELAFestival 2017: il Mylius 65 FD Oscar 3, il Dufour 63 e il Bali 4.0.

1. MYLIUS 65 FD OSCAR 3

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Appena varato, il Mylius 65 FD si ispira al fratello maggiore 19E95. Il progetto, ancora una volta, è di Alberto Simeone e rappresenta un’evoluzione delle carene dei precedenti 60’-65’ del cantiere: su questo nuovo 65 piedi, infatti, si è lavorato per migliorare il rapporto tra superficie velica e dislocamento. La nuova carena è anche decisamente più larga delle precedenti, soprattutto per quanto riguarda le sezioni poppiere, caratterizzate da un baglio massimo arretrato, promettendo migliore stabilità di forma, performance nelle andature portanti e stabilità di rotta alle alte velocità.

Lungo 20,20 m, larga 5,25 m, con una superficie velica (in bolina) di 258 mq, è costruito interamente in sandwich di fibre di carbonio, unidirezionali e multiassiali, con anima in PVC espanso a densità differenziata – salvo alcune zone con laminazione “solida”, in matrice epossidica con tecnica del sottovuoto (vacuum-bag) e “post cura”. Una scelta che ha consentito di contenere il dislocamento intorno alle 20 tonnellate: una caratteristica, questa, che rientra perfettamente nei parametri dei fast cruiser targati Mylius.

La coperta risulta molto pulita, grazie anche alla decisione di disegnare una tuga corta e filante: il colpo d’occhio è decisamente notevole. Un senso di pulizia accentuato dalla presenza del winch della scotta randa posizionato su una colonnina a centro barca, mentre i primari e quelli di manovra sono dislocati sulle estremità poppiere delle panche, dove troviamo rimandate anche tutte le manovre dell’albero.c

Ad aumentare ulteriormente la sensazione di pulizia concorre l’eliminazione delle rotaie trasversali, sostituite da un sistema volante di barber per i fiocchi da regata, sgombrando così i passavanti: la sola rotaia presente è quella classica del fiocco autovirante per le navigazioni in crociera. L’ormai irrinunciabile delfiniera è perfetta per murare le vele asimmetriche e funge anche da musone dell’ancora.

L’armo è con crocette acquartierate e sartie a murata; l’albero è in carbonio “alto modulo”, con sartiame in PBO, della Hall Spars; le vele sono della North Sails, curate da Andrea Casale. L’attrezzatura di coperta è della Harken e Ubi Maior.

L’armatore di Oscar3 è l’Architetto Aldo Parisotto, ex armatore del Mylius 50’ “Oscar2” e titolare della “Parisotto + Formenton Architetti”. Forte della sua esperienza di Interior Design, anche per la nautica, ha collaborato con Alberto Simeone arrivando a creare un layout interno sperimentale, sia nei dettagli che nei materiali di arredo.

Negli interni il cantiere e l’armatore hanno scelto di utilizzare eucalipto affumicato e rovere a poro aperto. La dinette è un grande open space caratterizzato dalla presenza di divani contrapposti. Particolare la concezione della zona dedicata all’armatore: dopo aver superato una porta scorrevole in carbonio si accede a una suite “erxtralarge”. Particolare la scelta degli allestimenti, che ricorda quelli delle valigerie da viaggio. Il letto matrimoniale è stato posizionato sulla paratia di prua, mentre la zona bagno è divisa in due, con una doccia separata.

DATI TECNICI
Lft. 20,20 m
Larg. 5,25 m
Pesc. 3,95 m
Disl. 20500 kg
Randa 146 mq
Fiocco 112 mq
Gennaker 451 mq
www.mylius.it

2. DUFOUR 63 EXCLUSIVE

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Dufour alza l’asticella e si prepara a lanciare (a Dusseldorfa  gennaio e in Italia per la prima volta al VELAFestival di Santa Margherita) una nuova gamma luxury di imbarcazioni, dal nome Exclusive. La prima di queste imbarcazioni è il 63 piedi, che verrà svelato in occasione del prossimo Salone di Dusseldorf (a gennaio del 2017 e in Italia per la prima volta al VELAFestival di Santa Margherita). Il Dufour 63 Exclusive porta la firma di Umberto Felci, e sarà una barca “semi-custom”: l’armatore potrà scegliere tra diverse configurazioni sia negli interni che per quanto riguarda l’attrezzatura.

UNA SCELTA LOGICA
Fino ad oggi, Dufour non era salita al di sopra dei 56 piedi (con il Dufour GL 560): ma visto che i cantieri concorrenti (Beneteau con l’Oceanis 62, Hanse con il 675 e Jeanneau con il 64 piedi) hanno remato nella direzione dei cruiser di lusso, i francesi hanno deciso di coprire anch’essi la fascia più alta. Pensata con una linea bassa e filante e una tuga corta sovrastata da un rollbar che avrà la funzione di ancoraggio del circuito della randa e di sostenere l’istallazione di un bimini e di uno spray hood. Si nota come Felci abbia riproposto l’idea dello spigolo e delle sezioni di prua molto strettee filanti con un baglio massimo arretrato ben oltre la mezza nave. Segno che oltre alle dimensioni e al lusso, il cantiere vuole puntare anche sulle prestazioni in mare.www.dufour-yachts.com

3. BALI 4.0

bali-4-0-2-1Il più piccolo della gamma da pura crociera del cantiere francese Catana (che continua a produrre i suoi bolidi in carbonio) è stato uno dei modelli più ricercati dell’ultima stagione. Colpiscono soprattutto la paratia di poppa “ribaltabile” e il fatto che il vero e proprio pozzetto si trovi… a prua. In Italia lo vedrete per la prima volta in anteprima al VELAFestival. E’, probabilmente, il catamarano di 40 piedi più innovativo che c’è sul mercato. Xavier, l’architetto che ha progettato questo come gli altri modelli dello stesso brand, ha saputo rivoluzionare il concetto di confort a bordo di un catamarano partendo dal principio che è inutile avere tanto spazio a disposizione se non lo si sfrutta. Ecco allora che a prua, al posto delle due grandi reti sulle quali solitamente giocano i bambini, ora c’è un grande pozzetto con un lungo divano, due tavoli e un grande prendisole, uno spazio che si può vivere durante tutto il giorno.
A poppa, il pozzetto non è molto grande, anzi, è piuttosto piccolo, ma è sufficiente schiacciare un bottone perché la parete che divide la dinette interna dal pozzetto si alzi e scompaia, per creare un pozzetto esterno molto grande. Lung. 11,88 m; larg. 6,72. www.adriaship.it


 

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