Ha navigato con Tabarly, ha vinto il Trophée Jules Verne (due volte!), vive tra la Bretagna e la Polinesia. Non contento, è diventato pure una star della tv. Ecco cosa raccontano gli occhi di un vero uomo di mare...
Con quella faccia un po' così, ti aspetteresti di incontrarlo la sera in qualche bar di un porto, di quelli che sanno di salsedine e "pastis". Eppure, lui, Olivier de Kersauson, appartiene a una nobile famiglia bretone e conservatrice, che lo ha allevato in collegio fino a quando lui non ha potuto scegliere da solo cosa fare nella vita. E soprattutto dove andare. Il primo imbarco, giovanissimo, durante il servizio militare nel 1967 a bordo del Pen Duick III, con un comandante d'eccezione, Eric Tabarly. Il ragazzo e il mostro sacro della vela francese si conoscono e imparano a stimarsi.
In comune, tra le altre cose, la loro goffa andatura quando si trovano a terra, un'aria timida che viene scambiata per scontrosità e che scompare, magicamente, ogni volta che mollano gli ormeggi. I due navigano insieme fino al 1974, quando Olivier decide che è giunto il momento di camminare da solo. Sono anni pieni di sfide, dalla Route du Rhum al mondo dei multiscafi oceanici, che si rivela la sua vera e grande passione. Indimenticabili le sfide a bordo di Sport Elec prima (1997) e di Geronimo poi (2004), con i quali per due volte conquista il Trophée Jules Verne per il più veloce giro del mondo senza scalo in equipaggio.
Pian piano rallenta le proprie avventure negli oceani, iniziando una carriera in televisione e alla radio. Dividendosi allo stesso tempo tra la sua casa in Bretagna e la Polinesia francese. "Sono sempre stato felice a Brest", ha raccontato alcuni anni fa in un'intervista, "le emozioni sono forti qui, le persone hanno un'anima.
Anche per un nomade come me, quando a volte penso di lasciare la Bretagna per sempre... mi rendo conto che ne morirei". Olivier si cimenta anche come scrittore, come nel volume edito in Italia da Edizioni Mare Verticale "Una vita tra gli Oceani". Pagine dove racconta e si racconta, aprendosi e, immancabilmente, stupendo il lettore. In fondo, forse, cercando di spiegare sé stesso: "Prendere il mare è tutto, tranne una fuga; è, al contrario, una disciplina, fatta di regole. Decidere di andare a cavalcare le onde è una conquista e, per conquistare, bisogna partire. È la straordinaria tentazione dell'immensità. Il mare, è il cuore del mondo. Voler visitare l'oceano, è andare a conoscere i colori dell'assoluto. Mi è sempre sembrato indecente di non voler andare a vedere il mondo, dappertutto. Avevo bisogno di partire per tutti gli oceani del mondo, di scoprire tutti i porti? Per me, è vitale: più si è dentro al mondo, più bisogna percorrerlo.
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UNA VITA FRA GLI OCEANI
Edizioni Mare Verticale ha pubblicato "Una vita tra gli oceani" (260 pagine, 16 euro), il libro nel quale de Kersauson ripercorre alcuni degli incontri che hanno segnato la sua vita di marinaio, ma non solo. Nella foto in alto, il Pen Duick III, dove ha navigato con Eric Tabarly.
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