giugno

Solo contro la tempesta. Avventura a lieto fine

[pubb.: 2010-05-31 12:47:29]
Solo contro la tempesta. Avventura a lieto fine

Sfiancato dalla tempesta mentre naviga da solo con una goletta, Giulio non ce la fa più e sviene. Il suo amico Pier Angelo che lo segue da terra attiva la tribù del forum "Amici della Vela", scatta l'allarme. Ecco come un'avventura ha avuto un lieto fine grazie ad una comunità internet di appassionati velisti.

Il racconto
di Pier Angelo Bellettini
Ho conosciuto Giulio e la sua affascinante moglie in Croazia, nel 2005: erano venuti per visitare la mia goletta perchè lui, un simpatico professionista, era intenzionato a comperarne una, ma poi ci eravamo persi di vista.

Dopo due anni sono entrato per caso a far parte di un forum di vela molto particolare, dove ora ci si conosce quasi tutti di persona, grazie ai molti raduni ai pranzi ed alle cene, alle uscite in barca, ed alle visite a cantieri nautici in gruppo etc. Insomma, tante cose che si possono realizzare solo assieme. Si tratta di "Amici della Vela", un forum attivo, del quale sono orgoglioso di essere uno dei moderatori, che conta oltre 6500 iscritti e che è in assoluto il forum di vela più frequentato in Italia.

E' un luogo dove si scambiano esperienze, consigli, pareri, informazioni sugli ormeggi, sui problemi di una barca, sulle particolari caratteristiche meteorologiche di certi posti anche molto lontani: un libro aperto continuamente aggiornato da appassionati di nautica di ogni ceto sociale, dal meccanico al primario chirurgo, ed ognuno apporta il suo contributo e beneficia dell'altro in varie situazioni. Ovviamente viene spontanea la voglia di conoscersi personalmente. In questo forum ho ritrovato dentro Giulio, tre anni fa, ed in seguito da conoscenti siamo diventati amici.

Mi raccontò che poi era riuscito a trovare anche lui una goletta di venti metri ma molto più spartana e più adatta a regate che per crociere con la sua famiglia. Successivamente ci siamo frequentati ed incontrati in Grecia, affiancandoci all'ormeggio nei periodi invernali ed anche facendo viaggi insieme per andare a fare gli immancabili lavori di manutenzione.

Ai primi di Maggio, a seguito dei segni premonitori sulla situazione politica greca, cominciò a sentirsi preoccupato e decise di trasferire la barca in Italia. Prevista una finestra di alcuni giorni di bel tempo, tra una buriana e l'altra di questo periodo, decise di andare da solo a riprendersi la barca. Gli consigliai un ottimo e nuovissimo cantiere a Crotone dove tempo indietro avevo trovato non solo competenza ed attrezzatura modernissima ma una cordialità incredibile. Praticamente è come essere in famiglia. Come sempre aveva una fretta enorme essendo un uomo molto attivo che viaggia da una parte all'altra del mondo per le sue innumerevoli attività.

Purtroppo invece io ero bloccato perchè attendevo risposte fondamentali per un mio progetto futuro, sempre nella nautica ma rivolto anche al sociale, e non avrei potuto accompagnarlo. Continuai però a seguirlo costantemente via telefono, consigliandogli le rotte da fare, dove fare tappa per riposare e con il patto che avremmo seguito le previsioni meteorologiche assieme: se non fosse stato il caso di partire avrebbe rinviato. L'ultima sua comunicazione l'ho ricevuta il giorno 12 maggio, ma nel frattempo gli avevo prenotato il posto al cantiere con riserva di rinvio in caso di brutto tempo e ovviamente non appena mi avrebbe avvisato della partenza. Passato il giorno 13 ed il giorno 14, senza aver ricevuto nessun messaggio dell'avvenuta partenza come eravamo rimasti d'accordo, comunicai ad Elio del cantiere di Crotone che molto probabilmente tutto era stato rinviato, anche perchè nel frattempo era arrivata la nuova perturbazione.

Nella notte tra sabato 15 e domenica 16, alle ore 1,30 mi arriva una telefonata da Elio che con voce angosciata mi dice che Giulio aveva mandato un messaggio alla moglie con scritto solo: "Aiuto". Sua moglie aveva chiamato la Capitaneria ed era scattato l'allarme. Balzo giù dal letto e mi metto in contatto con la centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma ed il "freddo" operatore, non essendo coinvolto emotivamente, cominciò a chiedermi ogni particolare di mia conoscenza sulle intenzioni di Giulio a riguardo delle rotte concordate che gli avevo consigliato e della barca: colore, numero alberi, lunghezza, della persona ed ogni mia impressione, con una competenza professionale meticolosa che non avrei mai immaginato trovare. Durante quella telefonata, mi sono venuti in mente i consigli letti sul forum di un amico medico del 118, su come spiegare le cose delle quali si è a conoscenza ed in particolare di aspettare a chiudere il telefono con calma finché non te lo dice l'operatore. Ricordo in quel momento di avere ancora il numero di telefono del cantiere greco dove era custodita la barca prima della partenza ed immediatamente lo chiamiamo assieme alla Guardia Costiera e ad Elio per sapere quando era partito, che lavori aveva fatto alla barca prima di partire ed ogni informazione utile.

Il cantiere ci conferma che Giulio è partito il giorno 13 nel pomeriggio. La Guardia Costiera mi ringrazia e mi dice che in base le informazioni che gli avevo fornito, che riteneva molto utili, avrebbe fatto decollare all'alba un aereo di soccorso seguendo quelle rotte. Interrompiamo la telefonata ma con l'accordo di risentirci ogni ora per aggiornamenti. Guardia Costiera Roma chiama tutti i porti ed i cantieri della Puglia e dello Ionio ma non c'è nessuna traccia né di Giulio né della goletta. Nel frattempo accendo il computer entro nel forum di " mici della Vela " e lancio un appello urgente a tutti. Sveglio anche gli amici in crociera in Grecia al cellulare i quali mi confermano che ci sono condizioni terribili addirittura dentro ai porti. Nello a porto Gayo di Paxox mi comunica che la piazza del paese è invasa dalle onde ed a memoria d'uomo non si ricordano condizioni del genere.

Tutti gli amici si allertano immediatamente, in particolare quelli residenti in Puglia, e con un giro di telefonate accendono i computer sul forum per seguire la vicenda. Alle 8,48 del giorno 16, Guardia Costiera mi conferma che si è alzato l'aereo e lo stanno cercando ma per ora nessuna traccia. Facevo ipotesi, supposizioni sperando fosse fermo in una delle isole dello Ionio, dove gli avevo consigliato di fermarsi a riposare, magari senza segnale GSM ma sapevo che aveva anche il telefono satellitare (abbiamo scoperto poi che nella fretta di partire non aveva controllato che in barca gli era stato rubato il transverter per ricaricare le batterie dei telefoni). Alle 10,20 mi confermano che la barca è stata avvistata con le vele tutte strappate e pare non ci sia nessuno a bordo; inoltre non è stato possibile nemmeno stabilire un contatto radio. Immediatamente Guardia Costiera dirotta due enormi petroliere verso il punto nave fornito dall'aereo. Gli amici pugliesi vorrebbero andarlo a prendere con le loro barche ma ci sono condizioni meteo terribili. Si cercano nei porti grossi pescherecci ma anche loro si rifiutano di uscire. Alle 12,35 la prima notizia "ufficiosa" la petroliera Maltese "Miramis" diretta a Taranto avrebbe avvicinato la goletta e con forti colpi di sirena ripetuti è riuscita a fare uscire fuori Giulio che era svenuto all'interno della sua barca.

Alle 13 la notizia è confermata: Giulio è a bordo della petroliera, disidratato. Stremato, ma ancora vivo! Della goletta non si sapeva nulla ma sembrava fosse stata abbandonata al suo destino. Immediatamente ricevo chiamate di amici Pugliesi che lasciano il lavoro ed ogni impegno e si rendono disponibili per qualsiasi cosa tipo abiti, scarpe, casa, soldi etc. Questa cosa mi ha veramente commosso. Guardia Costiera mi conferma che dopo un tentativo di rimorchiare la goletta, la potenza dei marosi aveva strappato gli ormeggi e la goletta era alla deriva. Successivamente sembrava che la goletta fosse stata recuperata dal secondo cargo ma poi la notizia è stata smentita ed il secondo cargo ne aveva però fornito i punti nave. Alle 15,30 riesco finalmente a parlare con Giulio al telefono. Fa molta fatica a parlare e mi racconta brevemente che il giorno della partenza gli era andato in avaria il pilota automatico ( poi è riuscito a risolvere il problema di alimentazione elettrica) ma lo stress, il freddo e la fame delle ore al timone di notte lo avevano sfiancato ed era svenuto. Quando si era ripreso, ma la nuova perturbazione gli aveva rotto tutte le vele, poiché in parte si erano incastrate e non aveva avuto modo di liberarle prima che le condizioni del mare lo rendessero impossibile ed il vento le riducesse a brandelli. Poi la petroliera lo ha tratto in salvo, ma non erano riusciti a recuperare la barca: hanno tentato di rimorchiare la goletta ma il verricello o le bitte avevano ceduto.

Gli amici Pugliesi, coordinati da Corrado, intanto si sono recati a Taranto per accoglierlo: si organizza addirittura l'assistenza di un legale pugliese, Marco del forum, per aiutare Giuliano nelle fasi successive al suo salvataggio. Altri amici, coordinati da Elio di Crotone, si preoccupano del recupero dell'imbarcazione. Tutta la catena umana del forum si impegna a fare quello che può. Alle 18 finalmente Giulio sbarca dalla petroliera in condizioni pietose, sfinito, infreddolito e senza scarpe. Viene immediatamente interrogato sui fatti, anche se non riusciva a parlare e ricordare. Finalmente alle 19,30 esce e lo portano in albergo a cambiarsi. Gli hanno anche rimediato le scarpe taglia 43! Alle 21,15 Giulio è con Corrado e gli amici con i piedi sotto alla tavola: fatica a deglutire il cibo ma si sta riprendendo velocemente.

Durante la cena dice: Corrà... ero morto... mi vedevo morto... e mentre lo diceva il suo sorriso si accendeva... ma poi, spossato, viene accompagnato a dormire.

Nel frattempo, però, la Capitaneria ha intimato il recupero dell'imbarcazione: il vento fortunatamente al tramonto prima è calato e poi è cambiato di direzione. Non è più dal terzo quadrante ma dal primo ed il pericolo di spiaggiamento della barca sembra scongiurato ma le onde sono ancora molto alte. Ma la catena umana non si è fermata. La barca viene continuamente tenuta sotto controllo dai radar ed è a circa 18 miglia dalla costa. Al mattino viene recuperata da due motopescherecci e trainata fino alla rada davanti porto Cesareo. Non può entrare in porto perchè non ci sono i 2 metri e 80 di pescaggio necessari. Vengono risolte gratuitamente le avarie da Roberto, con i suoi amici meccanici, ed il giorno successivo Giulio riparte per Crotone, questa volta accompagnato da un amico, dove arriverà in tarda serata.

Il merito del lieto fine di questa disavventura è stato comunque di tutto il forum. A partire dalla chiamata di Elio di Crotone, al colloquio con il cantiere greco, e tutte le informazioni hanno innescato una catena che ha fatto in modo che l'aereo lo rintracciasse prima, alla petroliera Miramis di deviare ed avvicinarlo più rapidamente e di riuscire a svegliarlo in tempo. Io ancora non ho visto Giulio, ma mi hanno raccontato il suo stato... e mi interrogo, chiedendomi cosa sarebbe accaduto se lo avessero trovato ore dopo, o addirittura il giorno dopo, disidratato e debilitato, ancora di più di come lo hanno trovato..... avremmo rivisto il suo sorriso? Serva a tutti da lezione ci vuole prudenza perchè il Mare prende tutto ma rende solo quello che gli pare! Pier Angelo Bellettini

MARE IN BURRASCA, VELA RISCHIA GROSSO AL LARGO DI LEUCA

E' stato un mercantile in transito nel Canale d'Otranto e la Guardia costiera a salvare un persona che viaggiava a bordo del "Kronos Ganesh", uno scafo di 20 metri bialbero battente bandiera inglese

SANTA MARIA DI LEUCA - A 30 miglia a Sud Ovest del Capo di Santa Maria di Leuca con le condizioni proibitive del mare in burrasca per un forte vento di libeccio, onde alte fino a 8 metri. Ed è in quell'area che un velivolo della Guardia costiera, decollato dall'aeroporto di Catania questa mattina con l'obiettivo di perlustrare dall'alto le coste salentine, ha avvistato il "Kronos Ganesh", uno scafo di 20 metri bialbero battente bandiera inglese, partito dal porto greco di Itaca due giorni fa e diretto nel porto di Crotone. Salvataggio da parte dei militari della Capitaneria di porto di Gallipoli dell'uomo che era la timone della sua imbarcazione, un 48enne, originario di Cava dei Tirreni.

Ma già poco dopo la partenza, il diportista aveva fatto perdere ogni traccia né si era messo in contatto con i familiari agli orari stabiliti, motivo per cui si è immediatamente attivata la catena della ricerca e soccorso della guardia costiera.

Le condizioni proibitive del mare, intanto, hanno inevitabilmente rallentato la navigazione della motovedetta del compartimento di Gallipoli e da qui, la decisione di dirottare la petroliera "Miramis", di nazionalità maltese, diretta nel porto di Taranto, al fine di prestare soccorso alla barca in difficoltà.

Non facile il recupero della motonave, che facendo scudo alle onde con la propria stazza, ha permesso all'equipaggio di recuperare a bordo il malcapitato diportista, ancora sotto shock, che ha poi riferito di esser svenuto diverse ore prima e di aver ripreso i sensi solo nell'istante in cui la Miramis, giunta in zona, aveva emesso una serie di "forti colpi di sirena".

Constatato il discreto stato di salute del diportista, il capitano della nave mercantile ha preso a rimorchio il bialbero a vela, ha proseguito la navigazione verso il porto di destinazione, in continuo contatto radio con la sala operativa della capitaneria di porto di Gallipoli. Durante il rimorchio, la forza del mare in tempesta, ha, però, spezzato le cime di rimorchio; pertanto l'unità a vela è attualmente alla deriva.

Aggiornamento: L'imbarcazione è stata recuperata nella mattina di oggi, 17 maggio, e trainato a riva a Porto Cesareo. (tratto da lecceprima.it)

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