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Onde anomale, 5 vittime nella "regata della morte". VIDEO

[pubb.: 2012-04-26 11:53:37]
Onde anomale, 5 vittime nella

Tragedia in mare al largo di San Francisco lo scorso 14 aprile: una serie di onde anomale ha travolto "Low Speed Chase", un Sydney 38 piedi, scaraventandolo contro gli scogli delle Isole Farallon (27 miglia ad ovest del Golden Gate). Morti 5 degli 8 membri dell'equipaggio. La dinamica dei fatti nel racconto di Bryan Chong, uno dei superstiti. Si aprono le discussioni sulla sicurezza in mare.

Video: ecco lo spettacolare trasporto in elicottero del Sydney 38, dopo il naufragio alle Farallon

Video: in navigazione nel Gulf of the Farallones National Marine


Tragedia in mare al largo di San Francisco lo scorso 14 aprile: cinque uomini degli otto membri dell'equipaggio a bordo di un Sydney 38, "Low Speed Chase", sono morti a seguito di un'onda anomala che ha scaraventato l'imbarcazione sulle rocce delle isole Farallon, un piccolo arcipelago di isolotti e scogli affioranti a 27 miglia (navigando verso ovest) dal celebre Golden Gate. La disgrazia si è consumata nell'ambito della Full Crew Farallones Race: a perdere la vita Marc Kasanin, trovato morto dai soccorritori, e Alexis Busch, Alan Cahill, Jordan Fromm e Elmer Morrissey, tuttora dispersi, e quindi senza speranza di essere ritrovati in vita.

La vicenda ha aperto un acceso dibattito sulla sicurezza in mare, soprattutto tra i "profani": può sembrare che gli otto regatanti "se la siano andata a cercare", vista l'onda e il vento che soffiava quel giorno, ma da velisti sappiamo bene che non è così. Chi è in mare, naviga, chi è a terra, giudica, di dice. Di loro, uno era un professionista (Cahill), sei erano navigatori esperti e soltanto uno era alla sua prima regata lunga: "Tutti noi indossavamo i nostri giubbotti di sicurezza, e io ero anche legato alla life-line" ha spiegato in una lunga intervista-confessione a Sailing Anarchy Bryan Chong, uno dei tre superstiti.

LE DUE ONDE ASSASSINE
"Ci trovavamo a circa 128 yarde (circa 120 metri, ndr) dalle coste rocciose delle South Farallon, quando abbiamo visto un onda pazzesca, di quelle che non vedi neanche nei video da surfisti, dirigersi verso di noi". Cahill, che era al timone, non ha avuto scelta se non quella di dirigere la prua di "Low Speed Chase" nella direzione del frangente, che, investendo la barca, ha causato danni irreparabili: "Quando la barca si è raddrizzata - ha proseguito Chong - l'albero era spezzato, le vele stracciate, la zattera autogonfiabile distrutta. Io e Nick (un altro superstite) abbiamo subito cercato di aiutare i nostri compagni, che erano stati scaraventati in acqua, a risalire a bordo". Purtroppo il peggio doveva ancora venire: "Una seconda onda, altrettanto imponente, ha gettato la barca sugli scogli". Bryan e Nick - quest'ultimo con una gamba rotta - sono riusciti ad arrampicarsi sugli scogli e Jay, altro sopravvissuto, si è ritrovato intrappolato su una roccia, fortunatamente non investita dalla minaccia delle onde. Per gli altri non c'è stato nulla da fare.

"SIATE RESPONSABILI"
"Spero che questo incidente - ha concluso Chong - serva almeno a promuovere una discussione aperta sulla sicurezza in barca a vela. La più grande lezione che ho imparato quel giorno, tuttavia, non è relativa alle dotazioni di bordo, ma all'importanza di responsabilizzarci, in modo da garantire alla nostra persona una navigazione sicura: il nostro EPIRB ha funzionato a dovere - consentendo alla Guardia Costiera statunitense di localizzare la barca e i superstiti - ma chi ha controllato le batterie del dispositivo quella mattina? Non sono stato io e non ho neanche domandato agli altri se qualcuno l'avesse fatto".




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Regata con dedica

data: 2012-05-02  23:54:40

Bellissimo il video degli altri regatanti con dedica finale! Bravi, bel gesto!

commento di: Bluone

erano in regata

data: 2012-04-27  16:09:17

Ogni m più vicino allo scoglio, che era la loro boa di bolina, era un m guadagnato in regata. E in regata si va per vincerla ; erano un buon equipaggio, su una buona barca, 120 m erano una misura adeguata, poi il diavolo ci ha messo di mezzo la coda ed è finita tragicamente. Tutto qui. Certo, se avessero potuto vedere il film della loro vita futura sarebbero andati a 120 nm, sicuramente, ma non lo hanno potuto vedere. E non era certo una regata intorno al mondo, dove puoi guadagnare o perdere centinaia di nm in un colpo solo, era un percorso di poche decine di nm, da sentirsi sul collo il fiato degli avversari, io avrei fatto come loro, in regata. In una normale navigazione no. Quando sono partito da solo da Meleda (Mlijet) per tornare a Brindisi con la mia Buonasperanza-Byzance via Lastovo-Vieste mi sono trovato quasi sul naso un vivace maestralino -15 knt- , per cui prima di prendere le mure a dritta mi sono portato un buon miglio e mezzo sopravento alla costa dell' isola, quindi ho virato e messo la prua a ponente con le mure a dritta. Sottovento a me un' altra barca di analoghe misure, con equipaggio, randeggiava l' isola sulla mia stessa rotta a non più di 150 m dalla costa ; pensai "alla minima avaria finiscono a scogli". Scapolarono indenni anche loro, come me, ma eravamo in crociera, dove si va per divertirsi e riportare a casa la pelle. Ma in regata si va per vincere, e ci si attrezza per far fronte alle normali evenienze.

commento di: adolfo mellone  (amellone@email.it)

Prudenza mai troppa

data: 2012-04-27  12:01:38

Ancora una volta in mare il pericolo è la terra. La regata spesso induce a sottovalutare i pericoli e un bordo in fuori, franchi dagli scogli, avrebbe forse compromesso la classifica ma salvato 5 vite.

commento di: Mastro Geppetto  (puntaala@tin.it)

stress da regata...

data: 2012-04-26  17:40:20

mi viene da dire... navigare a 100 o 150 mt dalla costa in quelle condizioni... andava valutata meglio! In caso di rotture anche senza onde "anomale" si finisce sugli scogli, poi mi sembra di capire che avevano un bel vento verso costa. Si vede dal video che in molti navigavano molto vicini... stress da regata che nn tiene troppo conto della sicurezza

commento di: brunofranx  (brunofranx@alice.it)

Sì vabbè, ma...

data: 2012-04-26  17:02:02

Perchè a "soli" 100 m. dalla riva? Magari è facile a dirsi, ma il dubbio resta anche tra quelli che navigano.

commento di: Lipari skipper
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