Siamo stati a Cannes, Montecarlo, Genova e Fort Lauderdale. Non poteva mancare in qusto giro del mondo Parigi, la Ville Lumière, dove il 4 dicembre si aprono i padiglioni della 50esima edizione del Salon Nautique. Da sempre la rassegna parigina ha un occhio di riguardo per il mondo della vela. Per questo siamo andati a sbirciare in anteprima tra le barche che si potranno ammirare e a scoprire i progetti di quelle che scenderanno in acqua nei prossimi mesi.
Alubat Cigale 16
Esce dalla matita di Marc Lombard questo sedici metri dalla tuga molto bassa e caratterizzato da linee d'acqua dervianti dalle barche oceaniche, alle quali ha "rubato" anche i due timoni. In pratica ha ben poco in comune con il suo omonimo costruito nell'ormai lontato 1993 e disegnato da Jean-Marie Finot. Tante le personalizzazioni disponibili: il primo modello è stato per esempio realizzato con una sola ruota in pozzetto, ma sarà possibile averla anche con d ue ruote. Una scelta a nostro parere più intelligente, vista la larghezza dello scafo. Dati: lung. 15,99 m; larg. 4,79 m; disl. 10750 kg; sup. vel. 142 mq.
Bavaria 50 Cruiser
La sua presentazione ufficiale sarà a Dusseldorf a Gennaio, ma dopo il 36 e il 40, tra gli stand di Parigi si parla molto del Bavaria 50 Cruiser. Ancora una volta frutto della collaborazione tra Farr Yacht Design e BMW Group DesignworksUSA, sarà il sesto modello realizzato grazie a questa "partnership". Grande punto di forza saranno gli spazi interni: la zona giorno avrà un'altezza di ben 2,11 metri, con arredi realizzati in tre diverse essenze di legno. Il tutto con una grande attenzione alla funzionalità, caratteristica comune a tutta la rinnovata gamma Cruiser del cantiere tedesco. All'esterno non mancherà la grande plancetta poppiera, azionabile elettricamente, dotata di una comoda scaletta per la risalita. Dati: lung. 15,57 m; larg. 4,63 m; disl. 14600 kg; sup. vel. 132 mq.
Beneteau Sense 43
Beneteau con questo modello, che si affianca al Sense 50, conferma che aveva già deciso di puntare forte su un progetto innovativo come quello della gamma Sense. I punti in comune tra questo tredici metri (per 4,28 di larghezza) e il suo predecessore saltano subito all'occhio: basta guardare il pozzetto, che Nauta Design ha ancora una volta trasformato nel cuore della coperta e che sfrutta al massimo il baglio. Ben protetto dalla tuga, la cui imponenza è mascherata dalle finestrature che corrono lungo tutta la sua lunghezza, prevede l'area per i passeggeri trasformabile in prendisole con l'abbattimento del tavolino. Le due ruote del timone lasciano libero il passaggio verso poppa: proprio quest'area, come sul Sense 50, diventa una vera e propria spiaggetta: basta sollevare le due sedute del timoniere!Le grandi vetrate che idealmente uniscono pozzetto e quadrato aumentano ulteriormente la sensazione di spazio, mentre i legni chiari e le sellerie bianche esaltano la luce proveniente dall'esterno. Rispetto al suo fratello maggiore, il Sense 43 ha il passaggio verso la zona notte centrale: a dritta è stato ricavato il bagno, mentre a sinistra troviamo una delle due cabine doppie. L'altra occupa interamente l'area di prua. Dati: lft. 13,20 m; larg. 4,28 m; disl. 10070 kg; pesc. 1,65/2,00 m; sup. vel. 86,5 mq.
Black Pepper Code Zero
Un progetto decisamente originale, questo Code 0 che il cantiere Black Pepper definisce "neoclassico" e consiste nell'associare strutture classiche a materiali d'avanguardia (legno e carbonio, bronzo e acciaio inox, spectra e cotone). Disegnato da Romaric Neyhousser (che in passato ha partecipato ai progetti degli Open 60 PRB e Paprec Virbac), con la "complicità" di Yves Parlier, è sceso in mare di recente nelle acque di Saint Tropez. Lungo 9,95 metri e largo 2,70, è dotato di una deriva mobile che porta il pescaggio a un massimo di 2,20 metri. Il suo piano velico è notevole (una randa di 32 metri quadri, un fiocco autovirante di 18 mq, il gennaker di 45 mq, lo spi asimettrico di 75 mq, senza contare il Code 0 di 30 mq). Dati: lft. 9,95 m; larg. 2,70 m; sup. vel. 50 mq.
Django 7.70
Sicurezza prima di tutto per qusto bichiglia (ma lo si può avere anche con deriva singola sollevabile) costruito in infusione dal cantiere Marée Haute, specializzato in barche performanti. In coperta la vita di bordo si svolge principalemente nel pozzetto, dove sono rimandate tutte le manovre e che ricorda moltissimo i Mini Transat. Notevoli le dimensioni degli spinnaker: si può infatti scegliere tra uno spi di 55 mq e uno di 70. Il bordo libero suffientemente alto ha permesso di realizzare interni non troppo sacrificati pur in 7,70 metri di lunghezza. Dati: lung. 7,70 m; larg. 3,00 m; disl. 1500/1750 kg; sup. vel. 45 mq.
Dufour 445 Grand Large
Dopo il 375, ecco un secondo modello del cantiere francese opera completa del nostro Umberto Felci. Lungo 13,5 metri e largo 4,35, è stato pensato per essere governato tranquillamente dal pozzetto, una soluzione ideale quando ci si trova in crociera, magari con un equipaggio poco esperto. Equilibrato il piano velico, con una randa di 43,5 metri quadri e un genoa con sovrapposizione di 55 mq. Diverse le personalizzazioni disponibili, come la scotta randa alla tedesca rimandata vicino al timoniere. Per gli interni sono state pensate due versioni, di cui una a quattro cabine: le due a prua separate da un pannello facilmente amovibile. L'utilizzo di legni nobili come il Moabi assicura un ambiente caldo e rilassante. Dati: lft. 13,50 m; larg. 4,35 m; disl. 10126 kg; sup. vel. 98,5 mq.
Jeanneau Sun Odyssey 439
Continua l'evoluzione della gamma Sun Odyssey di Jeanneau, che dopo il 409 lanciato a Cannes, presenta ora questo 13 metri "personalizzabile". All'interno è possibile scegliere tra una configurazione classica, con due cabine a poppa e una (molto grande) a prua, che nella seconda versione viene ridotta per ospitare una quarta cabina con due letti a castello. L'armo base prevede una randa classica e un genoa al 105%. Una seconda versione ha invece sia randa sia genoa rollabili, mentre i più sportivi possono chiedere una randa steccata e un grande genoa al 140%. Infine, sarà disponibile anche il fiocco autovirante. Philippe Briand ha poi scelto un piano di coperta che rompe con la tradizione Sun Odyssey, rendendolo particolarmente pulito ed essenziale, con le manovre quasi totalmente nascoste nella tuga. Interessante la sezione centrale dello specchio di poppa, che all'ancora si abbatte e si trasforma in una spiaggetta. Dati: lung. 12,98 m; larg. 4,24 m; disl. 9880 kg; sup. vel. 93,3 mq.
Hanse 495
Realizzare una barca i cui volumi permettessero di creare, in caso di necessità, due cabine doppie a prua. Questa la richiesta che Hanse ha fatto al Design Office di Judel/Vrolijk. Proprio gli spazi interni sono un punto di forza di questo quindici metri: in concetto alla base di tutto è il loft style che abbiamo visto recentemente sull'Hanse 445, ed è stato realizzato dallo studio Birgit Schnasse Interior Design SID, che ha puntato su una cucina ben equipaggiata e su un salone estremamente spazioso. La combinazione delle quattro finestre sullo scafo regalano una vista notevole sul mare. La coperta appare nello stile Hanse, con un grande pozzetto che ne diventa il fulcro. Dati. lung. 15,40 m; larg. 4,75 m; disl. 14000 kg; sup. vel. 120 mq.
Pogo 12.50
Sicuramente prende spunto dal pluripremiato Pogo 10.50, al quale si ispira soprattutto nelle linee. Basta osservare quella poppa immensa, che dietro alla barra del timone permette persino di poggiare un tender. Questa citazione "crocieristica" non deve però spaventare gli amanti della velocità. Albero e boma in carbonio sostengono un piano velico impressionante, che sfrutta appieno la carena firmata Finot/Conq, che sfrutta un baricentro molto basso (3 metri la profondità del bulbo) e un dislocamento molto leggero: 5000 kg. A conferma dell'attenzione posta alla navigazione a vela in ogni condizione, pensate che i quattro winch sono tutti in prossimità dell'ingresso sottocoperta: una soluzione che consente di manovrare al riparo della capotte. A questo però vanno aggiunti gli interni accoglienti, che prevedono due cabine doppie e un quadrato molto comodo e ben rifinito. E se vi mancasse spazio per dormie, il locale tecnico al quale si accede dal bagno può ospitare un'ulteriore cuccetta. Dati: lung. 12,18 m; larg. 4,50 m; disl. 5000 kg; sup. vel. 101 mq.
RM 1060
Eccolo, alla fine, il modello che per certi versi segna una rottura con la mitica produzione del cantiere di La Rochelle. Da sempre specializzato in modelli capaci di affrontare le condizioni più impegnative, magari a scapito di una certa cura "all'italiana" degli interni, questa volta Fora Marine ha puntato anche sulla comodità. Questo senza perdere nulla in marinità e prestazioni: è sufficiente osservare l'importante piano velico, con una randa di 33,60 metri quadri e un genoa di 38. Rimangono invariati anche i criteri costruttivi che hanno fatto la forza di Fora Marine, come la doppia chiglia e la struttura di rinforzo in acciaio. La matita di Marc Lombard ha creato questio gioiellino di trentacinque piedi, che racchiude alcune soluzioni decisamente originali. Come la posizione rientrata verso il centro della barca dei due winch del genoa: una scelta che ottimizza la sicurezza a bordo. Il trasto della randa a filo scafo è a poppavia della barra del timone e lascia così sgombro il pozzetto. Il baricentro basso assicura un buon raddrizzamento. E' sottocoperta che si nota maggiormente l'evoluzione dello stile Fora Marine, con una notevole luminosità assicurata dalle ampie finestrature incassate nella tuga. La scaletta dal pozzetto è poco inclinata e garantisce una discesa comoda in quadrato, dove troviamo a dritta il mobile cucina, a sinistra il tavolo da carteggio. La cabina armatoriale, con un letto matrimoniale davvero grande, occupa l'area prodiera, mentre la seconda cabina si trova a poppa. Sempre a poppa, ma sulla sinistra, ecco il bagno con doccia e una ampio locale di stivaggio, una delle caratteristiche più note dei modelli RM. Dati: lung. 10,67 m; larg. 3,99 m; disl. 4400 kg; sup. vel. 71,60 mq.
Varianta 44
"Tutto quello che serve per navigare è a bordo, se volete qualcosa di più potete sempre aggiungerlo". Questo lo slogan che accompagna il Varianta 44, basato sulla carena dell'Hanse 430. In pratica, un 13,33 metri che costa 100.000 euro pronto a navigare, con una carena disegnata da Judel/Vrolijk. Una superficie velica di 105 metri quadri assicura performance a vela di tutto rispetto. Gli interni sono molto puliti, con sacche portaoggetti al posto dei classici stipetti (una delle molte soluzioni che hanno permesso di abbattere i costi). Mettiamola così, un po' in stile Ikea. Con questo modello Dehler vuole replicare il successo ottenuto nel 2010 con il suo piccolo Varianta 18 (che costa meno di 10000 euro vele incluse), del quale ha venudto ben 120 esemplari. Dati: lung. 13,33 m; larg. 4,16 m; disl. 9800 kg; sup. vel. 105 mq.
Xp 38 e Xp 44
Dopo i due modelli da crociera lanciati in questo 2010, il cantiere danese X-Yachts torna "alla velocità" e presenta i progetti dell'accoppiata Xp 38 e Xp 44, dove la "p" della sigla sta per "performance". Una vera e propria dichiarazione d'intenti, per due barche dalle linee pulitissime, con una tuga bassa e sportiva e linee d'acqua studiate attentamente per ottenere alte prestazioni. Già a vedere i primi rendering, dicamocelo, viene un po' l'acquolina in bocca all'idea di poterle provare, ma dovremo aspettare ancora un po': agli inizi del 2011 per il più grande, mentre l'Xp 387 dovrebbe essere in acqua per la prossima estate. Dati Xp 38: lung. 11,58 m; larg. 3,70 m; disl. 6410 kg; sup. vel. 85,7 mq. Dati Xp 44: lung. 13,29 m; larg. 4,07 m; disl. 8650 kg; sup vel. 106,8 mq.
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