Sfruttando il fatto che in Italia non c'è un registro delle immatricolazioni unico e centralizzato (come quello delle auto) ma ce n'è uno per ogni Capitaneria di Porto, Giulio Lolli, tramite una società di leasing si faceva finanziare l'acquisto di una barca da immatricolare, supponiamo a Rimini, e poi la rivendeva alla società di leasing di un altro cliente, che la immatricolava in un'altra località, dove certamente non poteva comparire l'immatricolazione già esistente, proprio perché non esiste un collegamento fra i registri delle varie Capitanerie. La banca del cliente, ignara del fatto che l'imbarcazione fosse invendibile in quanto già immatricolata, procedeva all'acquisto e Lolli intascava la cifra.
Oggi, una truffa del genere non sarebbe più possibile, perché proprio da poco la legge è cambiata e si sta procedendo a un registro unico delle immatricolazioni.
