Non presentatevi impreparati agli Sciallino Days (sabato 16 e domenica 17 giugno, dalle 10 alle 17, a Marina di Varazze), dove sarà possibile provare in mare le imbarcazioni dello storico cantiere di Ceriale (Savona): ecco cosa c'è da sapere sui gozzi liguri per evitare figure barbine!
Vi facciamo una domanda: che cos'è un gozzo ligure? Vale la pena approfondirne l'interessante storia, fatta di maestri d'ascia e saperi ancestrali, prima di salirvi a bordo in occasione degli "Sciallino Days" (in programma domani e domenica) alla Marina di Varazze, dove, dalle 10 alle 17, sarà possibile provare in mare le imbarcazioni sfornate dallo storico cantiere di Ceriale (Savona): S25 Venticinque, S34 Trentaquattro, S40 Quaranta. Sarà in esposizione anche la nuova linea di gozzetti "Ino" nelle versioni 3,80 e 5,70. Meglio arrivare preparati!
GOZZO VS BARCA Partiamo dalla più generale definizione di gozzo e cioè un'imbarcazione diffusa prevalentemente nel Mar Ligure e nell'alto Tirreno avente lo scafo non pontato e la poppa a cuneo, alta di bordo e con notevole cavallino: una cosa diversa rispetto alla barca, usata in tutto il meridione e nelle isole, più lunga e stretta ma di basso bordo e priva di insellatura prodiera.
UN PO' DI STORIA Alcuni fanno risalire la sua comparsa sulle spiagge liguri a cavallo dei secoli XVII e XVIII, quando il diminuito pericolo delle incursioni barbaresche incoraggiò le popolazioni locali a dedicarsi alla piccola pesca costiera con imbarcazioni sempre più leggere e manovriere. Il gozzo ebbe a presentare caratteristiche diverse a seconda dell'ambiente geofisico in cui si trovava ad operare, soprattutto in rapporto al varo e all'alaggio.
CATALANA O CORNIGIOTTA? Principale elemento di diversificazione fu la forma della prua: dritta, inclinata in avanti (catalana) o all'indietro (cornigiotta). In spiagge a brusco pendio, in luoghi rocciosi od in ambienti in cui la presenza di approdi riparati non presentasse molte necessità di alaggio, si ebbero, e tuttora sussistono, gozzi a prua dritta o appena leggermente all'infuori, dalle sezioni al galleggiamento piuttosto piene (immagine 1). Adatto a spiagge a brusco pendio, aperte ed esposte alla risacca, era, invece, il gozzo catalano (immagine 2), anche oggi assai diffuso, caratterizzato da un'alta prua slanciata verso l'esterno (da www.gozziliguri.it).
CON I MOTORI FIAT E JEEP La propulsione era affidata originariamente ai remi e alla vela latina, ma dopo la seconda guerra mondiale ha fatto il suo ingresso il motore. Inizialmente venivano montati i motori della Fiat Balilla e della Jeep e solo in seguito sono stati adottati fuoribordo e entrobordo marini veri e propri. La necessità di questo spazio ha fatto crescer lievemente i volumi poppieri, ma l'architettura di base è comunque rimasta la stessa.