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Inchiesta porti 2016. Il momento della svolta deve essere adesso

Dopo anni di immobilismo, si sta lavorando per aumentare notevolmente l’offerta di posti barca. Facciamo il punto e capiamo come migliorerà il turismo nautico

Paesaggio notturna_2Ce lo siamo ripetuto per anni: in Italia non ci sono posti a sufficienza nei porti e di conseguenza gli italiani non comprano la barca. In parte, ma solo in parte, il discorso era corretto. La situazione però adesso appare in una fase di vero cambiamento. Dopo tanti proclami sono partiti i lavori per la realizzazione di tanti nuovi marina lungo le coste dello Stivale, soprattutto nel centro e sud Italia. Perché? Perché si è finalmente capito che il diporto porta un grande beneficio all’economia del luogo e chilometri di costa non valorizzati in Sicilia (per fare un esempio), possono diventare un vero e proprio toccasana.

COME SONO CAMBIATI I MARINA
Anche perché sempre di più i porti sono diventati veri centri di aggregazione. E’ finita l’epoca dei marina isolati, dedicati solo ed esclusivaente a marinai duri e puri. Oggi si sono arricchiti con negozi, ristoranti e centri di assistenza che ne fanno dei veri e propri “paesi”. Oggi la situazione è radicalmente cambiata, anche in termini di costi: infatti i prezzi non sono aumentati dal 2008 a oggi, anzi in alcuni casi sono addirittura scesi.
Il Sud Italia è cresciuto molto, sia in termini di posti che in termini di servizi. Se prima i marina meridionali erano “abitati” soprattutto nella stagione estiva, oggi il discorso è cambiato. Sono sempre di più gli armatori che spostano, per esempio in Sicilia, la propria barca, anche se abitano nel nord Italia. Questo grazie all’esplosione delle compagnie aeree low cost.
Facciamo un esempio: un volo da Milano a Trapani, Palermo o Catania si trova a partire da circa 40 euro. In questo modo un armatore può cambiare ogni due o tre anni la propria area di navigazione. Questo è un aspetto molto importante del turismo nautico, che si sta trasformando di conseguenza. Se un tempo andando in crociera difficilmente ci si “proccupava” di scoprire anche le bellezze dell’entroterra, oggi la situazione si è modificata. E i porti si stanno adattando. Tra i servizi che molti offrono ai propri clienti (stanziali o di passaggio) ci sono anche quelli turistici (con i tour enogastronomici in testa). Alcuni marina, poi, stanno realizzando vere e proprie “App” che permettano ai diportisti di tenersi sempre aggiornati e di poter persino richiedere e prenotare eventuali interventi sulla propria barca: dalla pulizia alle riparazioni di ogni tipo.

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LA SITUAZIONE: OGGI E… DOMANI
Siamo partiti a parlare della situazione portuale italiana dal Sud Italia, vediamo perché, seguendo i dati forniti da Assomarinas (l’Associazione Italiana Porti Turistici, www.marinas.it), presentato anche alla Camera dei Deputati.
Oggi nel Tirreno Meridionale e in Sicilia ci sono circa 29.000 posti barca divisi in trentasette marina (783 posti barca di media). Con quelli oggi in costruzione, arriveremo ad avere altri 7340 posti, per un totale cinquantatre porti. Una crescita notevole.
Rimanendo in Tirreno, ma partendo da nord, Liguria e Toscana insieme oggi contano ben 38.500 ormeggi (suddivisi in trentotto marina); una cifra destinata ad aumentare ulteriormente di 2770 posti, per un totale di oltre 41mila posti barca dislocati in 44 marina per una media di oltre 900 posti ciascuno.
Ma a farla da padrone è il Tirreno centrale, che già oggi dispone di 41.000 posti barca, che diventeranno 45.869 (4.869 in più). In Lazio e Sardegna i marina diventeranno ben cinquantotto, rispetto ai quarantotto odierni.
Se ci spostiamo in Adriatico, il discorso si fa differente: qui infatti pur essendoci, come vedremo tra poco, un discreto fermento in termini di posti barca, lo sforzo degli addetti ai lavori si concentra di più sull’ottimizzazione dei marina esistenti, essendo questo tratto della costa italiana il meglio presidiato in assoluto.
Comunque, ai trentamila posti barca esistenti nell’Adriatico settentrionale, se ne aggiungeranno nei prossimi anni altri 1.760 (con sei nuovi marina previsti). L’Adriatico centrale, che già da alcune stagioni sta realizzando un’intensa politica di ammodernamento, passerà da 22.500 a 25.120 ormeggi (+ 2.620) con nove nuove strutture. Passeremo quindi dall’avere 194 marina a un totale di 241. Un numero interessante, tenendo conto anche dei molti ampliamenti già in corso e che andranno ad arricchire ancora di più l’‘offerta su scala nazionale.

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E I PREZZI?
Lo abbiamo accennato prima: il prezzo del posto barca negli ultimi anni si è livellato in tutta la penisola. A risultare più conveniente, oggi, prendendo come esempio uno scafo di dodici metri, è l’Adriatico settentrionale, con una spesa media annua di 4.750 euro. Esattamente dalla parte opposta dello Stivale, tra Liguria e Toscana, troviamo le tariffe più alte, che si aggirano, sempre per lo stesso tipo di barca, sui 7.000 euro all’anno.
Si conferma, e non è più una sorpresa, tra le regioni più convenienti, la Sardegna. Perché? Perché se facciamo la media tra i prezzi (alti e altissimi) della stagione estiva e quelli fuori stagione scopriamo che tenere la barca nell’isola sarda puà essere davvero conveniente.

L’UNIONE FA LA FORZA
C’è poi un altro aspetto che spesso viene lasciato in secondo piano, ovvero la crescita di veri e propri network di marina e porti turistici, capaci insieme di fornire servizi che una singola realtà non sarebbe in grado di dare. Una soluzione che sta prendendo sempre più piede e che offre alcuni interessanti spunti. Come il fatto che un unico armatore, appoggiandosi a queste reti di porti, può organizzare le proprie navigazioni potendo prenotare (magari con condizioni vantaggiose) il proprio posto al transito in un altro dei marina del network.

CAOS MARINA RESORT: TUTTO RISOLTO?
Sembrava la soluzione ideale per abbattere i costi dei porti italiani: stiamo parlando dei Marina Resort. Per capirci meglio, io posso stipulare un contratto di ormeggio stagionale con il Marina Resort in questione: sarà a sua discrezione il regime da applicare (se al 10 o al 22%), proprio come avviene nel settore, ad esempio, dei camper. E ricordiamo tra l’altro che il porto dovrà adeguare (proprio come per gli alberghi e i camping) le sue strutture alla ricezione, e in base a quelle sarà classificato.
Già, perché per diventare un marina resort, un porto deve raggiungere determinati requisiti in termini di servizi e accoglienza, che al momento variano da regione a regione, poiché in materia di turismo le normative regionali prevalgono su quelle nazionali. Tutto chiaro e apparentemente inattaccabile. Se non fosse che la Regione Campania, nella primavera di quest’anno, si era rivolta alla Corte Costituzionale per annullare la norma: assurda richiesta prontamente accettata. Sembrava quindi che fossimo tornati indietro di tre anni e, mentre alcune regioni, come la Sardegna, sono prontamente corse ai ripari emanando leggi ad hoc, è subito partito il conto alla rovescia in ambito politico per sistemare il problema.
E’ così che a metà giugno la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il nuovo decreto attuativo dei Marina resort, che rende nuovamente operativa l’applicazione dell’IVA turistica al 10% agli ormeggi a breve.

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2 Comments on Inchiesta porti 2016. Il momento della svolta deve essere adesso

  1. il problema dei porti siciliani privati sono le tariffe elevate rispetto ai servizi offerti. Inoltre è quasi impossibile trovare ormeggio in banchine pubbliche, quasi sempre occupate totalmente da pescherecci, corpi di polizia, mezzi di linea etc.

  2. Pensare di rilanciare il turismo nautico e, più in generale, il settore nautico aumentando il numero di posti barca del 10% circa in ‘x’ anni (percentuale a mio avviso non in grado di stimolare una concorrenza sui costi degli ormeggi), o riducendo l’iva ai marina resort, mi sembra davvero un’utopia… il costo fisso principale che un armatore deve sostenere è quello di ormeggio che prevede, oltre alla spesa per lo stazionamento annuale, anche ulteriori costi quando si naviga per le vacanze e si ormeggia in altri porti. Per incentivare un pubblico maggiore all’acquisto di una barca sarebbe il caso di abbattere i costi di stazionamento almeno per i periodi in cui si è in crociera e il posto barca è libero: ne beneficerebbe tutto il settore, insieme ai marina e ai servizi in porto…Qualche tempo fa era stato pubblicato proprio da giornaledellavela il seguente articolo
    http://www.giornaledellavela.com/news/2016/02/03/cerchi-un-ormeggio-gratis-in-alta-stagione-scarica-la-nuova-app/

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