TOP 2011 Albertoni accusa: il governo non fa niente per la nautica
[pubb.: 2011-04-28 12:24:01]
Sorpresa! Con una mezza a pagina a pagamento sul Corriere della Sera di giovedì 28 aprile, il presidente dell'UCINA (l'associazione che raduna le aziende nautiche) Albertoni spara zero, denunciando tutto quello che dal 2009 il governo non ha fatto per sostenere le industrie e il turismo nautico. Un piano, quello dell'UCINA che se venisse attuato porterebbe alle casse dello stato nuovi gettiti e non una consistente riduzione delle entrate, come accade irrimediabilmente dal 2008 ad oggi.
Barche, eventi sportivi, video spettacolari, grandi imprese, curiosità e divertenti test. Ecco per voi una selezione delle migliori notizie del 2011. Buone feste!
L'iniziativa dell'UCINA e del suo presidente è clamorosa, perché sino ad oggi malumori, magagne, cose non fatte, promesse non mantenute erano rimaste sopite, nascoste nelle stanze genovesi dell'Associazione. Finalmente, ma con ritardo colpevole, viene resa pubblica una situazione insostenibile, che penalizza non solo le aziende nautiche ma anche, e soprattutto, tutti i diportisti amanti del mare.
Leggete qui sotto la lettera aperta del presidente Albertoni stampata a caratteri cubitali sul Corriere della Sera e vi renderete conto che il piano dell'UCINA mette in luce situazioni di inefficienza che dovrebbero e potrebbero essere risolte all'interno del piano di sviluppo che il ministro Tremonti sta per varare nei prossimi giorni. Ma non siamo così sicuri che questo possa accadere. Della nautica il governo, sino ad ora, ha mostrato di fregarsene.
Ecco il testo dell'appello pubblicato sul Corriere della Sera rivolto direttamente a Silvio Berlusconi
APPELLO DI UCINA, CONFINDUSTRIA NAUTICA al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi
Illustrissimo Signor Presidente, da troppo tempo manca una politica nazionale per l'Industria Nautica che, a causa della crisi finanziaria mondiale, ha perso il 60% del fatturato negli ultimi due anni.
Non c'è sviluppo per le nostre economie costiere senza la Nautica da diporto.
Solo l'indotto turistico della Nautica è capace di restituire il miglior moltiplicatore del reddito e dell'occupazione di tutto il cluster del mare e può assicurare il rilancio del turismo e più in generale del Sud del Paese.
Ucina Confindustria Nautica già nel 2009 ha presentato al Governo un Piano che prevedeva, attraverso l'attrazione di soli capitali privati, la creazione di indotto, occupazione e gettito immediato per l'erario. Equesto senza alcun aggravio per le casse dello Stato.
Nel dettaglio, il Piano comprendeva:
- la destinazione al diporto delle aree inutilizzate dei bacini portuali esistenti, per avere 40.000 posti barca nel rispetto dell'ambiente, 10.000 nuovi addetti nei servizi e generare 10 milioni di euro di oneri concessori già dal primo anno
- l'eliminazione della licenza edilizia per i pontili galleggianti, un'inutile duplicaztone della concessione demaniale che frena lo sviluppo di strutture a basso impatto e - a causa di lungaggini e dei ricorsi amministrativi - priva l'erario dei corrispondenti oneri demaniali
- la semplificazione amministrativa delle navi da diporto, per trattenere nei nostri porti gli yacht che costruiamo per gli armatori di tutto il mondo e attrarre un indotto pari a 350 milioni di euro l'anno, oggi appannaggio di altri territori, uno su tutti la Costa Azzurra
- la semplificazione delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali, per rendere i costi delle nostre industrie nautiche equiparabili a quelli delle aziende francesi e tedesche
- un iter autorizzativo agevolato per "porti a secco", per dare spazi a basso costo a 7.500 piccole barche e creare indotto anche grazie alla nautica sociale
- l'equiparazione del regime della locazione di imbarcazioni a quello del noleggio, per essere competitivi al pari dei francesi e favorire la nascita di nuove piccole imprese; misura, questa, capace da sola di attrarre 40 milioni di euro di investimenti privati nel primo anno.
Non abbiamo avuto risposte.
Per le concessioni demaniali l'attenzione ha riguardato soltanto le spiagge, mentre i mancati rinnovi e il contenzioso generato per gli approdi hanno prodotto un'immediata flessione di gettito per l'erario e mettono a rischio la prossima stagione turistica
Ucina Confindustria Nautica si è sempre resa disponibile nei confronti del Governo per fornire tutti i dati sugli introiti fiscali che ciascuna delle proposte sopra ricordate può dare.
Ora dal Governo tutto e dal Parlamento serve una risposta immediata.
Con viva cordialità.
Il Presidente Anton Francesco Albertoni Genova, 28 aprile 2011
La nuova normativa per le concessioni demaniali sembra prevedere l'asta pubblica per il rinnovo delle concessioni da parte dei Comuni! Certamente conseguirà un pesante aggravio dei costi - ormeggio se i Marina non verranno esclusi da tale procedura e di conseguenza minori vendite di barche.
Per il resto si risolve con "Bandiera Belga"
Equipararlo alla locazione? Che vuol dire?
Le società di charter si stanno salvando con la locazione (con skipper). Invece voi volete dire che anche per la locazione occorre creare un ruolino, il comandante deve avere titoli maggiori di un astronauta, ed altri lacci e laccioli ? Hanno distrutto il noleggio, distruggiamo pure la locazione e per mare ci sarà sempre più il deserto. Vogliamo fare come i francesi ? Benissimo, ma facciamolo in pieno annullando ogni inutile burocratica ottemperanza. Condurre una barca a vela con 8 persone non è come condurre una navetta con 50 persone (servizio pubblico). Condurre una barca a vela è meno pericoloso che condurre una taxi. Con la scusa di favorire i CLC, hanno completamente distrutto un settore. Vogliamo annientare quel poco che resta?
Proposta: Per il NOLEGGIO occorrerà 1)la patente nautica illimitata 2) Una iscrizione ad un albo professionale la cui formalità dovrà essere esclusivamente il versamento una tantum di una tassa (500 euro ?), che successivamente obbligherà il soggetto al versamento della ritenuta d'acconto (cosa che ora viene legalmente elusa).
Equipararlo alla locazione? Che vuol dire?
Le società di charter si stanno salvando con la locazione (con skipper). Invece voi volete dire che anche per la locazione occorre creare un ruolino, il comandante deve avere titoli maggiori di un astronauta, ed altri lacci e laccioli ? Hanno distrutto il noleggio, distruggiamo pure la locazione e per mare ci sarà sempre più il deserto. Vogliamo fare come i francesi ? Benissimo, ma facciamolo in pieno annullando ogni inutile burocratica ottemperanza. Condurre una barca a vela con 8 persone non è come condurre una navetta con 50 persone (servizio pubblico). Condurre una barca a vela è meno pericoloso che condurre una taxi. Con la scusa di favorire i CLC, hanno completamente distrutto un settore. Vogliamo annientare quel poco che resta?
Proposta: Per il NOLEGGIO occorrerà 1)la patente nautica illimitata 2) Una iscrizione ad un albo professionale la cui formalità dovrà essere esclusivamente il versamento una tantum di una tassa (500 euro ?), che successivamente obbligherà il soggetto al versamento della ritenuta d'acconto (cosa che ora viene legalmente elusa).
...penso che lo sfogo del Presidente di Ucina...sia dovuto ma forse un tantino in ritardo o forse non tempestivo....
I problemi del settore Nautica soprattutto diporto...sono noti agli addetti ai lavori e totalmente sconosciuti alla massa.....La massa in senso NON dispregiativo, ritiene il nostro settore "elitario" e di conseguenza i politici sorvolano sui problemi dei pochi...perchè non attirano voti (ovvietà) !! Si attirano molti più voti sottolineando le masse di denaro recuperate da evasione (novelli robin hood) che lavorare per incrementare/migliorare un settore vitale come quello della Nautica.....
Se Ucina...avesse battuto alle porte del governo ogni sacrosanto fine settimana...forse qualcosina avremmo ottenuto !! Vabbè....ci sposteremo tutti all'estero !!!