VIDEO Hydroptère, 30 anni di storia della vela in 9 minuti!
[pubb.: 2012-07-16 12:20:14]
Velocità. Sensazione di volare. Adrenalina. La vela è anche questo: soprattutto negli ultimi 30 anni, abbiamo assistito a una continua evoluzione del design delle barche all'insegna della massima prestazione. Quando si parla di velocità, non si può non fare riferimento all'Hydroptère. Un sogno di Eric Tabarly, realizzato dal suo "erede" Alain Thebault. Nel video che vi proponiamo è raccontata la storia di una delle barche più affascinanti della storia della vela: una storia lunga trent'anni, dai primi modellini in scala provati negli specchi d'acqua della reggia di Versailles fino ai giorni nostri: a breve l'Hydroptère si lancerà in una nuova avventura, tentando di infrangere il record sulla traversata Los Angeles-Honolulu (2.215 miglia), attualmente detenuto da Olivier de Kersauson con Geronimo, in 4 giorni, 19 ore e 31 minuti.
Video: Hydroptère, 30 anni in 9 minuti
LA STORIA DELL'HYDROPTÈRE Nata dalla matita del progettista e skipper francese Alain Thébault (in collaborazione con gli architetti Marc Van Peteghem e Vincent Lauriot-Prèvost), su idea del compianto Eric Tabarly (il celebre navigatore solitario bretone scomparso al largo di Milford Haven, in Galles, nel 1998), l'imbarcazione fu varata nel 1994, dopo dieci anni di studio "matto e disperatissimo" passati in attesa di tecnologie e materiali che consentissero l'impiego degli hydrofoils, speciali pinne inclinate che permettono agli scafi di navigare a mezz'aria, riducendo al massimo l'attrito.
L'Hydroptère scende in acqua con uno scopo ben preciso: polverizzare i precedenti record di velocità sull'acqua fatti registrare da barche a vela. Anche il nome risulta evocativo: deriva dall'unione delle parole greche hydros e ptère, rispettivamente "acqua" e "ala".
Il trimarano ha infatti frantumato ogni precedente primato e, anno dopo anno, ha continuato a macinare record: dopo aver attraversato la Manica in un tempo minore a quello che impiegò Blériot in aereoplano, il 4 aprile del 2007 fece registrare una velocità media di 44,81 nodi sulla distanza di 500 metri e di 41, 69 sul miglio. Nel 2008 si migliorò ulteriormente (46,88 nodi sui 500 metri e 43,09 sul miglio), e il 21 dicembre dello stesso anno raggiunse il picco di 56,3 nodi (104 km/h), ma il primato non venne confermato perché la barca scuffiò prima di terminare il mezzo chilometro previsto dal regolamento. Si rifece nel 2009: il 4 settembre chiuse i 500 metri con la media di 51,36 nodi e l'8 novembre arrivò anche il record sul miglio, di 50,17 nodi.
Ma come è possibile raggiungere determinate velocità? Lo scafo, lungo 18 metri e largo 23 (sic!), è dotato di una versione aggiornata degli hydrofoils pensati da Tabarly. Lunghi circa 6 metri, uno è installato a poppa dello scafo centrale e ha la forma di una "T" rovesciata, gli altri due sono collocati sotto gli scafi laterali e hanno un'inclinazione di circa 40 gradi rispetto al piano longitudinale della barca. Le alette sott'acqua si comportano come le ali di un aereo generando una differenza di pressione tra la parte superiore e la parte inferiore delle ali stesse.
Questa differenza di pressione si traduce in una spinta verso l'alto (la cosiddetta portanza) che permette agli scafi di sollevarsi sull'acqua. Il resto del lavoro spetta alle vele, distribuite su una superficie di 270 metri quadrati.