TASSA BARCA. I tedeschi si preoccupano, i croati godono
[pubb.: 2011-12-16 14:19:30]
E così, come previsto, grazie alla "Tassa barca" siamo finiti in prima pagina in Germania. I tedeschi, sulla home page del sito della più diffusa rivista tedesca "Yacht" , lanciano l'allarme ai loro compatrioti e titolano:"L'Italia vuole tassare i proprietari". Ma c'è anche chi gongola, come i Croati e i Corsi, che sono subissati di richieste di posti barca da parte degli italiani. Ma occhio, anche in Croazia c'è una tassa analoga alla nostra, seppure più bassa.
Il sito più visitato di nautica tedesca, quello della rivista "Yacht" ha rilanciato in home page con grande evidenza la notizia della tassa italiana sulle barche. Il titolo è eloquente: Fisco e barca. L'Italia vuole tassare i proprietari. E così il paventato fuggi fuggi degli stranieri dalle acque e dai porti italiani prende corpo. L'articolo del sito tedesco non va per il sottile, ponendo l'accendo sull'alto valore della tassazione, più che per la tassazione in sè. Citando un operatore tedesco che lavora in Italia con una flotta di barche "Yacht" dice: "la tassa italiana giornaliera è sorprendentemente elevata e si basa sulla lunghezza e sull'età della barca...gli equipaggi delle imbarcazioni a noleggio sono colpiti da essa, ma si dovrebbe pagare proporzionalmente per la durata della crociera, proprio come accade da anni in Croazia e in Turchia ". Il sito tedesco non manca di far rimarcare che i prezzi dei porti italiani sono cari e che è già in atto un esodo verso i porti della vicina Croazia.
A proposito di Croazia, lì invece si brinda. I porti sono subissati di richieste di armatori italiani che chiedono se c'è posto e quanto costa l'ormeggio annuale. E' giusto ricordare che in Croazia è in vigore una tassa assai simile a quella adottata dal 1° maggio 2012 in Italia, che si rifà cioè al soggiorno della barca e non al possesso della barca, ma con costi nettamente inferiori.
QUANTO COSTA LA TASSA BARCA IN CROAZIA In questa tabella sono riassunti i prezzi croati della tassa barca (al cambio attuale Kuna/Euro) da 8 giorni a un anno, divisi per la lunghezza delle barche: LUNGHEZZA: 5-9 METRI fino a 8 giorni: 20 euro fino a 15 giorni: 40 euro fino 30 giorni: 55 euro fino a 90 giorni: 80 euro fino a 1 anno: 135 euro
LUNGHEZZA: 9-12 METRI fino a 8 giorni: 27 euro fino a 15 giorni: 47 euro fino 30 giorni: 67 euro fino a 90 giorni: 87 euro fino a 1 anno: 147 euro
LUNGHEZZA: 12-15 METRI fino a 8 giorni: 40 euro fino a 15 giorni: 55 euro fino 30 giorni: 80 euro fino a 90 giorni: 100 euro fino a 1 anno: 175 euro
LUNGHEZZA: 15-20 METRI fino a 8 giorni: 55 euro fino a 15 giorni: 67 euro fino 30 giorni: 95 euro fino a 90 giorni: 115 euro fino a 1 anno: 200 euro
LUNGHEZZA: 20 METRI IN SU fino a 8 giorni: 80 euro fino a 15 giorni: 107 euro fino 30 giorni: 135 euro fino a 90 giorni: 175 euro fino a 1 anno: 227 euro
E veniamo ad un'altra zona dove le telefonate degli armatori fioccano, la Corsica. Qui se la bandiera è italiana, non si paga alcuna tassa di soggiorno. La tassa francese infatti riguarda la proprietà dell'imbarcazione. I porti corsi hanno cominciato a chiedere listini di pubblicità a riviste e siti italiani specializzati per promuovere l'affitto dei loro posti barca.
Il laico Olof Palme, indimenticato leader della socialdemocrazia svedese disse: "La battaglia che va sostenuta è quella contro la povertà, non certo quella contro la ricchezza". Oggi con l'assioma barca=ricco=evasore si da forza alla demagogia e non alla lotta contro l'evasione.
commento di:
Manfredo
i tedeschi ?
data: 2011-12-26
11:53:22
bastava farsi un giro non solo in l'alto ma anche in centro adriatico x vedere quante barche tedesche erano ormeggiate...c'è chi nei mesi caldi proseguiva x la grecia( la maggior parte), e chi si fermava in italia, comunque un grosso introito x le nostre darsene che ora abbiamo perso
Vuoi vedere barche tedesche in Italia?
Fatti un giro dalle parti del golfo di Trieste. Veneto e Friuli sono pieni di barche che i tedeschi lasciano (o lasciavano) in Italia al termine delle crociere estive in Croazia.
Prova anche a sentire cosa ne pensano gli operatori del settore di quella zona (cantieri, marina, artigiani) ed avrai un quadro più completo.
Caro Gianfranceso,
se fai un giro per i nostri principali porti turistici, incominciando ad esempio da quello di Ostia, noterai che quasi tutte le imbarcazioni straniere che vi ormeggiavano, a partire da una certa dimensione (oltre i 20 metri) sono praticamente sparite per incanto.
Come conseguenza tutto l'indotto ne soffre e ne soffrirà per i prossimi anni. Coloro che affittavano gli ormeggi, i meccanici e coloro che facevano la manutenzione, coloro che rifornivano le imbarcazioni, i ristoranti e negozi dove spendevano sia clienti che equipaggio, ecc..
Lo stato non incassa la supertassa e l'indotto nautico ne soffre e cosi anche l'occupazione nel settore perché le imbarcazioni che sono sparite si sono recate altrove.
Il turismo nautico dovrebbe essere incentivato, non distrutto.
Scusate ma quante barche tedesche avete visto in Italia? E per quanti mesi? E quante sempre in acqua? E dove sono ormeggiate?
In Sardegna l'anno scorso ne ho viste 2. All'Elba altre 2, in Sicilia 1... Un povero yachtman tedesco che accetta di essere depredato dal porto e dal ristoratore di turno dubito che si trovi troppo in difficoltà a pagare poche centinaia di euro in più (se si tratta di una barca da charter, vuol dire pochi euro in più a persona).
Come mai una autorevole rivista di vela si lamenta tanto per una tassa che sul costo di gestione di una delle nostre barche peserà molto poco (e produrrà comunque un certo gettito nelle casse dello stato) e non si lamenta dei prezzi totalmente spropositati dei porti italiani, o della revisione di una zattera o dei salvagenti... come mai non si lamenta e non contesta i costi dei soggetti privati, né la diffusa tendenza a non fare fattura? né quella a travestire le barche private in barche che svolgono "attività commerciale".