Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, l'aveva detto a settembre 2010 al quotidiano genovese Il Secolo XIX: "Non ce l'abbiamo con chi ha una barca. Anzi! Se un cittadino guadagna un milione di euro l'anno e ha un'imbarcazione da 300 mila euro, il fisco è contento per la ricchezza indotta che si crea".

A novembre Befera (nella foto) è ritornato sull'argomento sul settimanale Panorama: "C'è gente che dichiara un reddito inferiore a quello che paga di leasing. Oppure dichiara meno di 20 mila euro l'anno e ne paga 6 mila per un circolo privato. Se c'è discrepanza superiore al 20 per cento tra la dichiarazione dei redditi e quello che emerge dal redditometro, il fisco farà un accertamento". Ma in questi mesi la polemica non si è placata. Così, all'inizio di febbraio Befera, è ritornato sull'argomento con decisione, rispondendo al mensile Yacht&Sail, che in un articolo aveva scritto: "Basta una barca a vela di oltre sei metri e stazza superiore a tre tonnellate per essere considerati tra i possessori di beni di lusso". Ecco cosa risponde il direttore dell'Agenzia delle Entrate: "Le barche non costituiscono, come riportato maliziosamente nell'articolo, un male assoluto, almeno nell'ottica dell'amministrazione finanziaria. Piuttosto, come altri indici rivelatori di un elevato tenore di vita, anch'esse sono poste in correlazione diretta con il reddito effettivamente dichiarato dal contribuente. Soltanto nel caso in cui esista una forbice significativa tra spese effettive e quanto dichiarato scatta l'accertamento". E termina la sua replica così: "E' fondamentale un cambio culturale che coinvolga tutti per riconoscere l'interesse pubblico nelle attività di recupero dell'evasione, al di là di ogni interesse privato". Non si può essere che d'accordo con Befera. Un'unica preghiera: per favore direttore, dica alla Guardia di Finanza di non fermare l'estate prossima tutte le barche ancorate, mentre ci si fa un bagno, come se fosse una retata di malavitosi.
7 commenti a questa pagina:
auto; barche
data: 2011-05-06
01:19:44
l'ITALIA e' una penisola.!!!!!! Autostrade;strade provinciali ,strade, strade ,auto piccole, medie, favolose da sogno, lamborghini, maserati, ferrrari marcedes eccetera.Incentivi per l'accuisto carburante alle stelle, ma l'auto corre, essa non costa nulla (cosi' si vuol far credere) la prendiano anche per andare al cesso. La gente i giovani ci muoino per l'auto , ma la si deve comperare a tutti i costi. LA BARCA NO,andare per mare dove esiste la cultura del navigare; il conttatto con NETTUNO che quando si incazza ti fa avvicinare a DIO, che preghi in quel momento, cosa che in tutta la vita non hai mai fatto.Se si guardasse di piu' al mare,se si costruissero piu' porti, se la politica, il mercato economico,capissero che la barca portata a certi livelli industriali come avviene per l'auto.Si potrebbe abbattere la DISUCUPPAZIONE. Potrebbero nascere innumerevoli attivita'. NO, LA BARCA E' PER POCHI LADRI ED EVASORI. NAVIGARE E' CULTURA STILE DI VITA, RISPETTO PER IL PROSSIMO PRONTI AD AIUTARCI A VICENDA TIENE LONTANA LA DROGA DAI GIOVANI. MI FERMO QUI',ANCHE SE CI SAREBBE DA SCRIVERE ANCORA TANTO MA TANTO TANTO.
commento di:
IL NAVIGANTE
(
paolocarnevali52@alice.it)
E i risparmi?
data: 2011-05-05
11:27:51
Scusate, ho un dubbio: ma se uno ha risparmiato tutta una vita ed ora grazie a quei risparmi si può permettere una barca a vela... diciamo sui 12 metri, anche se ora non ha più il reddito di un tempo, cosa può succedere? Sto davvero pensando di mettere da parte il mio sogno :-(
commento di:
Disilluso
DIPORTO....
data: 2011-03-25
10:43:01
Gli strumenti a disposizione dell'A.F. rispetto al passato, si sono intensificati, (vedi recente introduzione Spesometro contro le recenti modifiche al Redditometro)....Nessuno mette in dubbio l'attività necessaria di controllo, che deve esserci, ma la discussione in merito al mondo della Nautica, dovrebbe essere spostata verso le grandi imbarcazioni (dai 24metri in su per intenderci....le cosidette Navi - cfr. Cod.della Nautica). Per numero i soggetti che possono permettersi determinate imbarcazioni sono pochi e spesso sono società off-shore....
Un esempio calza......le navi devono necessariamente avere un equipaggio.....la presenza di un equipaggio permette a chi utilizza l'imbarcazione di configurare contratti detti "noleggio" e questa tipologia di contratti permettono delle agevolazioni fiscali.
Il mondo del diporto che non necessita di equipaggio per la maggior parte dei casi, notevolmente più controllato e solo da poco anche "commerciale" non prevede alcuna agevolazione o meglio....lascia libera interpretazione sull'estensione del concetto "noleggio" creando incertezza e dubbi per gli operatori del settore.
Senza cadere nella retorica....20 imbarcazioni, da diporto, da circa 200mila euro l'una (es.barca a vela da 13metri) danno molto più lavoro che 1 Nave, permettendo delle economia di scala notevoli per le aziende produttrici oltre a tutto l'indotto......
Il messagio che si vuole trasmettere è, controllare maggiormente i mega-yacht e dare più certezze a chi produce per il diporto.
commento di:
Tributarista
(
info@studiodecilla.eu)
dott.
data: 2011-03-24
14:14:11
Ma scusate,
come funziona il redditometro?
commento di:
Armatore mancato
dott.
data: 2011-03-24
10:38:04
Vorrei fare un esempio preso da uno dei tanti clienti dello studio e lasciare i commenti a chi legge:
Un cabinato del 1991 con 425 cavalli, di lunghezza appena inferiore ai 13 metri cuba per il redditometro esattamente 29.859 euro di reddito.
Si presume cioè, che il possessore di una barca del valore di circa 100.000 euro (valutazione più che ottimistica) debba aver guadagnato in un anno almeno 30.000 euro di reddito per sostenerne i costi.
Mettiamo di spendere in un anno 2/3.000 euro per carburante, 8.000,00 di posto barca e 3.000 euro di manutenzione e assicurazione per un totale di circa 14.000 euro all?anno.
Per contro, un immobile (casa ad uso civile) di 220 mq in pieno centro, cuba secondo il redditometro circa 10.000 euro.
Consideriamo, spese condominiali, manutenzioni, riscaldamento e un valore commerciale di circa 500.000 euro e poi facciamo un raffronto con la barca.
E? alto il reddito presunto della barca o basso quella della casa?
A voi il giudizio.
commento di:
Livio Consigli
(
livio@consigliassociati.it)
Anche io ho pensato male
data: 2011-03-24
10:09:21
Non sono un armatore, ma vado in barca ogni volta che posso e la barca non me la compro perché i soldi non ce li ho. A volte ho pensato anche io che tanti armatori fossero degli evasori: cavolo gli anni scorsi nei porti si vedevano praticamente solo transatlantici!!!!!
commento di:
Armatore mancato
BUCHI NORMATIVI e CONVINZIONI
data: 2011-03-22
10:05:12
Il fisco non ce l'ha con chi ha la barca....semplicemente NON agevola l'acquisto di imbarcazione, soprattutto da diporto, cosa che potrebbe portare al fisco italiano notevoli introiti essendo la barca, legata a doppio filo con il turismo. Esiste poi una convinzione, ormai consolidata, in chi deve eseguire le veriifche, secondo la quale chi ha un'imbarcazione è necessariamente evasore.
commento di:
Tributarista
(
info@studiodecilla.eu)