VIDEO. Parla Giulio Lolli, truffatore che vive libero in Libia
[pubb.: 2012-04-04 17:19:15]
La sua truffa colossale ha fatto il giro di tutta la comunità nautica italiana e non solo. Era l'estate 2010 quando Giulio Lolli, il presidente di Rimini Yacht, si dileguò appena fu scoperta la colossale truffa con cui immatricolava più volte la stessa barca, intascandosi i soldi dei leasing.
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Fuggì da Rimini a bordo del suo yacht, un Bertram 700 nuovo fiammante, alla volta della Tunisia, per poi riparare in Libia, dove fu arrestato pochi mesi dopo. Ma di lì a poco scoppiò la rivoluzione anti-Geddafi, ci fu l'assalto alle prigioni e fu l'occasione per Lolli per dileguarsi nuovamente sfruttando la complicità delle milizie dei ribelli. Ora vive da uomo libero a Tripoli dietro cauzione, e in un'intervista rilasciata a Fausto Bisoslavo, per Agenfor Media, parla della sua esperienza in galera, lasciando trasparire perfino un certo vittimismo sui trattamenti subiti. E alla fine non nasconde il suo desiderio di tornare in Italia, ma... (guarda un po') non da carcerato.
Intanto Giulio Lolli è ancora ricercato dalla autorità italiane ed è indagato da due magistrature: da quella riminese per associazione a delinquere, truffa, appropriazione indebita, falso, riciclaggio ed estorsione; da quella bolognese per bancarotta fraudolenta e corruzione, quest'ultima si riferisce alle mazzette pagate alla Guardia di Finanza per pilotare gli accertamenti fiscali (un generale si suicidò durante una perquisizione).
È notizia di questi giorni che il buco lasciato da Lolli alla Rimini Yacht ammonta a 43.769.000 euro, di cui il curatore fallimentare è riuscito a recuperare solo 3 milioni, grazie alla vendita di uno yacht. Leggi di più >>Ecco come funzionava la truffa SEGUI BARCHE A MOTORE ANCHE SU: