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Io che porterò l’Italia al Golden Globe sulle orme dei grandi

Edoardo Raimondo ha 26 anni e un sogno che sta realizzando. Partecipare alla riedizione per il cinquantenario, nel 2018, del mitico Golden Globe: lo abbiamo intervistato

golden globeSi chiama Edoardo Raimondo. Ha 26 anni e un sogno. Quello di spararsi 35.000 miglia e circumnavigare il globo in solitario. Come? Prendendo parte alla riedizione del cinquantenario, nel 2018, del mitico Golden Globe organizzato dal Sunday Times nel 1968. Il mitico Golden Globe vinto da Sir Robin Knox-Johnston, quello di Moitessier e Carozzo, di Blyth, Tetley, Fougeron, Ridgway e King. E del suicidio di Crowhurst.

Il percorso del Golden Globe

Il percorso del Golden Globe

Come allora, partenza da Falmouth (UK) il 14 giugno 2018, e giro del mondo passando per i capi di Buona Speranza, Leeuwin e Horn, su barche da 32 a 36 piedi (costruite prima del 1988 con dislocamento minimo di 6.200 kg e chiglia lunga). Edoardo, ligure, è già la punta di diamante di un consorzio strutturato che supporterà la sfida italiana. Va in barca da quando aveva cinque anni: raccoglie buoni risultati in Optimist e soprattutto come prodiere in 420. Nel 2007 si diploma all’Istituto Nautico di Imperia Allievo Ufficiale di Coperta. Dopo una stagione dove svolge il ruolo di allenatore allo Yacht Club Sanremo inizia la sua avventura lavorativa nel mondo nel diporto. Conseguito lo Yacht Master 200GT diventa primo ufficiale della più grande imbarcazione sloop aurica del mondo, Lulworth 1920. Nonostante la giovane età, non è certo un novellino. Ha tutte le carte in regola per provare a vincere le 75.000 sterline in palio per la prima barca che taglierà la linea d’arrivo. Sentite cosa ci ha raccontato.

FullSizeRender (2)CI VUOLE AMORE PER IL MARE, FIDUCIA IN SE STESSI
MA SOPRATTUTTO… FOLLIA E CORAGGIO
Hai iniziato sulle derive, prima gli Optimist e poi il 420. Tra le boe, quindi. La “scintilla” di partecipare al Golden Globe come ti si è accesa?

Ricordo un giorno, da piccolo, al timone del 12m S.I. Tomahawk, ero con mio padre e mi sentivo in paradiso. L’amore per la vela è sacrificio, ore di allenamento nel mare d’inverno, in 420 con la solita muta lisa che fa passare quel maledetto rivolo d’acqua ghiacciata giù per la schiena. Ogni velista sogna di partire per il giro del mondo. Quando ho saputo che si stava organizzando la seconda edizione della regata madre di tutte le regate, il mio cuore ha sussultato di gioia. Ricordo che mi trovavo ad Antibes, per le regate Panerai, al timone di Leticia do Sol, un bel Sangermani del 1958.

Robin Knox-Jonhston all'arrivo del Golden Globe 1968 su Suhaili

Robin Knox-Jonhston all’arrivo del Golden Globe 1968 su Suhaili

Com’è strutturato nel dettaglio il tuo progetto?
Nel 1967 Sir Chichester fu il primo navigatore a completare il giro del mondo a vela con uno scalo. Pochi mesi dopo il Sunday Times organizzò una regata epica, che avrebbe portato l’uomo a fare il primo giro del mondo senza scali in solitaria: la Sunday Times Golden Globe Race. Solo 9 team accettarono la sfida. Il 22 aprile 1969, dopo 312 giorni solo in mare e aver superato i tre grandi capi, Robin Knox Johnston, fu il vincitore e l’unico a concludere la regata. La regata del 2018 prevede lo stesso percorso del 1968 e l’utilizzo della strumentazione a disposizione dell’epoca. Barche a chiglia lunga di 11 metri, sestante solcometro, orologio, carte nautiche e manuali. Cinquant’anni dopo ITA@goldenglobe2018.com ha accettato la sfida del Sunday Times. Il nostro è il primo consorzio italiano challenger alla GGR2018, già iscritto nella lista dei 20 partecipanti. Un team determinato, di professionisti, amante del mare e delle sfide di cui io sono lo skipper. Crediamo che la vela italiana abbia molto da dare alla vela oceanica e alla GGR, crediamo che sia una opportunità per sperimentare e innovare. Crediamo che un team italiano, ben preparato, possa vincere.
La vela solitaria italiana fatica a trovare sponsor (vedi Mura, Di Benedetto): sei ottimista?
Sono ottimista e sono fortunato. Sin dal principio un gruppo di amici, amanti del mare e veri professionisti nel loro campo mi stanno aiutando in questa impresa. Glauco Cossettini, team manager ed esperto di comunicazione, Mario Testai, titolare del cantiere omonimo è il nostro facility manager, l’amico fraterno Alberto Corneli, il velaio di fiducia. E molti altri che si aggiungeranno in questa grande mobilitazione di cuori e di anime. Siamo ancora alla ricerca del main sponsor, inutile dire che la copertura mediatica sarà mondiale. Valutiamo anche sponsor ‘tecnici’; le attrezzature necessarie per un’avventura del genere sono un vero banco di prova per quelle di tutti i giorni e noi siamo pronti a testare e certificare qualsiasi oggetto: dall’abbigliamento al cibo, dagli occhiali al beverage sino alla crema solare. Abbiamo attivato una casella email per questi approfondimenti: partner@goldenglobe2018.com , nel caso interessasse l’argomento.
Chi è il tuo velista mito?
Ce ne sono davvero molti ed è difficile dare una risposta a questa domanda. Per affinità elettive anche dopo l’ultima vittoria al mondiale Star è senza dubbio Lars Grael.
Chi è lo sportivo in generale che stimi di più?
Valentino Rossi ha sempre dimostrato che con volontà e tenacia nessun risultato è impossibile, che avere una mentalità vincente ti fa progredire e migliorare sempre.
Hai esperienze oceaniche?
Si, ho un po’ di esperienza oceanica ma non in solitaria, questi 3 anni che ci separano dalla partenza devono servirci per accumulare miglia e verificare ‘l’attrezzatura’ mentale e non. Il duro allenamento e il percorso di assistenza psicologica che ho iniziato mi porteranno a conoscere ed accettare me stesso prima del fatto sportivo.
Quali sono le caratteristiche che deve avere un velista secondo te per partecipare al Golden Globe?
Duecentocinquanta giorni in mezzo al mare senza scalo e in solitaria con una imbarcazione di 11 metri? Senza GPS e con attrezzature ‘datate’? Un quarto di amore per il mare, un quarto di fiducia in se stessi… il resto direi follia e coraggio.
Non mi finirai mica come Moitessier sperduto in Polinesia eh…
Quando Moitessier decise di partecipare alla Golden Globe Race aveva 43 anni, io ne ho solo 26. Ogni età ha i suoi stimoli, io per ora mi accontenterei di arrivare per primo a Plymouth, per la Polinesia si vedrà…

Per saperne di più sul Golden Globe 2018: http://mcintyreadventure.com/goldengloberace/ 

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