Parla la storia della nautica italiana. Aldo Cranchi, quarta generazione della dinastia al comando del cantiere con la figlia Paola, ci scrive una lettera aperta dove con coraggio analizza la situazione della nautica e fa una proposta shock: Il Salone di Genova dovrebbe diventare biennale. E spiega perché. Ecco la sua lettera.
Gentili Signori,
premettendo che l'argomento che sto per sottoporvi non è di facile gestione, sono fermamente convinto che solo sollevando il problema legato a questo tema si possano creare le condizioni per rifletterci attentamente. Del resto, alcuni Direttori di riviste di settore hanno già affrontato questo soggetto nei mesi scorsi.
Detto ciò, preciso di non aver alcuna pretesa riguardo il mio scritto, potrete pertanto farne ciò che riterrete più opportuno ricevendolo, ivi compreso la scelta di cestinarlo.
Tutti noi, operatori del settore nautico, sappiamo che questa crisi ha modificato il nostro futuro.
E' indubbio che dovremo fare diversamente quello che abbiamo fatto finora, dovremo modificare quello che produciamo, consapevoli che l'utenza ne farà un nuovo utilizzo.
Ma soprattutto, dovremo concentrarci su metodi e sistemi che portino ad un risparmio!
Sono ormai cose risapute, chi di noi è saggio, ha già attuato e messo in atto quanto sopra nelle proprie attività quotidiane.
Del resto, ci sono scelte e argomenti innovativi che vanno affrontati, a livello settoriale - nello specifico quello nautico -, collegialmente.
Uno di questi argomenti è senza dubbio il Salone di Genova.
Infatti, ritengo sia giunto il momento di prendere coraggio e renderlo un appuntamento biennale.
Si può trarre, a questo scopo, insegnamento da altri settori con fatturati consistenti e di tutto rispetto che hanno già adottato questa politica, i cui numerosi vantaggi, potrebbero riassumersi in:
riduzione drastica delle spese generali e dei costi da parte delle aziende nautiche;
acquisizione di un ritmo di presentazione dei nuovi modelli più intelligente in un settore dedicato ad un manufatto complesso, dove i tempi di progettazione e successiva messa in produzione delle imbarcazioni sono molto lunghi e costosi, se si vuole raggiungere un ottimo risultato e costruire un prodotto sicuro ed affidabile.
I miei concorrenti seri, e non gli improvvisatori dell'ultima ora, comprendono molto bene questo argomento.
Del resto, l'attuale ritmo di presentazione di nuovi modelli è fuori da ogni
logica conveniente e remunerativa.
L'uscita di molte imbarcazioni, a brevi intervalli, non fa che "drogare" il mercato, alletta, momentaneamente, il cliente e lo spinge all'acquisto del nuovo, sennonché, di lì a poco, è lo stesso cliente a rendersi purtroppo conto che il Suo modello invecchia prematuramente.
Un passo indietro permetterebbe a tutti noi di avere imbarcazioni meglio progettate, meglio industrializzate, meglio remunerate che permangono sul mercato il più a lungo possibile.
Ci sono scelte coraggiose che determinano il nostro futuro, e proprio una di queste riguarda l'argomento summenzionato che ritengo necessiti di essere attentamente valutato da parte dell'imprenditoria nautica.
E' mia opinione che il Salone Nautico di Genova sia aumentato decisamente in termini di numeri e presenze, ma non altrettanto in termini di qualità.
A questo punto, la mia domanda provocatoria è: "La clientela straniera viene a Genova?" A mio avviso, molto meno oggi rispetto al passato!
Tutti noi sappiamo che sono nati saloni nel mondo dove è più facile creare contatti anche con la clientela locale, ma questo non è il caso di Genova.
Ecco perché sono convinto che la biennalità del suo salone nautico gioverebbe alla qualità dei modelli esposti e degli stands presenti, oltre al fatto di attirarvi maggiore clientela internazionale.
Ritornando alla mia premessa iniziale, sono pienamente cosciente che non si tratti di un tema "facile" da trattare e discutere perché ci sono enormi interessi che gravitano intorno al Salone nautico di Genova, tuttavia credo sia giunto il momento di non sottovalutare i cambiamenti che stiamo vivendo.
D'altra parte i problemi non si risolvono ignorandoli!
Credetemi, quanto su esposto non è solo un'idea personale e isolata, proprio durante la scorsa edizione del salone, si sono raccolte parecchie opinioni in tal senso.
Ecco perché Vi invito a parlare della questione da cui, ricordo, dipende il futuro di tutti noi.
Ringrazio per lo spazio che mi vorrete dedicare e i miei migliori saluti.
Aldo Cranchi
CANTIERE NAUTICO CRANCHI® S.p.A.
16 commenti a questa pagina:
le novità hanno bisogno dei saloni
data: 2011-12-20
16:44:26
Anche quest'anno, come ogni anno, al salone di Genova c'erano molte interessanti novità che hanno potuto presentarsi adeguatamente e che grazie a questa vetrina potranno raccogliere i frutti del loro sforzo di ricerca e rinnovamento. Certo ci sono anche aziende che presentano dei restyling per nascondere l'incapacità d'innovare e che se dovessero presentare solo novità vere potrebbero partecipare anche ogni tre anni. Questo é il vero punto. Troppi prodotti simili e che cercano di abbagliare i visitatori con gadget che di nautico hanno ben poco. La realtà é che oggi ai saloni ci sono sì meno visitatori, ma quelli senza le fatidiche fette di salame sugli occhi, quelli ci sono e sono quelli che restano sempre più delusi dell'incapacità di certe aziende di togliersi di dosso inutili fronzoli e mostrare solo il concreto. Ho visto lo stand di Cranchi quest'anno: grande, appariscente, ma desolatamente vuoto, come vuote mi sembravano le novità proposte. Piuttosto che rinunciare ad un Salone tra i più importanti del mondo grazie proprio alle novità che i cantieri fanno a gara per proporle in questa vetrina, bisognerebbe fare un po' di autocritica. Abbiamo perso il salone dell'auto, pur essendo storicamente la culla dell'automobile. Non vorrei che la rinuncia all'annualità facesse sparire anche questa manifestazione proprio nel nostro Paese che é riconosciuto essere uno dei più creativi nel mondo della nautica.
commento di:
Claudio
(
ctmail56@tiscali.it)
Peccato, eravamo i migliori.
data: 2011-12-12
16:21:06
Il Signor Aldo Cranchi ha lanciato un argomento importante. La sua autorevole figura merita attenzione e rispetto. Il sistema nautico necessita di una radicale trasformazione, anche etica, proprio come il nostro Paese. Non avremo un futuro se non avremo la forza di cambiare, soprattutto nella nautica. Aldo Cranchi ha formulato una proposta indubbiamente "rivoluzionaria", basata però su criteri logici e argomenti razionali. Ciascuno deve fare la sua parte (Associazioni, Enti, Stato, costruttori, fornitori, porti, operatori, media, ecc?) perché se non saremo capaci di adeguare il sistema anche nei costi che i cantieri (e quindi gli armatori) devono sostenere, perderemo la competitività mondiale e non avremo più né un'industria nautica "internazionale", né un Salone nautico ?internazionale?, né annuale, né biennale. Potremo solo dire: ?peccato, eravamo i migliori?.
commento di:
Maurizio Bulleri
(
bulleri@libero.it)
ottima idea
data: 2011-12-06
17:31:23
e' inutile fare ogni anno il salone,
bisogna tagliare costi per i cantieri
commento di:
silvano
(
silver99@aol.it)
almeno il coraggio di firmarsi....
data: 2011-12-05
14:27:29
leggo con molto stupore il post di tale WOLFFS, che si cela dietro un nickname. Vergogna Wolffs : sei un dipendente del salone ? perchè non ti firmi ? Per quale motivo tentare di sminuire una denuncia così importante da parte del maggior costruttore italiano con volgari offese tipo quella delle barche tipo UFO Robot ? io non sono nè un dipendente di Cranchi e neppure cliente , ma non accetto di vedere sbeffeggiate persone serie da gente che neppure si firma.
commento di:
Fabio Ramani
(
f.ramani@ramtech.it)
almeno il coraggio di firmarsi....
data: 2011-12-05
12:56:47
leggo con molto stupore il post di tale WOLFFS, che si cela dietro un nickname. Vergogna Wolffs : sei un dipendente del salone ? perchè non ti firmi ? Per quale motivo tentare di sminuire una denuncia così importante da parte del maggior costruttore italiano con volgari offese tipo quella delle barche tipo UFO Robot ? io non sono nè un dipendente di Cranchi e neppure cliente , ma non accetto di vedere sbeffeggiate persone serie da gente che neppure si firma.
commento di:
Fabio Ramani
(
f.ramani@ramtech.it)
Condivido la lucida analisi
data: 2011-12-05
12:34:23
Sono un operatore del settore elettronica di bordo, da sempre l'azienda con la quale collaboro non partecipa alla manifestazione genovese in quanto i contatti che si raggiungono al salone non rappresentano il nostro target.
Mi trovo totalmente d'accordo con quanto lucidamente esposto dal Sig. Cranchi, mntre sono in netto disaccordo con i commenti negativi sulla concorrenza ed altri commenti che ritengo pretestuosi.
Comunque alla luce degli ultimi provvedimenti ritengo si debba analizzare quale sarà il futuro della nautica in Italia!
commento di:
Claudio Moscino
(
trumac50@gmail.com)
Condivido la lucida analisi
data: 2011-12-05
12:29:31
Sono un operatore del settore elettronica di bordo, da sempre l'azienda con la quale collaboro non partecipa alla manifestazione genovese in quanto i contatti che si raggiungono al salone non rappresentano il nostro target.
Mi trovo totalmente d'accordo con quanto lucidamente esposto dal Sig. Cranchi, mntre sono in netto disaccordo con i commenti negativi sulla concorrenza ed altri commenti che ritengo pretestuosi.
Comunque alla luce degli ultimi provvedimenti ritengo si debba analizzare quale sarà il futuro della nautica in Italia!
commento di:
Claudio Moscino
(
trumac50@gmail.com)
La trasparenza di Cranchi
data: 2011-12-05
11:29:00
Apprezzo molto che Aldo Cranchi abbia avuto il coraggio di esprimere in modo chiaro, limpido e trasparente quella che dovrebbe essere l'opinione di molti, che preferiscono invece trincerarsi dietro a falsi segnali positivi per non ammettere la realtà. Da alcuni anni ormai al Salone si notano importanti assenze e spazi vuoti lasciati da protagonisti storici del settore. Altre aziende cercano di tenere il passo per nascondere al mercato la gravità della propria situazione. Ma a quale prezzo? Le Fiere costano, parecchio, il Salone in particolare richiede investimenti cospicui ... e su chi gravano poi questi costi? Molto meglio allora fare un passo indietro tutti insieme, indipendentemente dallo "stato di salute". Se non per ripianare i conti, per lo meno per il benessere generale (e la ripresa) del mercato nautico italiano.
commento di:
Val
(
valeonline2000@libero.it)
nooooooooooo
data: 2011-12-03
18:30:51
ma se cranchi ha problemi, non ci vada a genova....lui soffre x l concorrenza agguerrita di altri cantieri che offrono ottimi prodotti e con prezzi + competitivi...genova è un appuntamento importante e irrinunciabile
commento di:
mari bucci
(
salendtina@yahoo.it)
Predica bene ....
data: 2011-12-03
18:09:30
Al salone 2011 il Cantiere Nautico CRANCHI ha praticamene raddoppiato lo spazio espositivo, e con l'allestimento di uno stand a dir poco favoloso, molto più ricco dell'anno precedente. Lasciando enormi spazi vuoti tra una barca esposta e l'altra. Con uno stile più sobrio (non dico povero!) si può allestire uno stand che costa la metà e fare il salone ogni anno. Inoltre, se i cantieri mantenessero più alungo i modelli in produzione, senza lascisrsi andare in ricerche stilistiche tipo UFO ROBOTS non vi sarebbe il problema dell'obsolescenza del prodotto, che non è un'auto! per moti cantieri poi, medio-piccoli, Genova è l'unica vetrina per farsi vedere: troppo comodo per chi ha una rete di vendita capillare cercare di far passare un risparmio per togliere spazio agli emergenti! (parere di un operatore del settore).
commento di:
WOLFFS
condivido ma....
data: 2011-12-03
18:02:50
Premesso che sono un semplice appassionato e non un professionista del settore, io credo che i cantieri per primi dovrebbero dare un segnale in tal senso al salone, e non partecipare solo per il motivo "mi devo far vedere.... altrimenti pensano che sono in crisi " . Evidentemente il salone, con la sua offerta, risponde alla domanda dei cantieri. Io, sinceramente con dispiacere, non ci vado più. Non mi va di farmi spennare con furti sul biglietto del parcheggio, costi dell'autobus da presa in giro, e pessimi panini pagati come Beluga. Apprezzo moltissimo Cranchi, e la mia opinione è che, se con i soldi risparmiati da un'edizione del salone, restasse una piccola briciola per migliorare il sito internet aziendale, la comunicazione con la clientela ne sarebbe comunque migliorata. Infine, complimenti per il centro prove di Cranchi : vale mille volte di più di ogni salone.
commento di:
Fabio Ramani
(
f.ramani@ramtech.it)
D'accordo se..................
data: 2011-12-03
14:57:01
L'appuntamento annuale di Genova è da anni irrinunciabile per un utente appassionato come me, ma se il risparmio sui costi dell'evento da parte dei cantieri venisse poi effettivamente investito per migliorare la produzione ( si vedono ancora troppi cantieri alla ricerca di facili consensi da vetrina) con barche serie di qualità con veri contenuti innovativi sotto l'aspetto dell'affidabilità del contenimento dei costi di manutenzione ecc., potrei essere d'accordo, condivido che un produttore serio deve avere nei suoi obbiettivi, oltre al profitto, anche quello di tutelare cliente nell'invesitmento fatto.
G.C.
commento di:
Giulio Carbone
(
giulio.carbone@teller.it)
grazie cranchi, ma...
data: 2011-12-03
09:01:16
parliamoci chiaro, partecipare al salone di genova è troppo caro, parlo dei costi degli spazi espositivi. se i costi fossero allineati a quelli praticati nel resto d'europa forse varrebbe ancora la pena di fare un salone italiano annuale, frequenza con cui li fanno peraltro in tutte le altre grandi nazioni. il discorso di cranchi sulla frequenza delle novità è una ragione di politica di marketing delle aziende e non c'entra con la frequenza del salone di genova. In sintesi, è necessario abbattere i costi della partecipazione al salone di genova. Prima di tutto del costo degli spazi espositivi. saranno capaci gli organizzatori genovesi di adeguarsi alla nuova realtà?
commento di:
un operatore e un appassionato
sono d'accordo
data: 2011-12-02
23:14:13
Essere al Salone a volte non e' una scelta. E' quasi un dovere ed i costi connessi al salone sono alti, troppo alti.
Una fiera biennale sarebbe molto piu' interessante anche per chi la visita.
commento di:
P.n
(
pietro.negri@negrinautica.com)
BUONA IDEA ANZI OTTIMA
data: 2011-12-02
20:42:24
E' ORA DI RICOMINCIARE A PENSARE CHE LE BARCHE SONO UNA COSA SERIA E NON UNA SCATOLA PIENA DI GIOCHI MOBILI CHE DEVE GALLEGGIARE SU UNA VASCA DA BAGNO
commento di:
PAOLO
opinione
data: 2011-12-02
14:27:56
Espongo un'opinione da professionista del settore.
Il concetto espresso nell'articolo del Sig. Cranchi, a mio avviso, è parzialmente corretto. La riflessione che condivido è solo su un dato di fatto ed è quella che, nella realta' odierna, proporre ogni anno delle novita' progettuali, comporta uno sforzo economico e gestinale enorme se non insostenibile da parte di quelle imprese, nello specifico dei cantieri, che vogliono stare in prima linea a proposito di tecnologia e d'innovazione.
La riflessione per la quale mi trovo in disaccordo invece è sul coinvolgimento "globale" di tutta l'industria nautica italiana sulla decisione di " biennalita' " del salone di Genova.
Quindi, se un'azienda preferisce partecipare ogni due anni al Salone Nautico di Genova, dovra' essere sua la decisione di farlo. Sara' a discrezione dei singoli cantieri la scelta dell'anno di presentazione delle proprie novita' produttive in base alle proprie potenzialita', risorse e mercato. L'appuntamento annuale al Salone di Genova non implicherebbe, a mio giudizio, nessun danno ne alle aziende ne al salone che, al contrario, potrebbe ospitare ogni anno diverse novita' da parte di differenti realta' nautiche e magari riproporre la stessa gamma di prodotti da parte di altre... sempre che vogliano parteciparvi. Non credo sia nemmeno vero che un armatore veda la propria barca "vecchia" dopo un anno dall'acquisto! ...e nemmeno dopo due ! E il mercato non viene drogato dalla troppa offerta, ma dalle offerte low cost che non rispecchiano mai la qualita' millantata. Inoltre, quale cantiere produce una barca simile all'ultimo modello dell'anno precedente !? Se così fosse vorrebbe dire che il modello nuovo dell'anno precedente è stato un vero flop ! Quindi, concludendo, il concetto di "mal comune mezzo gaudio" mal si sposa con le esigenze di tutti, ma solo di pochi !
commento di:
m.a.