Avete mai pensato di navigare lungo le coste turche dell'antica Licia, fra Marmaris e Antalya? Ecco un prezioso consiglio per chi non ha ancora deciso dove andare in vacanza: prezzi contenuti, buon cibo, storia e paesaggi mediterranei dal fascino mediorientale. Una baia ancora sconosciuta ai grandi flussi turistici, tutta da scoprire.
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Alte montagne a picco sul mare, spiagge dorate orlate da grandi pinete, vestigia impressionanti quasi ovunque dell'antica civiltà dei Lici, centinaia di baie incantevoli dall'acqua cristallina ridossate da ogni vento, piccoli borghi isolati raggiungibili solo dal mare. Questo condensato di meraviglie trova il suo acuto fra i porti di Kas e di Finnike, con quel dono della natura che è la Rada di Kekova. Protetta da tutti i venti dall'isola omonima lunga circa quatro chilomentri, la rada presenta un gran numero di ormeggi di prim'ordine a pochissima distanza uno dall'altro ma, presentando caratteristiche diverse, meritano tutti una visita. Dedicare almeno una settimana a questo piccolo Paradiso Terrestre non è certo uno spreco di tempo.
Il percorso che vi suggeriamo parte...
Dal pittoresco porto di Kas, tra Woodhouse e Uçagiz, in circa 15 miglia di navigazione si raggiunge l'ingresso della rada di Kekova dove si può dar fondo nella vicina baia di Woodhouse. La piccola insenatura, protetta da un isolotto, è deliziosa e deserta e si può ormeggiare tranquillamente in 12-15 metri d'acqua. Da lì partono alcuni sentieri segnalati che dalla baia consentono di raggiungere, in circa mezz'ora, la "via Licia", che in questo punto passa nell'interno. Dopo circa 1,5 chilometri si raggiunge il "mare morto", o "ooluu deniz" in turco, per le sue acque molto tranquille. Sulle rive di questa baia superprotetta, a cui si accede dalla rada di Kekova attraverso tre stretti passaggi, c'è il villaggio di Uçagiz, che significa appunto "tre bocche", un antico villaggio di pescatori che si sta timidamente aprendo al turismo anche grazie all'impervia strada che, unica della zona, lo raggiunge da Kas.
Verso Tersane.
Da lì si procede verso la baia di Tersane, nell'isola di Kekova, sul lato opposto della rada. Tersane è una caletta con un minuscola spiaggia lambita da acque limpide. Tutt'intorno ci sono rovine licie, dominate da mura massicce e dai resti di una chiesa bizantina. A Tersane bisogna arrivarci presto e rimanerci poco perché dopo le dieci del mattino è un pellegrinaggio di gullet di turisti, che vengono qui da Kas e da Uçagiz. Se si rimane di più si rischia di rimanere intrappolati in un groviglio di ancore.
Kale Koy, la fortezza e l'antico porto di Simena.
La tappa successiva è la baia di Kale Koy, la perla della rada di Kekova, con il suo paesino perfettamente integrato nella ripida costa rocciosa e dominato da un imponente fortezza merlata. Kale è rinomata anche per le grandi tombe licie in pietra, di cui una sorge dal mare nel centro della baia, segno di uno sprofondamento antico di Simena, che qui sorgeva 2000 anni fa. A Kale si può mettere l'ancora in 10 metri d'acqua ma c'è da segnalare che con vento forte si è poco protetti ed il fondo viene descritto come cattivo tenitore. L'ormeggio è gratuito, con acqua e luce ma la cena al ristorante è d'obbligo. Da vedere i resti dell'antico porto di Simena la fortezza (che vale la breve camminata) e d aprovare il ristorante Roma, con prezzi modici ed un'ottima cucina di pesce. La chicca è un minuscolo teatro scavato nella roccia, con le gradinate che guardano verso il mare e un'impressionante serie di sarcofaghi lici scolpiti: è ciò che resta dell'antica Simena.
La città sommersa ed il mare morto
Attraversando la rada e, costeggiando l'isola di Kekova, si può ammirare sotto 1-2 metri di acqua i resti della "città sommersa", sprofondata a causa di un violento terremoto fra il 140 ed il 600 D.C. Per ovvi motivi non è possibile nuotare nell'area archeologica, bisogna accontentarsi di ammirare i resti delle case, delle banchine, delle numerose anfore. È importante andarci presto, quando il mare è più calmo e limpido in quanto non c'è ancora l'andirivieni dei gullet dei turisti.
Spostandosi a poche miglia di distanza nel "mare morto" di Uçagiz si trova un ottimo marina dove con acqua ed elettricità, e spaziose terrazze con divani vista mare. Nei giardini e nell'orto della vicina pensione Theimussa, iniziano i resti dell'antica città omonima, composti da una quantità impressionante di sarcofaghi in pietra con sculture vecchie di duemila anni. Lungo la banchina del nuovo marina si trovano parecchi ristoranti. Vi suggeriamo quello del simpatico Hassan. "Qui -dice il titolare- tutti aprono ristoranti e li chiamano Hassan ma il vero Hassan sono solo io!" Il menu tipo di Hassam è semplice: antipasti a buffet e pesce fresco cotto sul fuoco di legna dalle sue mani esperte.
Gokkaya Limani e gli ormeggi sicuri di Ashil
Sempre nella baia di Kekova, verso l'ingresso est della stessa, c'è l'isola Ashil ed altri isolotti che offrono una serie di ancoraggi riparati. Unico neo i resti di ristoranti abbandonati e addiritura di una discoteca sull'isola. Quest'area di ormeggi protetti si chiama Gokkaya Limani. A poca distanza c'è il porto di Andraki, punto di partenza per una visita alla città licia di Myra, con le tombe scavate in una parete di roccia verticale. Un tempo Myra era sul mare, ora è un chilometro nell'interno.
Karaloz
L'ultimo ormeggio nella zona di Kekova che vi suggeriamo, è quello di Karaloz: un fiordo a gomito che si raggiunge dal mare aperto, lungo la costa sud dell'isola. Karaloz è un incredibile porto naturale perfettamente ridossato grazie ad un ingresso a gomito, con un acqua limpidissima in cui degradano lastroni di roccia rossastra. Tutto intorno ci sono foreste di pini e macchia mediterrannea intatta.