Miceli e Picciolini via con l'ok del WSSRC, ma senza scatola nera
[pubb.: 2011-01-11 12:01:13]
Matteo Miceli e Tullio Picciolini stanno tentando di aggiudicarsi il record di traversata atlantica in doppio su catamarano sportivo non abitabile. Il tempo da battere, sulla rotta di 2545 miglia teoriche Dakar-Guadalupa è di 11 giorni, 11 ore, 25 minuti e 42 secondi, fatto segnare nel 2007 dai francesi Yves Moreau e Benoit Lequin, che migliorarono a loro volta il primato di 13 giorni, 13 ore e 58 minuti stabilito nel 2005 da Matteo Miceli ed Andrea Gancia. La barca utilizzata da Miceli-Picciolini è sempre la stessa, il catamarano Biondina Nera di 6 metri.
L'11 gennaio, alle 9:32 GMT (le ore 10:32 del mattino in Italia) è iniziata la traversata atlantica di Miceli e Picciolini, che avrebbero preferito partire da Dakar un giorno prima. Purtroppo, il mancato invio della scatola nera da parte del WSSRC (World Sailing Speed Record Council), l'ente ufficiale della federvela internazionale (ISAF) che amministra tutti i record del mondo a vela, li ha costretti a ritardare il via
Ma una volta tanto ha vinto lo sport e il segretario del WSSRC, John Reed, dopo aver consultato il presidente Claude Breton, ha dato il proprio assenso alla partenza ed alla certificazione del tentativo.
"Abbiamo esaminato il vostro caso - ha scritto questo John Reed - e poiché avete fatto ogni sforzo per ottenere la scatola nera e nell'interesse di promuovere il nostro sport, abbiamo deciso di fare un'eccezione alla regola e permettervi di fare il vostro tentativo anche senza la Black Box".
Sono stati anche immediatamente allertati i giudici ufficiali che certificheranno la partenza da Dakar e l'arrivo in Gaudalupa.
"Sono veramente contento di questa decisione", ha commentato Matteo Miceli "e sono orgoglioso di far parte di una Federazione che antepone l'atto sportivo alla burocrazia. Non è una cosa scontata. D'altronde siamo stati veramente ligi e abbiamo aspettato fino all'ultimo ritardando anche la partenza e perdendo dei giorni di allenamento preziosi, con Tullio fermo a Roma ad aspettare la Black Box. Noi avevamo inviato al WSSRC tutta la documentazione e anche i versamenti richiesti. La mancanza della scatola nera non è certo una nostra colpa. Devo ringraziare anche la FIV che ci ha sempre supportato in questa vicenda, in particolare con il presidente della IV Zona Alessandro Mei".
UN GIORNO DI RITARDO CHE PREOCCUPA E' giunto quindi finalmente il momento di lasciare Dakar e lo Yacht Club dove Matteo Miceli e Tullio Picciolini hanno passato questo ultimo mese. "Un grazie di cuore a tutte le persone dello YC Dakar, che ci hanno aiutato e fatto sentire come a casa. In particolare dobbiamo ringraziare il presidente dello Yacht Club, Roland Escher, che ci ha sempre seguito negli allenamenti, e il vice presidente della Fèdération Sènégalaise de Voile, Benoit Allier, che ci aveva dato anche la sua disponibilità a prendere il tempo in partenza nella sua qualità di giudice ISAF".
Anche se con "lieto fine", la querelle sulla scatola nera costa qualcosa alla coppia italiana. Analizzando le condizioni meteo, martedì 11 gennaio è l'ultimo giorno favorevole per la partenza, ma le condizioni non sono più ottimali come quelle del 10 gennaio.
"Martedì le condizioni saranno un po' più leggere di quelle che avremmo trovato lunedì", dice Tullio Picciolini "e avremo maggiori difficoltà con le nostre polari. Le nostre possibilità sono oggettivamente scese di un buon 20%, ma la barca è pronta e noi siamo prontissimi, anche se avremmo preferito trascorrere questi ultimi giorni con maggiore serenità e pensare solo alla preparazione".
SI POTEVA PARTIRE IL 23 MA BIONDINA NERA E' PRONTA ORA La prossima ipotetica finestra favorevole poteva essere il 23 gennaio, ma era inutile attendere ancora. "Tutto è pronto", afferma Matteo Miceli "e nei giorni in cui Tullio è rimasto in Italia ad aspettare la scatola nera ho messo mano agli ultimi lavori: ho sistemato la drizza del fiocco, sostituito i baffi del bompresso, sistemati i ganci di trozza. Ci attendiamo un Aliseo costante tra i 15 e i 20 nodi che ci dovrebbe accompagnare fino al largo delle coste caraibiche.. poi vedremo. Dovrebbe essere sufficiente a metterci in condizione di arrivare in 11 giorni, se saremo bravi ad assecondarlo. Biondina è in splendida forma e spero molto nelle nuove vele e soprattutto nel Code 0 che dovrebbe darci quel pizzico di spinta in più".