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Barcolana! L’edizione 2014 più bella di sempre con 2.000 barche e 30.000 marinai in acqua

Il presidente della Barcolana Mitja Gialuz racconta come si rinnova e diventa sempre di più la più grande festa della vela italiana, mantenendo tutti gli ingredienti che l’hanno resa famosa. Tra le novità le spericolate esibizioni degli Extreme 40 e l’arrivo davanti alle rive di Trieste. Appuntamento alla Barcolana, a Trieste il 12 ottobre

StartQuando a Trieste nel 1969 prese il via la prima edizione della Coppa d’Autunno, quella che tutti oggi chiamiamo Barcolana, nessuno pensava che sarebbe diventata la regata velica più affollata del mondo. Si, l’idea era buona ed era una grande novità per l’epoca. Si trattava di far correre le barche senza il vincolo di un regolamento di stazza, complicato e costoso, ma di raggruppare le barche di ogni taglia e foggia con una semplice divisione per lunghezza. Idea semplice, ma geniale. In pochi anni la Barcolana, che si disputa quest’anno a Trieste domenica 12 ottobre, è esplosa grazie alla sua formula unica, irripetibile. Quest’anno sono attese in acqua 2.000 barche e 30.000 marinai oltre a decine di migliaia di curiosi che affollano le rive di uno dei golfi più belli del mondo. Oggi la Barcolana è soprattutto la grande festa della vela italiana che riesce ad accomunare barche supertecnologiche a scafi normali, i più famosi velisti da tutto il mondo a semplici appassionati senza alcuna velleità agonistica. Parteciparvi almeno una volta è tuttora il sogno di ogni velista.

Mitja Gialuz

Mitja Gialuz

LE GRANDI NOVITA’ DEL 2014
Quest’anno la 46° edizione offre tante novità, una linea di rinnovamento nella tradizione voluta dal nuovo presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, il 39enne (stessa età del premier Renzi) Mitja Gialuz. A dispetto della sua professione di professore di Procedura penale all’Università di Trieste e componente del cda della Fondazione CRTrieste, Mitja Gialuz ha un più che rispettabile passato di velista. Ce lo racconta lui stesso. “Ho iniziato sull’Optimist alla scuola del circolo SVBG di cui adesso sono diventato presidente. Nel mio curriculum un titolo mondiale juniores nella classe olimpica 470 assieme ad Alessandro Bonifacio, che adesso è il nuovo direttore sportivo del circolo. E poi un’esperienza memorabile in tre edizioni del Giro D’Italia a vela di Cino Ricci, dal ‘93 al ‘95 con tanto di vittoria. Una straordinaria palestra formativa per velisti, a contatto con giovani che sono oggi al top della vela mondiale come Vasco Vascotto e Lorenzo Bressani, solo per citarne due”.

Ma chi gliel’ha fatto fare di diventare presidente, non aveva già abbastanza da fare con gli incarichi professionali che ha?
“Il mio è un debito di riconoscenza verso il mio circolo con cui a otto anni ho iniziato ad andare a vela. Ora è arrivato il tempo di restituire alla Svbg quanto ho ricevuto, in termini sportivi e di valori”.

Si riferisce anche ai valori che esprime lo sport della vela?
“Si. La vela è uno sport formativo unico per i giovani. Uno sport che, con il divertimento, aiuta a imparare valori fondamentali nella vita come il superamento della paura, l’arte di aver pazienza, valutare i rischi”.

Valori che esprime anche la Barcolana. Cos’è per lei oggi la Barcolana, da presidente e organizzatore e non più da semplice partecipante?
“La riassumo in due parole: legno e carbonio. Il segreto del suo successo è la fusione delle barche piccole con le grandi, delle vecchie con le nuove, delle classiche con le ipertecnologiche. Del regatante agonista con l’appassionato”.

La Barcolana ha bisogno di grandi cambiamenti?
“No, La ricetta per la Barcolana di oggi non è tornare al passato ma guardare al futuro, rispettando il suo format di grande festa della vela e della città di Trieste”.

villaggio_barcolana_2013Ma sono tante le novità che presentate in questa 46° edizione.
“Si, ma sono una logica evoluzione della storia della Barcolana che non sta ferma e si evolve, con l’evolversi dei tempi”.

A partire dal nuovo percorso…
Si, partiamo dallo spettacolo in mare. Quest’anno la Barcolana la puoi quasi toccare da terra, dalle rive triestine. Il primo lato della regata, quello verso l’alto mare, adesso è più corto. L’arrivo diventa lo spettacolo nello spettacolo, l’abbiamo spostato praticamente davanti alla piazza Unità d’Italia, la più grande piazza affacciata sul mare d’Europa”.

extreme-40Ma per mare lo spettacolo lo fanno anche le manifestazioni collaterali. Anche qui, novità?
“Partiamo dalla novità internazionale, gli Extreme 40. I velocissimi catamarani di 40 piedi si esibiranno lungo le rive dal 9 all’11 ottobre nella Land Rover Extreme@barcolana. Senza dimenticare la Barcolana Classic per scafi d’epoca e classici l’11 ottobre; la Barcolana Young riservata ai giovani velisti sugli Optimist (il 4/5 ottobre); la Barcolana Challenge, sfida su Este 24 dei vincitori della passata edizione il 10 ottobre; la Barcolana by Night dove quando cala il sole, illuminati da potenti fotoelettriche, gli UFO 28 battagliano davanti a Piazza Unità d’Italia, l’11 ottobre; la Barcolana TriESTE con i monotipi Este 24, l’11 e 12. E poichè la vela non si pratica solo in barca, dalle 6 alle 11 del mattino dal 5 all’8 ottobre al Molo Audace si potranno ammirare le evoluzioni e i salti di 50 kitesurfer e 50 windsurfer”.

Lo avete annunciato, quest’anno mirate a fare il record di iscritti alla Barcolana, c’è qualcosa di nuovo per gli armatori?
“Si, coccoliamo sempre di più gli armatori che portano la loro barca a Trieste. A partire da una macchina da caffè Uno Capsule System di Illy e Kimbo, una sacca della Slam con la polo celebrativa della Barcolana, uno sconto del 50% sulla cartografia Navionics e tanti altri gadgets”.

E a terra?
“Il villaggio Barcolana diventa una città “lunga” cinque giorni e due chilometri in riva al mare. Una città nella quale si troverà cultura, musica di qualità, incontri ed eventi legati tra loro dal comune denominatore della passione per la vela e il mare”.

Lasciamo da parte la Barcolana, per un ottimo velista come te c’è una regata per te mitica?
“La Sydney-Hobart che a Natale porta centinaia di barche dall’Australia alla Tasmania. Una regata dura, per veri marinai. Un giorno ci vorrei proprio partecipare. Come la Barcolana, anche la Sydney-Hobart  una volta nella vita va fatta!”.

 

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