
Pirati, turbini e tempeste. Le leggende e le storie passano di bocca in bocca, da marina a marina lungo il fiume Meno.
Würzburg, il motore si annacqua e fa i capricci, una bassa pressione riporta l'inverno sopra la Germania. Anche se, come diceva Sciarrelli, il motore su una barca a vela deve essere ausiliario, in questo caso è l'unico mezzo di propulsione che ho, dato che i ponti del Meno non ci permettono ancora di andare a vela. Quindi è categorico che funzioni a dovere.
Un percorso tranquillo lungo le sponde del maggiore affluente del Reno, con la prua a est e tanti pensieri in testa
Al galoppo, da Strasburgo a Francoforte in due giorni. Grazie al comandante un tratto di fiume complicato diventa una veloce passeggiata
Un salto sull'isola di Denìs, tra capre e computer, nel bel mezzo di una città. Tentando di informatizzare la mia piccola barca di trent'anni fa.
Il viaggio riprende, per tutta l'estate Cecilia lavorerà in Africa, mentre io dovrò riappropriarmi dei miei spazi a bordo di Tamatino. Ci rincontreremo ad Ottobre... forse siamo due matti.
Da Strasburgo, mentre preparo Tamatino per l'inverno, mi guardo indietro e faccio due conti. Niente male, davvero niente male...
Strasburgo è il punto più vicino all'Italia di tutto il mio viaggio. Con tanta acqua ancora da percorrere decido di fare una lunga sosta in questa città fino al prossimo Maggio, quando senza fretta riprenderò il mio viaggio senza l'ansia di arrivare.
Arrivati a Strasburgo salutiamo i tranquilli canali francesi, il Reno è alle porte con la sua corrente e le sue due chiuse leggendarie. Nel frattempo incontriamo Denis, un comandante di navi mercantili fluviali ed un appassionato velista.
Lasciamo le colline e i paesini semivuoti della Lorena centrale per un paesaggio verde che trascina i nostri occhi in un'atmosfera di montagna: cataste di legna, tetti spioventi, abeti lungo le sponde ci ricordano che siamo molto lontano dalla meta del nostro viaggio e dall'acqua salata.