maggio

VOLVO Prima Tappa: arrivano tutti tra denti rotti, guasti e record

[pubb.: 2011-11-19 10:14:45]
VOLVO Prima Tappa: arrivano tutti tra denti rotti, guasti e record
A bordo di Camper.

Anche Groupama è arrivata (era ora!) a Cape Town, chiudendo così la prima tappa della Volvo Ocean Race, l'infernale giro del mondo di 39.000 miglia. È successo davvero di tutto: lo skipper francese Franck Cammas si è preso una bella scoppola, accusando tre giorni di ritardo dalla sorpresa vincente Telefonica, agli ordini di Iker Martinez. Tra i due si sono inseriti, al secondo posto, i neozelandesi di Camper (skipper Chris Nicholson) che si sono però consolati con il record di miglia percorse sulle 24 ore. Adesso all'appello manca solo Puma, in attesa del cargo partito da Durban che dovrebbe portare lo scafo dello skipper Ken Read a Cape Town entro il 10 dicembre, giorno della partenza della seconda tappa.

29 novembre. Groupama 4 ha tagliato la linea d'arrivo ottenendo il terzo posto nella prima tappa e 20 punti in classifica, che lo portano con 22 totali al terzo posto dietro Telefonica (31) e Camper (29). L'equipaggio francese è arrivato tre giorni dopo telefonica, il che per le tradizioni della Volvo è un lasso di tempo davvero consistente, insomma un flop completo dovuto ad una errata scelta iniziale, quando Cammas costeggiato l'Africa invece di seguire l'ottima rotta atlantica di Telefonica. La prossima opportunità di guadagnare punti per tutti sarà la seconda In-port race di Città del Capo, in programma sabato 10 dicembre, mentre il colpo di cannone della seconda tappa verso Abu Dhabi verrà dato alla stessa ora il giorno seguente, domenica 11.

Classifica generale provvisoria della prima tappa Alicante - Cape Town
1. Team Telefónica (Iker Martínez), FIN 21d, 05h, 14m, 25s
2. CAMPER (Chris Nicholson), FIN 21d, 21h, 48m, 04s
3. Groupama sailing team (Franck Cammas), FIN 24d, 04h, 28m, 21s
4. PUMA Ocean Racing powered by BERG (Ken Read) ritirato dalla tappa 1
5. Team Sanya (Mike Sanderson), ritirato dalla tappa 1
6. Abu Dhabi Ocean Racing (Ian Walker), ritirato dalla tappa 1

Classifica generale provvisoria:
1. Team Telefonica, 31 punti
2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, 29 punti
3. Groupama sailing team, 22 punti
4. Abu Dhabi Ocean Racing, 6 punti
5. PUMA Ocean Racing powered by BERG, 5 punti
6. Team Sanya, 3 punti

28 novembre.
Anche il team della Nuova Zelanda è arrivato a Città del Capo. Per loro un buon secondo posto nonostante un po' di sfiga (certamente non paragonabile a quella di Puma), sotto forma di una rete impigliata nel bulbo che ha rallentato l'andatura nell'ultima parte di tappa e qualche dente saltato al prodiere Pammenter. Nel corso della navigazione da Alicante a Città del Capo, completato in 21 giorni, 21 ore, 48 minuti e 4 secondi CAMPER ha fatto registrare la migliore percorrenza sulle 24h con 554,16 miglia il 24 novembre, record che farà guadagnare loro l'ambito IWC Speed Record Challenge, per la prima tappa.

Video: Pammenter viene ricucito


Lo skipper Chris Nicholson potrà sicuramente essere soddisfatto del suo equipaggio. Camper Emirates Team New Zealand porta a termine la prima tappa della Volvo Ocean Race, arrivando ad Alicante alle 10, 48 e 4 minuti ora locale , circa 15 ore dopo Telefonica.

Peccato che il team neozelandese sia stato un po' sfortunato, finendo dritto dritto con lo scafo in una rete che ne ha rallentato l'andatura. Ma grazie ad una manovra davvero spettacolare, uno degli uomini dell'equipaggio si è calato in mare per liberare il bulbo in "ostaggio". Un team affiatato e davvero tosto in tipico stile kiwi. Infatti, oltre al problema della rete, durante una manovra a bordo, il prodiere Mike Pammenter si è ferito al volto e alla bocca perdendo alcuni denti. Ma su Camper nessuno ha perso la calma e la reazione del team è stata perfetta. Pammenter è stato sapientemente ricucito, curato, ed è tornato a sgambettare a prua come se niente fosse. Roba da Volvo Ocean Race. Tatticamente la tappa di Team New Zealand è stata buona nonostante un unico grave errore: durante i primi giorni, per cercare di evitare le zone di bonaccia davanti alla costa africana, lo skipper Chris Nicholson ei suoi uomini si sono diretti un po' troppo a nordovest in cerca di vento, perdendo il contatto con Puma e Telefonica.

Appena giunto a terra lo skipper Chris Nicholson ha commentato: "Siamo tutti interi e stiamo bene. Tutti i team cercavano di avvicinarsi a terra, e ci stavamo riuscendo ma poi si è dimostrata la scelta sbagliata" ha detto il velista australiano a proposito della scelta iniziale di rimanere vicino alla costa africana. "Sono stati 20 giorni di rincorsa ai primi, da quel momento in poi e non siamo riusciti a recuperare il gap. Ci sarebbe piaciuto moltissimo combattere fianco a fianco con Telefonica e Puma. Le condizioni sono state abbastanza dure, come avete potuto vedere dai danni alle barche. Noi cercavamo di correre sempre al massimo. Ci siamo comportati bene, siamo secondi ed è un bel risultato. Quanto alle rotture alle barche, sappiamo che può succedere a chiunque in qualsiasi momento. Se fossi in loro (i tre team che hanno dovuto ritirarsi) penserei al fatto che la regata è ancora molto aperta."

27 novembre. Telefonica (progetto Juan Kouyoumdjian) ha vinto la prima tappa della Volvo Ocean Race arrivando a Cape Town alle 19:14 di sabato 26 novembre. Un successo assolutamente inaspettato per gli uomini di Iker Martinez, accolti da eroi nella città sudafricana a suon di vuvuzelas nonostante condizioni meteo molto dure (vento sui 35-40 nodi). Il tempo della tappa è stato di 21g 5h 14m 25s e il team spagnolo è ora in testa alla classifica della Volvo Ocean Race. Intanto Puma è arrivata a Tristan da Cunha dove sosterà per 4/5 giorni in attesa del cargo che la porterà a Cape Town. In questo video si vedono gli uomini del Mar Mostro alle prese con l'avvistamento dell'isola: sembra quasi di rivedere l'equipaggio di Cristoforo Colombo a bordo di una delle caravelle!

Video: l'arrivo di Telefonica


Telefonica ha completato una prima tappa tatticamente perfetta, e per  tutti i 21 giorni ha sempre dimostrato di saper regatare con grande acume, grazie agli uomini chiave: oltre allo skipper basco Iker Martinez, Xabi Fernandez, Pepe Ribes, Jordi Calafat e Andrew Cape. Dopo la dura bolina nel Mare di Alboràn, Telefonica ha dato vita a un epico duello di 2.500 miglia prua su prua con Puma (anche quando all'inizio era in testa Groupama). Poi a Capo Verde Telefonica e Puma sono passati velocissimi dalle calme equatoriali, lasciando indietro i francesi di Groupama. Qui è arrivato il capolavoro tattico di Iker Martinez, che ha saputo regatare più alto e veloce rispetto a Puma, senza finire nelle acque calme dell'Anticiclone di Sant'Elena. Quando Puma ha disalberato, nel pomeriggio dello scorso 21 novembre, Telefonica era già in testa di un buon margine. Poi tre giorni a medie tra 21 e 24 nodi, staccando sempre più Camper e Groupama rimasti invischiati in zone poco ventose.  Giustamente Telefonica ha raccolto i frutti di questa prima splendida tappa, e l'arrivo a Cape Town al tramonto con 35 nodi di vento, randa terzarolata e una trinchetta è un degno epilogo per lo scafo spagnolo.

Con questa vittoria, Telefonica si porta a casa i primi 30 punti in palio(al secondo 25, al terzo 20 e così via fino ai 5 per il sesto) che lo portano in testa alla classifica con 31 punti (un punto conquistato con l'ultimo posto nella Inport Race di Alicante).
Iker Martinez, skipper, "Siamo molto felici, come potete immaginare. Come vedete, tutti sono entusiasti d noi, questo è un gran trionfo per il team. Credo che la chiave di questa tappa sia stata la costanza.Siamo stati lì per tutto il tempo, dall'inizio, e poco alla volta alcuni se ne sono andati restando indietro per questioni strategiche o per rotture e, quando pensavamo che saremmo stati combattento con il Puma, spingendo al massimo per vedere chi vinceva la tappa, disgraziatamente lui ha rotto l'albero e siamo rimasti un po' da soli. Da quel momento è stata più una regata a non rompere e a fare attenzione".


26 novembre.
La Volvo Ocean Race è sempre più appassionante: da una parte si preparano i festeggiamenti dello skipper Iker Martinez, che con la sua Telefonica sta per stappare lo spumante a Città del Capo, dall'altra monta la suspence per Puma, atteso a Tristan da Cunha. Gli uomini dello skipper Ken Read, bravi a gestire la situazione fin qui, ora non sono più padroni del loro destino e attendono con ansia un cargo da Durban (800 miglia più a est di Città del Capo). Ma dubbi e perplessità aleggiano su questa storia: perché chiamare una nave da un posto così lontano? Qualcosa non è andato secondo i piani... E intanto il tempo scorre!


Video: la prima tappa della Volvo Ocean Race


Potremmo definirla "la giornata degli arrivi". Come fossimo in stazione ad aspettare i treni, la Volvo Ocean Race si prepara a dare i suoi primi verdetti. Ma se da una parte c'è da elogiare la perfetta strategia degli uomini dello skipper Iker Martinez (che hanno portato Telefonica ad una probabilissima vittoria della prima tappa a Città del Capo), dall'altra cresce sempre più la suspence per il destino di Puma, atteso sulla microisola oceanica di Trista da Cunha dai sui 280 abitanti in festa. Ma c'è poco da far festa perché il proseguo della Volvo per lo skipper di Puma Ken Read è appeso ad un filo.

Read ha detto che spera di trovare un buon pub a Tristan da Cunha (e si spera per lui che ci sia, visto che lui e i suoi uomini dovranno attendere questo cargo per qualche giorno). Già, proprio quel cargo "salvatutto" che dovrebbe imbarcare lo scafo e portarlo in Sud Africa entro il 10 dicembre. Ma che cosa è successo? Qualcosa non ha funzionato; possibile che si sia dovuto chiamare una nave che era nel porto di Durban, altre 800 miglia pià ad est di Città del Capo? I tempi si sono così allungati inesorabilmente rischiando di far saltare tutto il piano. Come mai non è arrivato il primo cargo da Città del Capo? Troppi i costi? Troppe le richieste da parte di qualcuno a conoscenza dell'estremo bisogno di Puma di un passaggio veloce? In ogni caso il momento è davvero di grande suspance, ce la farà Puma? La previsione di arrivo della nave da Durban è per fine novembre o al massimo primo dicembre, poi c'è da imbarcare Puma e portarlo a Città del Capo (altri 4/5 giorni). Insomma se tutto va bene lo skipper Ken Read ha una manciata di giorni a disposizione per sistemare l'albero e posizionarsi sulla linea di partenza.

Intanto Telefonica, guidata da Iker Martinez, dovrebbe conquistare la vittoria nella prima tappa. Il suo arrivo sotto la Table Mountain è atteso per il tardo pomeriggio di oggi (sabato 26 novembre). L'ultimo rilevamento la vedeva a 309 miglia dall'arrivo viaggiare liscia a 17 nodi. La tattica seguita dagli spagnoli in questi ultimi giorni è stata davvero ammirevole, con una discesa fino ai 41° Sud, un perfetto posizionamento con il fronte che si spostava a est e la strambata finale verso Cape Town, proprio come una regata sulle boe quando si scende con una raffica fino a strambare al salto di vento decisivo. Solo che qui le boe sono distanti migliaia di miglia e nel mezzo ci sono le condizioni più dure che si possano immaginare, come testimonia questo video dello scafo spagnolo:



Cinquecento miglia più a sud intanto, Telefónica continua a mantenere la leadership della tappa, a 1.553 miglia dalla linea del traguardo. Secondo le elaborazioni dei software di navigazione, e viste le velocità medie tenute nelle ultime ore, gli spagnoli potrebbero arrivare a Città del Capo nella notte fra sabato e domenica. Come confermato dal navigatore Andrew Cape: "Siamo in controllo, i prossimi due giorni saranno divertenti.


23 novembre. Siamo solo all'inizio del fronte e l'aria sta salendo, arriverà a 25/30 nodi. Ci stiamo preparando a velocità alte, stiamo già navigando a una media di 24 nodi e bisogna fare attenzione. Ci prepariamo a qualcosa di più, e per oltre 36 ore. Nelle ultime due ore il log ha segnato 29 nodi di punta, ma penso che la velocità potenziale sia intorno ai 30. Se vorremo potremo puntare a una media di 26. Non pensiamo al record (delle 24 ore) ma se si può fare è certo in questa zona? La cosa più importante è non rompere. La nostra posizione rispetto a CAMPER ci va bene, siamo 50 miglia più a sud, che è importante. Dovremmo riuscire ad avere un angolo migliore al vento, e rimanere nel fronte più a lungo, mentre loro entreranno nelle arie più leggere prima. In ogni caso li terremo d'occhio e faremo attenzione a non restare scoperti."

La potenziale minaccia agli iberici viene da CAMPER che secondo le ultime posizioni ha un deficit di 108,5 miglia, ma che sta mantenendo pure buone medie di velocità e il cui equipaggio, guidato dallo skipper australiano Chris Nicholson, ha certo grande voglia di riscossa. "La barca va bene, stiamno navigando a 23 nodi con rotta 110°, ci sono una ventina di nodi e mare piatto. Non credo che il fronte ci permetterà di navigare a velocità da record, non ci saranno le condizioni da "rock and roll" come diciamo noi, anche se con poca onda il mare è perfetto per camminare veloci. Speriamo che in questi ultimi giorni ci sia più azione e per noi qualche buona opzione da prendere." È la cronaca della situazione a bordo di CAMPER fatta dal timoniere spagnolo Roberto Bermúdez

321 miglia più indietro, i francesi di Groupama 4 stanno cercando di camminare il più possibile, non solo per recuperare terreno sui leader, ma anche per riuscire a sfuggire al potenziale pericolo di una nuova alta pressione, che ingenererebbe venti deboli e che non consentirebbe loro di raggiungere Città del Capo con arie favorevoli, attardandoli e facendo loro coprire più strada.

Telefonica al comando di Iker Martinez mette la freccia a sinistra e guarda nello specchietto Puma (skipper Ken Read) allontanarsi. Dopo il passaggio equatoriale la situazione sembra prendere una piega inaspettata: il duello Telefonica-Puma ha visto gli spagnoli avere la meglio sugli americani, mentre dietro Camper (skipper Chris Nicholson) e i francesi di Groupama 4 guidati da Franck Cammas,
sembrano un po' fuori dai giochi, con un distacco in continuo aumento. Intanto alle matricole che per la prima volta passano l'Equatore, come da tradizione, è toccato sottoporsi ad una (scherzosa) punizione! Guarda il video.

19 novembre. Gli spagnoli di Telefonica aumentano il loro vantaggio sugli americani di Puma
e lo portano a oltre 50 miglia. CAMPER mantiene la terza posizione e va alla caccia di una chance per recuperare, come fanno anche i francesi di Groupama 4. Si cerca di interpretare al meglio la meteo dei prossimi giorni. La navigazione in oceano può essere dura, molto dura, soprattutto con vento leggero. E, ieri, ne ha avuto prova diretta Ken Read, lo skipper di PUMA Mar Mostro quando i suoi avversari gli spagnoli di Telefonica si sono allungati in una brezza più sostenuta e con velocità più alte. Come ha detto con estrema lucidità lo stesso Ken Read: "Hanno messo la freccia a sinistra e non hanno mai guardato nello specchietto retrovisore." E così, l'eterno duello fra i due leader della classifica provvisoria ha vissuto un momento cruciale. Dopo aver condotto per gran parte del percorso, gli americani hanno dovuto cedere la prima piazza, e secondo gli ultimi rilevamenti gli iberici stanno via, via aumentando il loro vantaggio grazie alla rotta più orientale che hanno scelto. Secondo gli ultimi rilevamenti, il team di Iker Martínez ha quasi 52 miglia di riserva sugli americani, sebbene stia procedendo meno verso il sud e la linea del traguardo.

Re Nettuno a bordo di Puma



Rito d'iniziazione per le matricole: doccia fredda a bordo di Groupama 4


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17 novembre.
I leader hanno approfittato di un buon flusso d'aliseo di sud-est che ha permesso loro di mantenere velocità medie intorno agli 11-12 nodi, senza mai essere fermati dalla bonaccia, ma anzi avendo sempre non meno di 8-15 nodi di vento (Puma tiene con un vantaggio di 15.6 miglia su Telefonica). Opposta la situazione per Camper e Groupama 4 che hanno continuato a perdere miglia rispetto alla testa della flotta, ben 82 per i francesi nelle ultime 24 ore. A conferma delle condizioni spesso dure e imprevedibili dell'area dei Doldrums, Chris Nicholson skipper di Camper ETNZ ha raccontato di aver incontrato durante la notte: "Una cellula temporalesca enorme, larga circa 60 miglia". Secondo gli esperti, il meteo non sarà dalla parte degli inseguitori, che dovranno soffrire ancora in una situazione sfavorevole durante le prossime ore.

Nell'emisfero sud, invece, i due leader possono ora navigare verso il passaggio dell'isola di Fernando de Noronha, che è un cancello obbligatorio ma non assegna punti, con un buon vento che dovrebbe girare progressivamente da sud-sudest a este-sudest. Navigatori e tattici dovranno quindi monitorare con attenzione il giro di vento, per interpretarlo al meglio dal punto di vista strategico. Il passaggio dell'isola brasiliana da parte del duo di testa potrebbe avvenire nelle prime ore di giovedì. Poi li attenderà l'altro "scoglio" dell'Anticiclone di Sant'Elena.

Come tradizione, sulle barche che hanno passato l'Equatore si sono svolte le cerimonie di iniziazione per i velisti al loro primo passaggio, da parte del "re Nettuno e della sua consorte, la regina Merluzzo" che impongono ogni sorta di punizione e scherno ai nuovi venuti, pena la cattiva sorte. Amory Ross e Rome Kirby su Puma sono stati le prime "vittime". Le altre matricole dell'equatore sono l'MCM di Team Telefonica Diego Fructuoso, Adam Minoprio e Hamish Hooper su Camper e Brad Marsh e Erwan Israel su Groupama 4. Proprio a loro è toccata una bella doccia fredda!



11 novembre.
Una grande illusione. Così si commenta il secondo ritiro della Volvo Ocean Race, dopo quello di Team Sanya. Il Giro del mondo più duro di tutti miete un'altra vittima eccellente: Abu Dhabi, partita tra i favoriti agli ordini dello skipper Ian Walker, si arrende dopo lo stop forzato di tre giorni per cambiare l'albero rotto dalla tempesta dei giorni scorsi. Troppo poco vento nel Mediterraneo per raggiungere gli altri, troppa la voglia di ripartire più grintosi che mai da Cape Town. Insomma nulla è ancora perduto ai fini della vittoria finale, Intanto Groupama (skipper Franck Cammas) è sempre più leader della regata.

Un portavoce dell'Abu Dhabi Ocean Racing ha dichiarato: "Malgrado gli enormi sforzi fatti dallo shore team per rimontare l'albero rotto la scorsa settimana in condizioni di forte vento e mare molto mosso, il team ritiene che la data di arrivo stimata a Città del Capo, sarebbe controproducente in vista della preparazione alla seconda tappa, soprattutto a causa dei venti molto deboli presenti ora in Mediterraneo. L'albero e l'attrezzatura di Azzam non hanno avuto problemi, e la decisione dipende puramente dalla tempistica" ha aggiunto.

Abu Dhabi Ocean Racing si dirige quindi verso Lisbona, in Portogallo, dove si prevede possa arrivare sabato sera, la barca verrà poi spedita via mare a Città del Capo con un arrivo probabile il 28 novembre. La decisione garantisce al team di poter disporre di tempo sufficiente per assicurare che la barca e l'equipaggio siano pronti al 100% per la regata In-port di Città del Capo, in programma per il 10 dicembre.

Le parole dello skipper Ian Walker
Lo skipper Ian Walker ha spiegato che: "Dal disalberamento poco dopo la partenza della tappa sabato il nostro team e (il produttore dell'albero) Future Masts hanno lavorato senza sosta per montare l'albero di scorta e capire le cause della rottura dell'armo originale. Abbiamo bisogno di tempo per apportare delle modifiche al sartiame a Città del Capo e l'unico modo per arrivare velocemente è via nave. Questa è stata una delle decisioni più difficili da prendere della mia vita, ma devo considerare non solo la sicurezza dell'equipaggio ma anche il progetto a lungo termine."

L'olimpionico britannico ha proseguito dicendo: "Questa è solo la prima tappa di una regata molto lunga e con questa decisione, e molto duro lavoro, potremo essere pronti per la seconda. Sono particolarmente triste perché questa è la mia tappa favorita e tutto il team non vedeva l'ora di prendervi parte. Auguro a tutti gli altri equipaggi buon vento, li aspetteremo a Città del Capo per accoglierli." Sarà, ma sembra tanto una gufata epica!

10 novembre.
Abu Dhabi (skipper Ian Walker) è riuscita a ripartire dopo il pit sotp forzato per cambiare l'albero rotto in tre pezzi dalla feroce tempesta degli ultimi giorni. Team Sanya invece si è ritirata dalla prima tappa a causa della falla creata schiantandosi sull'acqua da un'onda di 8 metri; un danno troppo grave per essere riparato. Intanto Groupama 4, agli ordini di Franck Cammas ha accumulato un vantaggio di quasi 140 miglia sugli spagnoli di Team Telefónica (skipper Iker Martinez), che a loro volta precedono PUMA Ocean Racing (skipper Ken read) di sette miglia mentre  Camper (skipper Chris Nicholson) è 235 miglia dietro ai leader.

Il terzetto dietro a Groupama ha scelto una rotta più convenzionale, quella occidentale, nella convinzione che fosse la migliore per un buon avvicinamento all'isola di Fernando de Noronha, passaggio obbligato del percorso al largo delle coste del Brasile.

Tuttavia la leadership del team francese, (primo equipaggio transalpino nella Volvo Ocean Race da 18 anni a questa parte) potrebbe essere messa in pericolo da un nuovo sistema di bassa pressione che potrebbe far sparire i venti di aliseo più a sud, tradotto: bonaccia e guai seri. Nel peggiore degli scenari, Groupama 4 potrebbe vedere i suoi avversari sfruttare i venti prodotti dalla nuova depressione già da venerdì pomeriggio. Poi il gruppetto potrebbe raggiungere gli Alisei e iniziare a correre davvero, nell'ordine dei 18 nodi e più, andando a rosicchiare il vantaggio del team francese, la cui media attuale è intorno ai 13 nodi. Intanto continua la battaglia a due fra Telefónica e PUMA Mar Mostro, distanziati di una manciata di miglia e in vista l'uno dell'altro, il che comporta un'attività ininterrotta e faticosa a bordo per spostare in posizione ottimale equipaggio e materiali sopravento a ogni singola virata.

Dal canto loro, i neozelandesi di Camper guidati dallo skipper Chris Nicholson, stanno andando maluccio, con velocità inferiori agli altri team. Lo scafo rosso continua comunque nella sua strategia di far rotta verso ovest, nella speranza di riprendere la bassa pressione e il nuovo vento. Intanto Abu Dhabi Ocean Racing, agli ordini di Ian Walker, ha ripreso il mare ieri dopo aver sostituito l'albero e alle 3.16 della notte è rientrato ufficialmente in regata nel punto dove aveva lasciato lo scorso sabato per il disalberamento, avvenuto a sole sei ore dalla partenza della tappa. Con un armo nuovo e non testato, e senza un altro albero di scorta, il team naviga con una certa cautela verso lo stretto di Gibilterra, mantenendo delle velocità intorno ai dieci nodi. Ian sta incrociando davvero le dita!

Guarda gli Highlight dei primi giorni dell'infernale Volvo in 3 minuti


Sanya rompe lo scafo e si ritira


Abu Dhabi e l'albero rotto, le parole dello skipper Ian Walker


8 novembre. La tempesta perfetta che ha colpito il Mediterraneo, con venti fino a 40 nodi e onde alte come un palazzo di 8 metri, ha fatto danni veri. È successo di tutto: Team Sanya ha spaccato lo scafo proprio "cadendo" da un'onda di più di 5 metri; troppo gravi i danni per essere riparati. Il team agli ordini di Mike Sanderson, dopo aver fatto tappa in un porto spagnolo dell'Andalusia in Spagna, è arrivata la decisione di ritirarsi dalla regata, e riprendere dalla seconda tappa di Cape Town. Abu Dhabi, invece, è riuscita a ripartire dopo uno stop forzato a Cartagena per cambiare l'albero. Lo skipper Ian Walker, è riuscito a rimettersi in acqua a tempo record anche se lo svantaggio verso gli altri team è ormai grande. 



9 novembre. Tutto è cambiato in classifica tra i "4 moschettieri" rimasti in gara nella Volvo Ocean Race, 39.000 miglia infernali attorno al Mondo: violenta zampata di Puma, agli ordini dello skipper Ken Read, che si è preso con un balzo la leadership della gara, seguito dagli spagnoli di Telefonica (skipper Iker Martinez). Intanto i neozelandesi di Camper (skipper Chris Nicholson) hanno finalmente ingranato la marcia giusta e "rombano" in terza posizione recuperando miglia e distacco dalla testa. In affanno i francesi di Groupama 4, passati dalla prima all'ultima posizione. Ma la strada verso Fernando de Noronha è ancora lunga e le terribili calme equatoriali si stanno già facendo sentire.

Il Puma si sveglia, e con il suo skipper Ken Read mette il muso avanti a tutti. Ma è il trio al completo che aveva scelto la rotta più a ovest che sta ingranando, con velocità medie più alte (15/16 nodi) rispetto a Groupama, che aveva fatto l'audace mossa di navigare diretto verso sud, lungo le coste africane. Puma Mar Mostro può contare su un vantaggio di 16 miglia sugli iberici di Telefónica e di 136,5 su Camper ora terzo mentre, Groupama 4 è scivolato ulteriormente indietro a oltre 163 miglia e, più importante, sta tenendo medie di velocità più basse a causa del vento meno intenso e di direzione meno favorevole. Unico conforto per il team transalpino è che gli avversari nelle ultime ore hanno ridotto un poco il ritmo, ma nelle ultime 24 ore Puma ha recuperato non meno di 256 miglia, se ieri infatti Groupama era 92,8 miglia avanti, oggi alla stessa ora è 163,3 dietro.

Tuttavia Puma sarà anche il primo a dover fare i conti con le difficoltà delle calme equatoriali, i famigerati Doldrums. Un nuovo sistema di alta pressione proveniente dalle Azzorre si sta avvicinando alle spalle della flotta e solo quando l'avrà raggiunta, si potrà ristabilire il flusso dei venti favorevoli di Aliseo. Così, la barca più a sud naviga con vento più debole mentre il terzetto a ovest continua nella discesa finché tutti non si ritroveranno nella zona di convergenza intertropicale.

Secondo Will Oxley, navigatore di Camper: "Ora dovremmo poter far rotta verso Fernando de Noronha (l'isola al largo del Brasile che funge da passaggio obbligato del percorso e che deve essere lasciata a sinistra) mentre normalmente, a questo punto, dovremmo preoccuparci di come andare ad ovest per evitare il ridosso delle isole di Capo Verde."

A bordo di Groupama 4, lo skipper Franck Cammas vede in maniera lucida e pragmatica la situazione del suo team: "Il risultato non sarà molto positivo. Era il rischio della nostra opzione, sapevamo che sarebbe stata favorevole sul breve periodo, ma non eravamo certi sul lungo termine, e così è stato. Cercheremo di evitare di perdere troppo, possiamo perdere 100 o 200 miglia, ma fra qualche giorno potrebbe ancora succedere di tutto quando arriveremo nei Doldrums. Qualche nodo in più e un anoglo migliore e potremmo entrare nel loro vento."

5 novembre, Alicante (Spagna). E' partita la regata più infernale di tutte, la Volvo Ocean Race: 6 monoscafi della classe VO70 (21 metri per neppure 14 tonnellate e chiglia basculante) con i migliori skipper del mondo, 8 mesi di navigazione, 75 membri degli equipaggi, 39.000 miglia da percorrere, 30 nodi di media di velocità, 4 oceani da attraversare, 1 inferno per tutti! Da Alicante (Spagna) a Galway (Irlanda), toccando l'Africa, l'Asia, la Nuova Zelanda e l'America. Groupama, Puma, Camper, Sanya, Telefonica e Abu Dhabi combatteranno per la vittoria del giro e per il successo di ogni singola tappa. Questo il succulento programma, condito subito dalle previsioni meteo del primo giorno di navigazione, che prevedono un vento teso a più di 25 nodi. Che lo show abbia inizio: al colpo di cannone scatenate l'inferno!



NONA TAPPA: LORIENT - GALWAY
>>GROUPAMA VINCE LA VOLVO!

OTTAVA TAPPA
: LISBONA - LORIENT
>> TELEFONICA KO SUL PIÙ BELLO, È L'ORA DI GROUPAMA

SETTIMA TAPPA: MIAMI - LISBONA
>>GROUPAMA IN TESTA PER LA PRIMA VOLTA

SESTA TAPPA
: ITAJAI - MIAMI
>>LA ZAMPATA DEL PUMA! E SONO DUE...

QUINTA TAPPA
: SANYA - ITAJAI
>>VINCE PUMA. L'UNICO CHE NON HA ROTTO

QUARTA TAPPA:
SANYA - AUCKLAND
>>GROUPAMA RIAPRE I GIOCHI

TERZA TAPPA:
ABU DHABI - SANYA
>>LA TERZA TAPPA COM'È FINITA?

SECONDA TAPPA: CAPE TOWN - ABU DHABI

>>I VOR70 SUL CARGO PER FUGGIRE DAI PIRATI
>>SECONDA TAPPA, COM'È FINITA?
>>VERSO ABU DHABI MA OCCHIO AI PIRATI
>>SANYA RIFA' LO SCAFO


PRIMA TAPPA: ALICANTE - CAPE TOWN

>>LA PRIMA TAPPA, COM'È FINITA?
>>L'INCREDIBILE EPILOGO DELLA SAGA DI PUMA

TUTTO SULLA VOLVO OCEAN RACE 2011/12

>>SCOPRI LE SEI SUPERBARCHE IN REGATA. VIDEO,
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Camper si è svegliata?

data: 2011-11-14  15:03:28

Mah... non mi pare proprio, secondo me si farà superare pure da Groupama che dopo il bordo a terra era staccata di 200 miglia...

commento di: semprescontento

Camper lentissima! E' un chiodo o si è rotta?

data: 2011-11-14  00:47:00

Groupama ha rischiato tantissimo andando da sola lungo la costa dell'Africa, tanto che è arrivata ad avere un vantaggio sulle altre tre che sono andate subito a ovest di addirittura 250 miglia. Poi, la rotta a ovest ha iniziato a pagare, tanto che Groupama sta cercando addirittura di riunirsi alle altre barche passando sopra Capo Verde e facendo rotta praticamente 270°. Puma, Telefonica e Camper navigano parallele da diversi giorni, ma Camper (l'unica disegnata da Botin, le altre tre sono di Kouyoumdjian) va nettamente più piano! Non leggo notizie di avarie e incidenti, qualcuno sa qual è il motivo?

commento di: semprescontento

ma che fanno gli equipaggi delle barche ritirate?

data: 2011-11-11  19:16:54

Mi sa che gli equipaggi di Abu Dhabu e Sanya che non hanno nulla da fare per un mesetto, si allenano con il gioco della Volvo Race (che figata?). Adesso vado a vedere come sono messi. Rotta a terra?

commento di: bolina stretta
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