Ecco perché non bisogna fidarsi al 100% dell'elettronica quando ci si avvicina a zone di atterraggio pericolose. I consigli dei nostri blogger di "Viaggiando verso ovest" che stanno navigando tra le isolette caraibiche con destinazione canale di Panama.
Quando leggevo su una enormità di fonti sulla difficoltà della navigazione tra i reef e sulla inaffidabilità del Gps per muoversi con sicurezza attraverso bassi fondali, teste coralline e stretti passaggi, ho sempre pensato tra me e me che io con il mio Furuno Navnet 2 me la sarei cavata egregiamente.
Con questo non voglio dire che mettevo in dubbio l'esattezza delle affermazioni lette, tanto che messo alla prova ho applicato ogni forma di controllo per navigare quanto più sicuro possibile, ma che forse mi sembrava una esagerazione, un eccesso di prudenza.
Ebbene sbagliavo in pieno.
Ho spesso effettuato degli atterraggi notturni con l'ausilio del Gps-plotter e del radar, ma fin adesso si trattava di individuare sulla carta una baia protetta e circondata da acque sicure e addentrarvisi guidati dal radar.
Ma una cosa è riconoscere al radar una costa, un'altra localizzare con precisione un basso fondale o uno scoglio semi sommerso. Considerato che il Gps dà la posizione con una approssimazione di pochi metri si potrebbe essere indotti a fidarsi ciecamente di questo sistema.
Ma esistono diversi problemi
1) Talvolta non c'è corrispondenza tra la reale posizione di un punto sulla terra (e quindi di una secca o di uno scoglio) e la rappresentazione grafica di esso sulla carta. In altri termini può non esserci accuratezza e precisione nella carta, sia essa tradizionale che digitale. Questo capita con relativa frequenza in aree di navigazione remote dove alcune carte derivano ancora da antichi rilievi.
A questo proposito riporto una risaputa antica raccomandazione. In avvicinamento ad un atollo o isoletta oceanica è assolutamente sconsigliabile avvicinarsi ad essi navigando sullo stesso loro parallelo. Questo perchè gli errori cartografici relativi alla latitudine sono abbastanza rari, mentre quelli relativi alla longitudine sono più frequenti. Per il calcolo con il sestante della longitudine era infatti indispensabile l'esattezza dell'ora cosa che non era possibile avere. Quindi navigando sullo stesso parallelo di un ostacolo ci si potrebbe imbattere in esso prima del previsto.
2) Altre volte, e questo è molto frequente, anche se la carta è precisa, l'errore sta nell'allineamento della griglia geografica reale e quella della carta digitale. In questo caso è relativamente facile allineare espressamente le griglie con la funzione offset del plotter partendo da una posizione nota. Cioè si sposta sullo strumento la carta digitale fino a quando la posizione reale rilevata e nota venga a coincidere con quella riportata dal Gps.
A questo punto il problema sembrerebbe risolto; ma in realtà succede che la cartografia di un sistema è formata da un pachwork di tante carte e quindi non appena ci si sposta da un punto ad un altro, cambiando carta, l'errore può ripresentarsi.
Quindi, e non dico nulla di nuovo, il sistema più sicuro per aggirarsi in queste difficili acque è di navigare 'eyeball' come dicono gli inglesi. Navigazione a vista.
Riporto qui sotto le raccomandazioni del 'Pacific Island Pilot' de 'The Hydrographer of the Navy'
Le condizioni in cui i reef possono essere facilmente riconosciuti sono:
- Da testa d'albero o da un punto alto della coperta.
- Quando il sole è alto e alle spalle dell'osservatore.
- Quando il mare è leggermente mosso da una leggera brezza. Quando c'è calma piatta i reef sono difficilmente distinguibili.
I reef coperti da un metro d'acqua appaiono di colore marrone chiaro o verde chiaro se misti a sabbia. Il colore diventa verde scuro man mano che la profondità aumenta fino a divenire blue intenso. L'uso di lenti polaroid facilita enormemente il riconoscimento del fondale.
Giuseppe
IL BLOG DI GIUSEPPE E CESARE
È il nuovo blog del Giornale della Vela: Viaggiando verso Ovest. A bordo di uno Swan 59 Giuseppe Tuttobene (armatore, sui 60 anni) e Cesare Giorgetti (unico membro stabile dell'equipaggio, sui 30 anni) partono da Trinidad direzione Panama, per poi avventurarsi in oceano Pacifico (Galapagos, Marchesi, Polinesia Francese...). Seguite questa entusiasmante crociera avventura di Giuseppe e Cesare e intervenite lasciando i vostri commenti, dateci dentro...
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