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Vetroresina? No grazie! Ecco la microbarca che stupisce Parigi

Una delle star del Salone Nautico di Parigi è una piccola barca costruita interamente in fibra di juta, che ha navigato per migliaia di miglia in totale autonomia energetica e di alimentazione, al comando di un 30enne francese. Che bella storia!

Al Salone di Parigi, nascosta tra le barche “normali” abbiamo trovato una barca (e una storia) eccezionale. Allo stand M 69 vi stupirete ammirando una piccola barca, Gold of Bengal, che ha attraversato, in sette mesi, il Golfo del Bengala, da Bangladesh alla Malesia, passando per le isole Nicobar e Andamane.

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SOLO JUTA!
Ma non è questo che vi stupirà, la barca è costruita interamente in fibra di Juta, senza in grammo di vetroresina. A bordo durante la navigazione c’era una serra tropicale, due polli e un dissalatore a mano. Il protagonista di questa bella avventura, che si è costruito da solo la barca e ha navigato per buona parte del percorso in solitario, è un 30enne francese, Corentin de Chatelperron, che ha voluto dimostrare con questa sua piccola impresa che è possibile, ancor oggi, vivere in completa autonomia per mare, senza spendere un soldo e senza utilizzare nulla che non sia prodotto con materiali grezzi naturali, adattati ad uso nautico con il solo lavoro manuale.

Guarda il video di Gold of Bengal

LA FISSA DI DE CHATELPERRON
Corentin de Chatelperron è alla sua seconda avventura con una barca di juta, nel 2009 aveva costruito Tara Tari (40% in fibra di juta e 60% in fibra di vetro) per raggiungere la Francia partendo dal Bangladesh. Il giovane francese si era recato in Bangadesh, dopo aver conseguito la laurea in ingegneria, per lavorare in un cantiere che costruiva barche in vetroresina. Affascinato dai metodi costruttivi delle barche dei poveri pescatori locali che usavano materiali recuperati dalla natura, ha deciso di abbandonare la vetroresina. Ora racconta la sua storia al salone di Parigi, tempio della vetroresina.

1 Comment on Vetroresina? No grazie! Ecco la microbarca che stupisce Parigi

  1. Gianni Boeri // marzo 6, 2014 at 10:54 pm // Rispondi

    bellissima idea credo che le fobre naturali saranno il futuro.
    Auguri complimenti
    Gianni Boeri

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