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E’ lui il vero responsabile della crisi della nautica

Il responsabile della crisi si chiama leasing nautico e chiama in causa l'impreparazione degli istituti di credito nazionali. Cosa ne pensate?

barche
C’è un responsabile nascosto alla radice della crisi della nautica nel nostro paese che ha mietuto vittime illustri tra operatori, cantieri, dealer, addetti portuali.
Non è il governo Monti con le sue tasse scriteriate prima emanate e poi ritirate, né l’accanimento dei corpi di polizia in mare, né la persecuzione del fisco.

ESPLOSIONE E IMPLOSIONE DEL LEASING
Il responsabile si chiama leasing nautico e chiama in causa l’impreparazione degli istituti di credito nazionali. Il leasing nautico è stato prima responsabile della “bolla” che ha fatto sì che dal 2004 al 2007 l’Italia, senza averne i titoli, diventasse il paese con la più alta crescita di armatori nel mondo. Poi dal 2008 sono sempre i padroni italiani del credito che hanno reso l’Italia epicentro della crisi nautica, maglia nera per numero di vendita di barche del pianeta.

RUBINETTI CHIUSI PER TUTTI
Questi signori prima hanno elargito allegramente contratti di leasing a lungo termine anche a chi non si sarebbe potuto permettere neanche un’utilitaria. Poi hanno chiuso i rubinetti, riducendo a zero la concessione del finanziamento non solo a chi voleva comprare una barca nuova, ma neppure a coloro che volevano subentrare nel leasing, con validissimi requisiti di reddito e patrimoniali, acquistando una barca usata.

Adesso, dice l’Assilea (Associazione Leasing), l’erogazione del leasing è ripartita sia per il nuovo (+15%) che per l’usato (+50%). Ma la frittata ormai è stata fatta.

Siete d’accordo con noi? Fatecelo sapere con un bel commento!

9 Comments on E’ lui il vero responsabile della crisi della nautica

  1. La vera crisi è il fatto che i costi di gestione delle imbarcazioni , nonostante la crisi, che suggerirebbe di ridurli, (da parte degli ormeggiatori, dei cantieri, dei produttori di amteriale nautico, di artigiani vari del settore), sono alle stelle ed ormai non più sopportabili dai comuni armatori di barche fino a 12 metri.

  2. Molti sono diventati armatori per desiderio di POSSESSO,senza rendersi conto che la vela è per tutti ma non da tutti. Bisognava avere il coraggio di rinunciare al possesso ,come ho fatto io,e fare l ospite .

  3. Il leasing puo’ indubbiamemte aver influito ed anzi, aggravato, la crisi del settore nautico in particolare per le piccole e medie imbarcazioni. Le vere cause sono tuttavia molteplici e tutte ripetutamente indicate sia da voi che da chi da anni si dedica al settore della nautica. La concomitanza di queste cause fa si’ che non sia piu’ “conveniente” possedere una imbarcazione. Solo per citarne alcune: costi di manutenzione e gestione divenuti proibitivi, colpevolizzaziime degli armatori ritenuti genericamente degli evasori fiscali e, conseguente persecuzione non solo da parte della finanza ma dalle molteplici forze dell’ordine che devono giustificare il possedere una numerosa flotta in mare, situazione (e costi) dei porti e dei marina in molti casi assurdi, esistenza di una malavita organizzata (che spesso vine lasciata fare) che si e’ appropriata di molti specchi d’acqua Bel Paese, normativa della nautica “punitiva” e non certo incentivante all’acquisto e …potrei andare avanti per molto.
    Morale se si vuol andare in barca oggi conviene noleggiarla per i periodi di utilizzo, possibilmente all’estero dove esistono luoghi altrettanto belli e dove molti dei problemi che si riscontrano neil nostro paese sono stati da molti anni superati.
    Buon vento e abbondante acqua sotto la vostra chiglia.
    SvNarese

  4. Non penso sia stato il leasing, anche se le banche hanno colpa in tutto e ciò nonostante vengono continuamente aiutate, il problema sono state e sono scelte sbagliate delle politica, i costi eccessivi, la paura ad avere un oggetto classificato per “evasori” !!!

  5. D’accordissimo, anche se parlerei di concausa. Non possiamo infatti escludere dal reato di ‘nauticidio’ le politiche deliranti del governo Monti più degli altri, che ha di fatto demonizzato i proprietari delle imbarcazioni; ciò a prescindere dalle tasse o dalla persecuzione dei controlli. Il risultato brillante è stata la morte di un intero settore, la chiusura di centinaia di aziende e la perdita di migliaia di posti di lavoro. Le banche, poi, che fra l’altro appartengono allo stesso sistema del governo Monti e dei suoi ministri (es. Passera ex AD Intesa era il Ministro dello Sviluppo economico !!!!), le banche, dicevo, hanno poi fatto la loro. Saluti a tutti. A.

  6. Prima di colpevolizzare i leasing in generale, mi documenterei meglio, infatti i leasing delle società francesi specializzate esclusivamente in leasing nautici sono validissimi e hanno quasi il monopolio sul nostro territorio (tassi vantaggiosi, possibilità dilazione fino a 15 anni, possibilità di subentro in caso di vendita…)sono le società italiane che hanno trattato le barche come fossero delle case non sapendo cosa stavano finanziando e a chi…

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