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Noleggio occasionale: vi spieghiamo tutta la verità

In quattro domande e risposte facciamo il punto su una delle grandi opportunità non ancora sfruttate dai diportisti per mantenere con meno esborsi la propria barca: il noleggio occasionale

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Una delle poche novità positive per la nautica introdotte nel famigerato periodo del governo Monti è stata quella relativa al noleggio occasionale, ovvero la possibilità per un privato di noleggiare la propria barca grazie a una normativa semplificata.

UN’OCCASIONE NON ANCORA DECOLLATA
Tra ritardi burocratici e, come sempre accade, norme non molto chiare, il noleggio occasionale ha tardato a partire. In molti ci scrivete e telefonate in redazione per chiederci lumi sulla documentazione necessaria, su quanto tempo all’anno potete noleggiare la barca, sulla tassazione… Ecco che allora abbiamo deciso di fare finalmente chiarezza una volta per tutte. Quattro domande e quattro risposte redatte dal nostro consulente, l’Avvocato marittimista esperto in Yachting Law Antonello Meloni (per maggiori info, www.studiolegalemeloni.eu).

noleggio-occasionaleNOLEGGIO OCCASIONALE, LA NOSTRA GUIDA
1. Chi può esercitare il noleggio occasionale?
Il “titolare persona fisica”, le “società non aventi come oggetto sociale il noleggio o la locazione” ovvero “l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria”. La dicitura “titolare persona fisica” ha creato notevoli problemi interpretativi, in quanto equivoca dal punto di vista giuridico; a fini chiarificatori è intervenuto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che con una precisa nota ha chiarito che il titolare persona fisica si identifica con il proprietario-armatore dell’imbarcazione o della nave da diporto. Il contratto di noleggio occasionale instaura, infatti, un rapporto diretto tra il proprietario-armatore e il cliente trasportato, mentre l’utilizzo successivo da parte di un soggetto terzo sembrerebbe piuttosto assumere la connotazione di un sub-noleggio, fattispecie non contemplate dalla norma in esame e che implicherebbe, comunque, l’esercizio di un’attività di carattere commerciale. L’art. 23 della legge n. 98/2013 ha, infine, introdotto la possibilità di esercizio anche per le società non aventi come oggetto sociale il noleggio o la locazione, estendendo così il ventaglio dei legittimati all’esercizio anche a tali di società.

2. Sono necessari particolari titoli per la conduzione delle unità adibite a noleggio occasionale?
È doveroso premettere che le uniche unità da diporto a bordo delle quali si possa esercitare il noleggio occasionale sono le imbarcazioni e le navi; i natanti sono esclusi. Il comando e la condotta dell’imbarcazione da diporto possano essere assunti con il solo requisito del possesso della patente nautica, derogando così alle disposizioni citate in tema di istituzione e disciplina dei titoli professionali del diporto. Il titolo professionale è, tuttavia, necessario se il noleggio occasionale si esercita su navi da diporto. Tali titoli abilitativi sono richiesti sia quando la conduzione spetta direttamente all’armatore, sia quando questi usufruisce delle prestazioni lavorative di altro personale, che sono ricomprese tra le prestazioni occasionali di tipo accessorio.

3. Quali sono gli adempimenti per poter esercitare?
L’esercizio del noleggio è subordinato esclusivamente alla comunicazione, da effettuare mediante modalità telematiche, all’Agenzia delle Entrate e alla Capitaneria di Porto territorialmente competente, nonché all’Inps ed all’Inail, nel caso di impiego di ulteriore personale, e precisamente: il modello da inviare al Fisco, oltre a fornire una scelta più ampia tra i formati elettronici (pdf, gif, tff o jpg), dovrà essere allegato a un messaggio di posta elettronica da inoltrare alla casella della direzione centrale accertamento dell’agenzia delle Entrate: dc.acc.noleggio@agenziaentrate.it; per le comunicazioni alle Capitanerie di Porto il decreto prevede che i soggetti obbligati devono compilare e sottoscrivere il modello in formato pdf che è disponibile sul sito istituzionale delle Capitanerie e inviarlo per posta elettronica alla Capitaneria competente per territorio;nel caso in cui il noleggio occasionale dia luogo a una prestazione di lavoro accessorio, la comunicazione dovrà essere inviata anche all’Inps e all’Inail secondo le regole già in uso per le comunicazioni preventive per l’inizio di attività di lavoro occasionale accessorio. Le comunicazioni dovranno essere effettuate preventivamente all’inizio di ogni attività di noleggio occasionale. Poi una copia della comunicazione, accompagnata dalle ricevute delle avvenute trasmissioni agli uffici dell’Agenzia delle Entrate e della Capitaneria (e se del caso di Inps e Inail), nonché da una copia del contratto di noleggio occasionale, dovranno essere tenute a bordo dell’unità da diporto e messe a disposizione in caso di controlli.

4. Limiti di esercizio e questioni fiscali?
La precedente stesura normativa prevedeva che i proventi derivanti dall’attività di noleggio erano assoggettati, a richiesta del percipiente, “sempreché di importo non superiore a 30.000 euro annui”, a un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del 20 per cento. Il limite degli euro 30.000,00 è stato abrogato dal suddetto art. 23 L. 98/2013, che ha previsto, prima, il limite 40 giorni complessivi annuali, e poi sempre il limite di 42 giorni complessivi annuali. Ci si chiede cosa accada se si supera il limite dei 42 giorni: in quel caso si perde la possibilità di usufruire dell’imposta sostitutiva del 20%. Tale interpretazione ha trovato conforto anche nella posizione assunta dall’Agenzia delle Entrate, la quale nel decreto attuativo del 13 dicembre 2013, ha considerato il limite dei 42 giorni annui non come un elemento costitutivo della fattispecie, ma semplicemente quel limite superato il quale il soggetto perde l’agevolazione tributaria citata (c.d. “cedolare secca” al 20%). Per consentire il versamento, mediante il modello F24, dell’imposta sostitutiva in argomento, si è istituito il seguente codice tributo: “1847” denominato “Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali sui proventi derivanti dall’attività di noleggio occasionale – Art. 49-bis del D.Lgs. n. 171/2005”.

35 Comments on Noleggio occasionale: vi spieghiamo tutta la verità

  1. Novità positive????? ma scherziamo???? il noleggio occasionale ha di fatto autorizzato tutti coloro facevano locazione in nero, senza permessi, all’italiana per intenderci e danneggiato le compagnie di charter, quelle che (in teoria) pagano le tasse , ma che in ogni caso fanno impresa nel settore. Poi anche queste accettano pagamenti in nero con contratti che vengono strappati subito dopo il rientro, spesso all’insaputa dei clienti… ma siamo in italia.. il discorso riguarda il senso civico inesistente e i ladroni della politica e i loro compari…
    Ma pensate che qualcuno supererà davvero le soglie di fatturato e i giorni/anno??? chi controlla? come? su quali documenti? coni controlli in mare???
    Io penso che questo articolo vada rivisto (per non dire demolito!!!) e adeguato alla realtà. Fate i giornalisti veri, se deve cadere qualche testa che cada! se si deve sollevare un casino per rimettere le cose a posto che si faccia.
    Poi ci saranno tre poveri cristi in tutta italia che si atterranno alle norme e useranno questa legge così per come è stata creata, in tutta onestà. ma sono tre. di numero.

  2. Giuseppe Accardi // dicembre 15, 2014 at 7:00 pm // Rispondi

    Il noleggio occasionale è una delle iniquità più marcate del Governo Monti. Oltre ad aver fatto perdere numerosissimi posti di lavoro a quei marittimi che hanno conseguito i titoli marittimi con fatica e costi (oltre 16.000,000 euro), è responsabile della chiusura di circa il 70% delle imprese che operavano regolarmente nel settore e che erano il motore delle vendite di imbarcazioni nuove. I fatti parlano chiaro, basta verificare il crollo degli introiti fiscali del comparto noleggio/locazione. L’ipotetico beneficio è favorevole solo per coloro che già lavoravano irregolarmente ed oggi possono rassicurare i propri “Clienti” dicendo che i titoli professionali non sono garanzia di professionalità e sicurezza, difatti non servono.Altra falla nella norma è quella di non fare alcun riferimento alle necessarie coperture assicurative, mentre le compagnie di assicurazione, in mancanza dell’estensione specifica all’attività del noleggio (benché occasionale), non riconoscono alcuna copertura. All’attualità i pochi che hanno fruito della norma sono alcuni neo patentati che hanno allettato i proprietari di imbarcazioni ferme da anni a fare qualche soldino gestendo la loro barca con il noleggio occasionale, a totale discapito della sicurezza dei clienti paganti. Il vero business è invece per i proprietari di imbarcazioni più grandi: prendiamo ad esempio un Pershing 88 il cui costo per il noleggio settimanale si aggira attorno a € 150.000,00 (€ 21.500,00 al giorno) che in 40 giorni corrisponde a € 850.700,00 su cui graverebbe teoricamente solo il 20% di tasse (€171.000,00). Teoricamente in quanto delle 6 (o più) persone ospiti a bordo, potrebbero figurarne solo 2 paganti e gli altri semplici ospiti, dichiarando così, quale introito, solo un terzo di quello effettivo, trovando risorsa alternativa al gasolio agevolato.

    • Premesso che nel commento ci siano verità fondate sul senso civico “all’italiana”, volevo comunicare che io sono uno di quei tre cittadini citati , che hanno utilizzato la normativa nel rispetto delle regole.
      A mio avviso il danno per le società di charter non è il noleggio occasionale in quanto tale ma tutto l’impianto burocratico, amministrativo e tributario “all’italiana”. Una seria riforma del settore con una normativa flessibile in base al tipo di attività svolta, ad esempio: è sensata una qualifica unica di Skipper? Risposta no! Se lo skipper esegue navigazione costiera entro 3 miglia avrà una abilitazione, se esegue una navigazione da traversaata oceanica ne avrà un’altra ovviamente, quindi riformare le abilitazioni da skipper con una formula di tipo automobilistico, a gradi in base al tipo di navigazione sarebbe il minimo. Quindi nascono i paradossi: per conseguire una qualifica da Skipper in Italia è un iter lungo e complesso, infatti molti scappano all’estero ( vedi Inghilterra ) e poi chiedono il riconoscimento in Italia, con il noleggio occasionale di fatto abiliti a Skipper qualunque cittadino armatore senza limiti di navigazione, senza una visita medica, magari con qualche esamino, senza un corso di primo soccorso, senza una integrazione seria alla patente nautica insomma! Tutto normale? Tutto intelligente? Io la considero una follia complessiva, i due estremi al confronto.
      Aggiungo un’ultima considerazione, nel noleggio occasionale qualunque imbarcazione con qualsiasi bandiera poteva utilizzare la normativa, purché l’armatore / proprietario fosse cittadino Italiano, a Dicembre anno modificato in: solo imbarcazioni con bandiera italiana, cosa cambia? cambia che chi ha bandiera straniera lo farà al nero probabilmente, chi come me aveva alcune prenotazione a breve termine le ha dovute annullare con conseguente danno è il legislatore dove vive? Su Marte? Il noleggio di una barca non è vendere panini sul marciapiede ai passanti! È un lavoro di fino se permettete, magari con prenotazioni di mesi prima. Ecco credo sia ben chiaro come sia evidente come non sia applicato il buon senso, ma come è possibile non dare un preavviso di modifica radicale della legge almeno 6 mesi prima? Così l’ufficiale della Capitaneria si vede costretto a telefonarmi per avvisarmi che da OGGI non posso più effettuare il noleggio occasionale, eccezionale direi, mi inchino al l’efficienza della “telefonata” almeno sono stato informato. Concludo informando che ho utilizzato nel rispetto delle norme lo,scorso anno di questa legge, il mio progetto era sperimentare una stagione con questa opportunità e poi decidere se fare impresa nel 2016, coniugando la mia amata passione per il mare, per la vela ……..
      Viva l’Italia! ma anche no!
      PS non credo che l’articolo sia banale o superficiale, come alcuni sentenziano, credo vada approfondito, magari con testimonianze piuttosto che con giudizi spesso superficiali o di puro sfogo, ho provato a dare il mio contributo, mi auguro possa interessare a qualcuno.
      Buon Vento!
      Andrea

      • Buon giorno Andrea,
        anche io sono uno dei pochi che ha utilizzato regolarmente la possibilità del noleggio occasionale. Mi è stato detto che dal 2016 non si può più effettuare con bandiera estera, mi sai indicare il motivo e il riferimento normativo?
        Grazie, Andrea S.

  3. Mi sorprende la banalità con la quale viene trattato un argomento così controverso. Incredibile che un giornale di settore come il vostro si possa esprimere con tanta superficialità dando un giudizio positivo sul famigerato e devastante “Noleggio Occasionale”. Semplicemente una vergogna.
    Antonio Bacheca

  4. credo che in via teorica il proposito fosse buono, ma se poi la persona fisica è diventata anche società non charter ecco che chi ci poteva mettere lo zampino lo ha fatto di fino.

  5. La norma sul “noleggio occasionale” è palesemente anticostituzionale e ha generato una evidente situazione di concorrenza sleale tra “Imprese del Charter e Marittimi Professionali” e “Privati” .
    Dispiace che chi firma tale articolo (un Avvocato) eviti appositamente di trattare gli argomenti “responsabilità del Noleggiante” e “responsabilità del Comandante”, limitandosi a descrivere sommariamente solo gli aspetti “burocratici”.

    La differenza tra “locazione” e “noleggio” dovrebbe essere nota a chiunque. Così come il fatto che il “noleggio occasionale” costituisce una “prestazione di servizio”, quindi da svolgere sotto forma di “impresa” e da assoggettare ad IVA.

    La questione è stata recentemente affrontata in un caso analogo dalla Corte di Cassazione che, adita dall’Agenzia delle Entrate, con l’ordinanza n. 6501 depositata il 20 marzo scorso, torna ad affrontare, senza cambiare idea, il tema dell’esenzione IVA ex art. 10, D.P.R. n. 633/72 in relazione all’affitto di appartamenti ad uso vacanza.

    La Corte afferma che: “…nell’ipotesi di concessione in godimento di un immobile arredato accompagnata dalla prestazione di servizi non direttamente inerenti al godimento della res locata (come la climatizzazione o la somministrazione di acqua, luce e gas), ma di carattere personale (come le pulizie od il cambio della biancheria) – il rapporto non è qualificabile come locazione immobiliare ai sensi e per gli effetti dell’art. 10, punto 8, D.P.R. n. 633/72”.

  6. Antonio Giovannelli // dicembre 16, 2014 at 12:21 pm // Rispondi

    Sono un privato e quindi non interessato direttamente, ma confermo quanto scritto da chi mi ha preceduto: si tratta di una norma assurda che favorisce il nero, il pressappochismo e le scarse garanzie per il cliente. E’ come se di colpo si dicesse che tutti possono fare i tassisti, sai che regalo per gli abusivi? (Preciso che non sono nemmeno un tassista).
    Se queste sono le liberalizzazioni che riusciamo a partorire come stato, meglio le corporazioni

  7. Decisamente interessanti le risposte fornite sommariamente dall’Avv. Antonello Melloni di Cagliari. Sommarie in quanto la norma (giuridicamente e fiscalmente fuori luogo in tutta la CE) sul “Noleggio Occasionale” è stata inserita a livello di Codice della Nautica da Diporto (D. Leg.vo n. 171/2005) nel “Titolo III (Disposizioni speciali sui contratti di utilizzazione delle unità da diporto), Capo II – Noleggio”.

    Ritengo che un Avvocato Marittimista sia consapevole che l’attività di noleggio consta in una “prestazione di servizio” che, fiscalmente, può essere svolta solo da Impresa costituita ad hoc (ovvero con oggetto sociale: noleggio di unità da diporto).

    Così come ritengo che un Avvocato Marittimista sappia, o dovrebbe sapere, che tali “prestazioni di servizio” sono soggette ad IVA in base alla Direttiva 2008/8/CE (inderogabile). E che sia a conoscenza delle ricorrenti e costanti sentenze della Corte di Cassazione in materia (applicazione IVA in casi analoghi).

    Così come ritengo che un Avvocato Marittimista sappia che se un Marittimo” in possesso delle qualifiche professionali di “Capitano o Comandante del Diporto” non potrà MAI vedersi riconosciuti i “periodi di navigazione” trascorsi a bordo di “navi da diporto battenti solo bandiera italiana” impiegata in “noleggio occasionale”.

    Domande alle quali mi auguro l’Avv. Antonello Melloni vorrà rispondere in modo esaustivo ed esauriente. Sempre che trovi la voglia ed il tempo di farlo….

  8. Salve, sono un armatore privato di un bellissimo Hallberg-Rassy, che ha effettuato la scorsa estate oltre 10 noleggi occasionali nella Riviera del Conero, con grande soddisfazione di tutti gli ospiti, su di una barca di grande pregio e in totale sicurezza (a differenza di molte modestissime e minimaliste imbarcazioni usate dalle agenzie di charter). I noleggi sono stati regolarmente dichiarati, la barca aveva l’assicurazione con l’estensione al noleggio occasionale anche se non obbligatoria, sono stato controllato in mare dalla GdF (che in realtà è molto attiva nei controlli), senza che sia stata riscontrata alcuna irregolarità.
    Non vedo che cosa ci sia di strano nel poter affittare la propria barca (per altro previsto da norme comunitarie), esattamente come si può affittare la propria casa.
    Per quanto riguarda la sicurezza, occorre osservare due cose:
    – l’armatore privato ha spesso alle spalle molte più miglia di uno skipper “professionista”, spesso un ragazzino che non conosce in particolare la barca su cui naviga, non l’ha mai smontata e rimontata, non ne cura la manutenzione, non ne è responsabile;
    – la normativa sui titoli professionali da diporto (una contraddizione in termini) ha causato un grande scompiglio nel settore, è stata disattesa nei fatti e impedisce l’accesso alla professione a molte persone competenti; avvantaggia chi ha studiato al nautico mentre il ruolo di skipper si avvicina molto più a quello di un operatore turistico; l’iter e gli esami necessari ad avere il titolo non garantiscono nè la serietà, nè la affidabilità degli abilitati, nè l’esperienza.
    Conosco nel mio piccolo porto nelle Marche, altri 2 amici che hanno effettuato noleggi occasionali, in perfetta regola e con soddisfazione degli ospiti.
    Cordiali slauti, Andrea

    • salve andrea suardi, vorrei anch’io fare quache noleggio occasionale, con la stessa serietà con cui mi sembra l’abbia fatto lei. Ho problemi ad avere l’estensione dell’assicurzione kasko. potrebbe indicarmi la sua compagnia ? puo’ darmi un’idea dei costi ? Grazie Paolo Bevilacqua ROMA

      • Buon giorno Gian Paolo. Sono nelle vostre condizioni e sono assicurato con Pantaenius per RC, corpi, infortuni, etc… la clausola noleggio ha inciso per meno del 50% del totale, a memoria meno di 500 euro all’anno. Buon vento! Marco (Roma)

        • Salve Paolo,
          a quanto pare le norme sul noleggio occasionale sono molto discusse e le opinioni sono contrastanti. In verità io trovo normalissimo che come si possa affittare tra privati la propria prima e seconda casa, con o senza l’utilizzo di un mediatore, allo stesso modo si possa noleggiare la propria barca.
          Se posso uscire in mare in sicurezza con la mia famiglia o con degli ospiti perché non posso uscire con degli ospiti a pagamento. In termini oggettivi mi sembra che la sola differenza sia il prezzo, nulla che riguarda la sicurezza. Diversamente, a che cosa serve la patente nautica?
          Per il diporto, io mi domanderei piuttosto a che cosa servono i titoli professionali per il diporto se esiste la patente nautica?
          Io mi sono rivolto alla Vittoria Assicurazioni per l’assicurazione della barca per responsabilità civile verso tersi trasportati anche a titolo di noleggio. E’ più economica della Pantenius.
          Cordiali saluti e buon vento!

          • Scusa ma che caspita dici? Secondo te, tanto per fare un esempio, allora, uno potrebbe fare il tassista senza il CAP? Oppure, uno che fa da mangiare per la famiglia, potrebbe fare il cuoco in una mensa senza i necessari accertamenti sanitari?

      • salve la trovo giusta la sua delucidazione….mi sembrava di assistere alla parata delle suffragette…vergini…… parlano di serieta..qualifiche che esistono poco…..oramai in tutti i settori…conosco comandanti che non sanno fare un ormeggio a modo….o se capita un imprevisto…dio ci scampi…., per non parlare di agenzie che noleggiano barche appena rientrate da una settimana e ci trovi i calzini del noleggiante venuto prima di te!!!! senza nemmeno sapere se l olio al motore e a livello……tanto chi fa una giornata in mare a nero….. con un conoscente non imbarcherebbe mai con un agenzia e senza questa cavolo di legge lo stato non prenderebbe un euro…..allora si parla di qualifiche ed abbiamo come risultato ….la concordia il giglio…ricordate….,
        e poi nessun ufficiale si presenta con zelo su un imbarcazione da 80 piedi per un controllo …col rischio di trovarci qualche pezzo grosso e di finire al confino di belluno …invece che a capri o a portofino! controllano i documenti di bordo fanno l inchino e tirano lungo…..figuriamoci se chiedono informazioni..alla vecchietta miliardaria che gioca a canasta…se ha pagato o quanto….,.le agenzie se danno un buon servizio e prezzo continuano a lavorare….perche i piu non vogliono pagare migliaia di euro per esser guardati male o ripresi se mettan un piede male a bordo, non e il caso di tutti ma se pago e anche tanto … voglio sentirmi a casa mia…o almeno libero…..e con l armatore privato presente non e propio cosi…sei sempre a bordo della sua imbarcazione!!! ecco che ognuno scegliera il meglio per lui….. perche alla fine se col noleggio occasionale ( che veniva comunque fatto a nero prima) ora viene sborsato qualche euro di tasse 20% non e poco! per max 30000 euro e per 42 giorni possibili… continuano magari a girare posti barca… a lavorare cantieri….. e porticcioli…che alla fine dei conti sono piu di qualche agenzia di charter che avrebbe chiuso ugualmente…l italia si sa e cosi……ma questa legge alla fine se la guardiamo e la rispettiamo denunciando gli introiti, e ampliando l assicurazione al noleggio e locazione per dar piu sicurezza alle persone a bordo, non farebbe differenza dalla copertura assicurativa che hanno le agenzie di noleggio… e la medesima! ce posto per tutti se fatto con criterio coscienza e serieta.

  9. Sono d’accordo con Andrea.
    Io ho un Sun Odyssey 40 del 2002, una barca con poco valore ma i cui costi di gestione italiani ormai folli mi avrebbero obbligato a vendere. Anche io ho fatto una dozzina di noleggi occasionali quest’anno, denunciando a tutte le autorità competenti quanto facevo, chi c’era a bordo etc etc. Grazie a quanto ricavato ho potuto coprire le spese del posto barca e anche fare due lavoretti a bordo.
    Se qualcuno non denuncia quello che fa, è solo perché è un disonesto. Lo faceva anche prima che ci fosse il noleggio occasionale di sicuro, tutto rigorosamente a nero. Non venitemi a dire che noi armatori vi togliamo lavoro, care compagnie di charter, siete ridicoli

  10. Sono il Presidente di un’Associazione Velica.
    Chiedo gentilmente all’avvocato Antonello Meloni alcune di precisazioni:
    – è prevista una cauzione sul noleggio occasionale?
    – chi paga i danni che fa lo skipper, nel caso in qui questo sia il locatario e non l’armatore?
    – in caso di infortunio dovuto all’inadeguatezza/insicurezza della barca come si fa a chiedere i danni all’armatore in assenza di un contratto scritto?
    – quali risarcimenti sono previsti se le date di consegna o restituzione della barca non vengono rispettate? (esempio barca in riparazione il giorno della partenza)
    – esiste un contratto scritto e firmato da entrambe le parti, in cui stabiliscono le rispettive responsabilità e penali?
    Mi sembra che le legge si concentri un po’ troppo sugli aspetti fiscali, “dimenticandosi” gli aspetti normativi e di responsabilità.
    Sorge il dubbio: vale la pena prendere una barca in noleggio occasionale?
    Ho la sensazione che prendere una barca in locazione tradizionale sia un pelino più costoso, ma dia molte più garanzie.
    C’è qualcuno che è d’accordo con me?
    Grazie.
    Buon vento a tutti,
    Alex

  11. Il pagamento dei charter era tracciabile, quindi poco esposto alla possibilità di evasione. Con l’uscita dal settore del 90% delle società di charter (compresa la mia)è venuto meno per l’erario l’apporto del fatturato, ed il movimento turistico indotto (ristoranti, negozi, ecc).
    Inoltre al settore è stato dato un colpo mortale dall’Agenzia delle Entrate che con la disposizione N.2011/165979 rende obbligatorio alle società di charter la comunicazione di tutti i nominativi che hanno noleggiato o locato imbarcazioni da diporto. Ne consegue che per evitare tale comunicazione, l’utenza può avvalersi di società croate, francesi o spagnole. Infine l’apertura al noleggio occasionale che solo a parlarne (sopratutto su un giornale specializzato)denota il totale svilimento di un’attività ormai morta. Vergogna!

  12. Sicuramente il “noleggio occasionale” non costituisce un caso mondiale come “Uber”, è solo un fenomeno tipicamente italiano creato ad arte da alcuni interessati Politici e relative Imprese che li sostengono per tutelare gli abusivi e la corruttela dilagante da sempre nel Diporto.

    In attesa che si concluda il semestre europeo a “guida renziana” e che poi parta l’inevitabile ricorso per “concorrenza sleale” alla Corte di Giustizia della UE, ISYBA pubblica oggi il primo ed unico contratto dedicato al “noleggio occasionale” esistente in Italia.

    Lo potranno utilizzare solo i Mediatori Marittimi associati ed i Clienti che ad essi si rivolgeranno per avere tutela.

    Tutela che detti Clienti non potranno comunque ricevere da chi svolge altro mestiere, vedi Avvocati o Tour Operators o Agenzie di Viaggio o Mandatari a qualsiasi titolo o Procacciatori d’Affari o….

    Soggetti che quando si propongono come “tramite” in questo settore lo fanno sempre e comunque abusivamente…

    Buon vento, anche alla rivista che promuove questo “modus operandi” contrario all’ineteresse delle Imprese Armatrici e di Servizi che operano o operavano nella Nautica in Italia, ovvero quelli che vi pagavano la pubblicità…

    Buon 2015 al Giornale della Vela.

  13. Rappresento un’agenzia nautica e accolgo questa legislazione sul noleggio in senso molto favorevole. Direi l’unica cosa positiva venuta da Monti. Si tratta di una liberalizzazione e come tale può solo favorire gli scambi economici, incrementa l’economia e non penalizza nessuno. Quanto alle irregolarità queste si praticano in egual modo anche nel caso di attività regolarmente iscritta, come è stato rilevato da tutti. I pagamenti tracciati, la necessità di averli come garanzia sia per il noleggiatore che per il proprietario, sono una buon mezzo per assicurare la regolarità contributiva. Per quanto riguarda la professionalità, è giusto che sia il cliente a preferire se è il caso una società specificamente operante nel noleggio. Come pure è compito dei professionisti differenziarsi dagli altri..Del resto noi vendiamo barche per professione, ma mica per questo le persone non possono vendesi le barche da soli!!

  14. Secondo me il noleggio occasionale è un’arma a doppio taglio,
    pur favorendo molti armatori consentendo loro di “tirar su” qualche soldo, innesca un meccanismo di business parallelo che di fatto porta ad una concorrenza con le normali imprese di noleggio. Sappiamo bene che al mare ci si va d’estate, un’impresa può noleggiare la propria barca per circa 70-80 giorni complessivi, questi sono i dati che ho io, quindi, di fatto, chi fa 42 uscite di noleggio occasionale sta facendo concorrenza a chi paga fior di quattrini tra INPS, Certificato di idoneità al noleggio, Assicurazione sulle persone trasportate, dotazioni di sicurezza.
    Non parlo per sentito dire ma perchè sono direttamente interessato e so come stanno andando le cose, i fessi pagano le tasse e i furbi fanno tutto in nero, se poi lo “regolarizzi” con questa legge, a questo punto perchè tenere aperta l’impresa?
    L’altra enorme porcata è la locazione, che permette di trasportare il numero massimo di persone dichiarato dal costruttore della barca, mentre nel noleggio si deve restare assolutamente entro i 12. Qual’è il senso? Io faccio noleggio con conducente di un gommone con portata 18 passeggeri, ma posso portarne massimo 12. Se lo do in locazione a terzi, possono uscire in 18…
    La giustizia italiana va revisionata!

  15. Personalmente non credo che chi fa noleggio occasionalmente possa veramente far concorrenza a società di charter serie, dotate di canali pubblicitari ed una rete commerciale ormai mondiale. Non scherziamo. Molte società hanno chiuso i battenti in questi anni di crisi per molte ragioni, ma non certo per via di questa legge. Con i porti che si svuotano perchè mantenere una barca è ormai impossibile, ben venga questa legge che cerca di far emergere e regolarizzare una pratica tra l’altro già in voga da parte di molti, ma in modo sommerso. Vogliamo parlare poi degli skipper ? Del fatto che quasi tutte le società di charter si avvalgono di persone di ‘fiducia’, non certo di ufficiali del diporto, e si ricorre sempre alla locazione: ‘se ci fermano siamo tutti amici’. Le dotazioni di sicurezza vanno tenute comunque! E le assicurazioni sono una tutela fondamentale di chi noleggia, indipendentemente che sia charter o privato. Insomma, se la legge venisse alla fine abrogata a me spiacerebbe molto, anche perchè grazie a questa legge posso pensare di mantenere in modo trasparente una imbarcazione. Certo… posso sempre fare il charter una/due volte l’anno…

  16. Buongiorno, sono un privato armatore, volevo sapere se posso utilizzare il noleggio occasionale anche per noleggiare ad una azienda SRL.
    Se si’, in questo caso, come devo compilare i moduli da inviare alla Agenzia delle Entrate? Non conosco i nomi dei partecipanti ma ho solo i dati della Sociatà che vuole noleggiare la barca per portare a spasso i suoi clienti.
    Grazie

  17. Andrea Di Lazzarp // gennaio 22, 2016 at 3:49 pm // Rispondi

    Sono un marittimo del diporto, abilitato “conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite al noleggio” con libretto e corsi annessi. Grazie, Monti! Ci fai tornare indietro di circa venticinque anni (primi anni’90) quando le figure professionali del settore (gli “skipper”, altra blasfemìa che fa pensare più a un timoniere di canoa o al succo di frutta che ha una persona abilitata al comando di una imbarcazione)non avevano altra opportunità se non quella di lavorare in nero e senza nessuna tutela. Mi associo PAROLA PER PAROLA ai commenti precedenti orientati in senso negativo. Perciò (senza nulla togliere a tanti diportisti puri bravi e coscienziosi) largo agli improvvisati e agli squali. Complimenti. Diportisti della domenica (senza offesa) approfittatene. Questa e la Legge.

  18. LUIGI BERTARELLI // marzo 13, 2016 at 3:10 pm // Rispondi

    ORA E’ OARRIVATO IL MOMENTO DI CHIUDERE LA PARTITA IVA X RAGGIUNTO PERIODO DI COMPLETAMENTO ANNI 42 E 10 MESI RICHIESTI X ANDARE IN PENSIONE….LA DITTA DI NOLEGGIO CON TUTTI GLI ONERI E DOVERI CHIUDERA’ E QUESTANNO SI EFFETTUERA’ IL NOLEGGIO OCCASIONALE…..TUTTO BELLO E REGOLARE….BUONA FORTUNA A TUTTI

  19. volevo chiedere se è possibile dare a noleggio una barca a vela non immatricolata di lunghezza 9 mt.grazie

    • No. Se leggi l’articolo te lo spiega chiaramente: solo imbarcazioni e navi immatricolate. Perchè non anche quelle non immatricolate? Mistero…

  20. Non sapevo,e questa mi giunge nuova,che l’estate qui in Italia,dura solo 42 giorni.Nel resto del mondo,la buona stagione per navigare,va da Maggio almeno, fino a Settembre!Ma i nostri governanti,forse,ne sanno piu di noi!mah……!

  21. Salve, io ritengo il nol occasionale una buona norma, che permette in regola con le tasse, di coprire parte della spesa di mantenimento della propria imbarcazione, sempre se si ha il tempo per farlo!
    Gli skipper che conosco io non hanno neppure lontanamente il mio gradi di esperienza di navigazione con la specifica barca (se non pochissimi che conducono signore barche – ad.es. Sciarelli – e da moltissimi anni) e men che meno la conoscenza dettagliata del mezzo che usano; io il mio lo conosco nei più singoli meandri, elettrici e idraulici oltre che meccanici e di attrezzature.
    Certe conoscenze te le danno solo il tempo e il fatto di superare in autonomia lunghe liste di avarie, normali quando un mezzo è usato a fondo.
    Poi come tutti sanno un guasto può sempre succedere, ma la capacità di venirne fuori credo sia superiore per un armatore rispetto a qualsiasi skipper che magari ha usato la specifica barca per qualche settimana o qualche centinaio di miglia.
    Io ho avuto 10 barche finora e posso dire che ci vuole almeno 1 anno per poter dire di consocere la propria barca con un minimo di onestà!
    Buon vento a tutti!

    • Ah, la ritieni una buona norma?! E quelli come me, comandanti/armatori che per mettersi in regola hanno dovuto conseguire un titolo professionale, conseguire delle abilitazioni seguendo Corsi e sostenendo esami, sottoporsi ad accertamenti medici onerosi per iscriversi alla “Gente di Mare” (che se ne va… a cercare un altro lavoro) e poi hanno dovuto intervenire sulla barca con dotazioni e migliorie per ottenere la certificazione di “unità commerciale”, senza contare l’obbligo, per il sottoscritto, di mettere in regola “a ruolo” anche un secondo (la barca supera i diciotto metri) che subiscono la concorrenza sleale di nonno Ugo alla riscossa col Benetau 54, che gli dici? Lo so io: nulla. Al massimo gli fai una bella, sonora pernacchia. Del resto, è o non è il Paese di Pulcinella e di Alberto Sordi?

  22. Roberto Ascari // novembre 19, 2016 at 5:09 pm // Rispondi

    E’ allucinante sentire certe risposte!!! L’Italia morirà di burocrazia perchè è fatta da italiani che amano perdere tempo in attività da azzeccagarbugli. Se io noleggio una barca la posso condurre con la sola patente, ma se affido la conduzione ad uno skipper a titolo oneroso, apriticieo!!!! Mi dite che differenza fa? L’unica differenza dovrebbe essere la correttezza dal punto di vista fiscale. Altra questione. Se io conduco la mia barca scarrozzando un gruppo di amici posso farlo con la sola patente se invece quel gruppo di amici è imbarcato a titolo oneroso cambia tutto. E’ semplicemente ridicolo.
    Chi vi parla è un “ufficiale per il diporto” che per ottenere il suddetto titolo con corsi connessi ha speso nel 2006 circa 6000 euro. Con esso ho lavorato su yahcts importanti con altrettanto importanti stipendi. Un armatore che imbarca un comandante “titolato” a 2000 euro netti ne spende circa 5-6000. E voi siete cosi stolti da pensare che ci possa essere qualche skipper e di conseguenza qualche società di charter che spendono le cifre di cui sopra per organizzare qualche settimana di crociera estiva su unità a vela di 12-15 metri? Siamo seri perdio!!!!!

    • Non ho ben capito a chi e’ rivolto il post di Roberto, ma credo sia in buona sostanza quel che sostengo pure io, ovvero che il titolo professionale di “ufficiale del diporto” e’ rivolto a un’altro tipo di clientela. Poche societa’ di charter si avvalgono di queste figure. Quindi si aggira la legge trasformando un noleggio in locazione. E gli ospiti pagano noleggio e skipper. Molti di loro ignari della sottile differenza.

      Poi c’e’ il mio amico Peppo, pensionato, che va in barca da una vita e ha un gran giro di amici disposti a pagare per un w.e. in barca: lui li scarrozza e intasca. In linea di principio la legge dovrebbe mettere in regola questo tipo di attivita’ sommerse.

      • il tuo amico Peppo magari è un comandante provetto ed io al suo confronto sono solo uno Schettino. Però quando mi fermavano le Autorità, con la camicia bianca e i calzoncini blu, su una barca di oltre venti metri, mi controllavano pure i peli pubici nelle succhiarole delle ghiotte docce. E a Nonno Peppo? Nonno Peppo in canottiera scommetto che la faceva e la fa sempre franca e ce la butterà sempre al c…o.

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