Seimila miglia: come prepararsi per l'avventura di una vita
[pubb.: 2011-08-29 15:53:48]
Volete partire per una lunga traversata attorno al mondo? Ma come si prepara la barca per un viaggio del genere? Ecco alcuni utili consigli forniti da Alberto Rudi, di ritorno da una traversata durata nove mesi (e seimila miglia di navigazione). Quindi fate di queste frasi la vostra Bibbia marina: non lasciarsi prendere dall'ansia di un eccessivo perfezionismo nella messa a punto della barca, altrimenti si rischia di non partire mai. Una volta raggiunto un buon livello di consapevolezza sulla sicurezza a bordo, partite!
Non fate programmi troppo rigidi, dovete dare per scontato che strada facendo scoprirete comunque che la vostra barca avrebbe avuto bisogno di qualcosa di cui vi siete dimenticati. Succede sempre e a tutti. Non è un problema. Prima di arrivare in Atlantico avete tanto Mediterraneo da fare e qui porti e cantieri non mancano: basta avere il tempo per una piccola sosta e rimediare alle inevitabili dimenticanze. Confidate nella vostra sensibilità e nel mare. Siate dei buoni allievi ed ascoltate i suoi suggerimenti: il mare è un grande maestro!
Pima di salpare non si sa mai se è stato fatto tutto il necessario, se la barca è pronta e se le attrezzature sono a posto. A posteriori ecco le mie valutazioni e cosa ho scelto per il mio Duale
La barca Sono convinto di avere fatto la scelta giusta. Non volevo una barca da regata ma una comoda da crociera e soprattutto sicura, facile da manovrare anche con poche persone e in grado di affrontare i marosi dell'Oceano. Quindi una barca robusta, con bordi alti e pozzetto centrale. Io ho scelto un Hallberg Rassy 42 usato, si chiama "Duale" ed è un modello del 1994 progettato da German Frers, armato a sloop, con trinchetta mobile e una chiglia disegnata in modo da assicurare una buona stabilità sull'onda.
Prima di salpare non ho effettuato nessun tipo di modifica strutturale sulla barca; l'Hallberg Rassy nasce per questo tipo di navigazioni a lungo raggio. Quello che però mi sono sentito in dovere di effettuare è un check completo di tutto, dallo scafo all'albero. In Italia mi sono affidato a esperti del cantiere e consulenti di fiducia: ho ispezionato tutto il circuito idraulico e le diverse pompe di servizio; i frenelli del timone e tutti i componenti dell'autopilota.
Per capire se la barca sarebbe stata pronta per la mia navigazione sono salpato da La Spezia verso le Canarie in assetto "oceano". Un'esperienza che mi è servita molto per valutare e risolvere alcuni problemi con impianti e attrezzature, come il generatore e l'organizzazione delle vele. Prima della partenza per l'Arc inoltre l'Hallberg Rassy, a Las Palmas, ha offerto gratuitamente a tutti gli armatori una serie di controlli sulla barca. La loro maggior attenzione è caduta sullo stato della losca del timone, sulla tenuta della baderna, sullo stato dei frenelli del timone, sull'attacco dell'autopilota (nel mio caso un Authoelm 7000 lineare), sullo stato di usura delle sartie e degli stralli (che avevo sostituito prima della partenza), sulle prese a mare e relative saracinesche. Tutti controlli che già avevo fatto prima della partenza e che considero indispensabili.
Le vele Sono partito con vele già usate ma comunque in buono stato: due genoa, due rande, un fiocco, una trinchetta, un gennaker per venti leggeri. Un set che considero sufficientemente completo e che consiglio per affrontare una navigazione del genere. A bordo avevo anche uno spinnaker pesante, potevo evitarlo, e lo sconsiglio anche, soprattutto per chi, come me, naviga con equipaggio ridotto. A parte durante un test con 10 nodi di vento, non è mai stato utilizzato. Con vento forte e con poche persone, lo spi non si gestisce con facilità.
La sala macchine Lo stato del mio motore era ottimo anche se aveva sul groppone già 4000 ore di lavoro. Mi sono trovato tra due fuochi: chi mi diceva di revisionarlo o quantomeno di verificare lo stato dello scambiatore di calore e degli iniettori e chi invece sosteneva che un motore che funziona egregiamente, non fa fumo, non consuma olio ? non si tocca. Ho scelto la seconda strada e non me ne sono pentito.
L'Elettronica Un vero rompicapo perché è facile trovare elettricisti competenti, ma non elettronici. Ho azzeccato quasi tutte le scelte: Computer di bordo e software di navigazione: un modesto Asus da 12" con software Smart Skipper (costo complessivo inferiore a 1.500 Euro), non mi ha mai fatto rimpiangere i più sofisticati chart plotter. La facilità d'uso consentita dalla disponibilità di una tastiera non ha prezzo!
AIS: uno strumento che consiglio a tutti. Vi consente di vedere dimensione, posizione e rotta delle navi che incrociate. Per giustificarlo basti dire che non ho mai utilizzato il radar!
Satellitare: vi consente di comunicare anche in Atlantico. Io ho installato un Iridium 9555, praticamente lo strumento più economico. Ho avuto grandi difficoltà di settaggio e di collegamento al computer di bordo, ma una volta sistemato, si è rivelato di grande utilità in Atlantico o anche tra le isole dei Caraibi quando non ho trovato il wi-fi a terra.
Batterie: tutti volevano mettermi quelle al litio. Ma ogni barca nasce in un certo modo. Voler mettere batterie al litio voleva dire sostituire anche il caricabatterie e inserire un ripartitore di carica. Ho fatto i miei conti e con la spesa prevista per l'installazione di batterie al litio ho visto che potevo sostituire quattro volte le batterie tradizionali. Ovviamente ho scelto quest'ultima strada e non me ne pento!
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