17 settembre 2010, ore 02.30 del mattino
Dopo 2 mesi all'ancora davanti al marina Taina di Tahiti Nui (costa Ovest) ed una breve" gita" di 2 giorni a Moorea, passati in barca con 2 ancore afforcate e vento da SE (Maramu) che, incanalato tra le montagne di Moorea, sparava raffiche fino a 50kt, finalmente si salpa, destinazione Huahine.
Assettiamo la barca per la navigazione, chiudiamo gli osteriggi, blocchiamo sportelli e cassettiere, serriamo gli scarichi dei bagni, ci assicuriamo che non ci siano bottiglie di vetro in giro, pronte a cascare e a fare del pagliolo una passeggiata per fachiri, e pronti via. Gius da motore, io recupero l'ancora, in pochi minuti siamo liberi e la prua di Chloe sorride ancora fendendo l'acqua; anche le barche hanno un'anima. È buio pesto, percorriamo il canale, che collega le 2 passe, in direzione Papeete, prestando attenzione ai fanali rosso-verde che delimitano i cancelli. Prima di passare davanti alla pista dell'aeroporto, scendo al carteggio e chiamo sul canale 12 per l'autorizzazione al passaggio (come richiesto). nessuna risposta, chi tacce acconsente! Avviso Gius, che accelera e passiamo. Poco dopo vediamo un aereo rollare sulla pista e decollare, per la serie: anche l'addetto al controllo passaggio imbarcazioni avrà i suoi bisognini da fare ogni tanto, ". e poi chi vuoi che passi alle 3 di notte" avrà pensato. Noi d'altro canto, andiamo molto poco d'accordo con le piste di atterraggio; già a los Roques, avevamo ancorato davanti alla pista di Gran Roque, causa arrivo notturno con vento forte. La mattina all'alba abbiamo ricevuto la sveglia dagli agenti della costiera, che ci chiedevano gentilmente di "levarci dai piedi", indicandoci un aereo in avvicinamento; una seconda volta, passando sempre lungo la stessa pista, un aereo ha rinunciato ad atterrare, per evitare l'albero di Chloe. Ormai siamo segnalati sulla lista nera degli aeroporti del pacifico.
Ma torniamo a noi. Usciamo dalla passe di Papeete, il vento è sui 15kt al lasco, issiamo randa e genova tutto a riva, le vele prendono aria, si levano le ragnatele e scivoliamo via a quasi 8kt. Dopo tanto tempo fermi, l'emozione di ripartire e proseguire il nostro viaggio è forte. Forse il caffè o forse l'intensità emotiva della partenza, ma nessuno di noi due è intenzionato a cedere il turno notturno e andare a dormire.
Dopo un po', mi volto verso poppa, e con un po' di malinconia, guardo allontanarsi le luci di Papeete ed i contorni dell'isola di Tahiti, che vanno delineandosi col primo timidissimo chiarore del nuovo giorno che fa capolino nella notte ancora buia ad occidente. Mando un "arrivederci" all'isola che mi ha ospitato per 61 giorni e rivolgo lo sguardo a prua, ci aspettano 90miglia fino a Huahine.
In tarda mattinata il vento gira di poppa e cala a 10kt e con esso la nostra velocità, che ora è intorno ai 6kt. Così rimane fino al nostro arrivo. Traversata tranquilla. Nessun pesce è caduto vittima della nostra esca, eppure, col pensiero, già ci gustavamo un filetto di tonno appena scottato in padella e un filo d'olio a crudo e invece.. Entriamo nella passe Avamoa di Huaine verso le 18.30; è già buio, ma l'entrata è semplice e ben segnalata. Caliamo l'ancora in posizione 16° 42'. 78 S - 151° 02'. 33 O. e invece cena a base di lenticchie, rimasuglio dei tempi della malattia "ciguateratica" (presa alle marchesi), in cui non potevamo mangiare proteine se non vegetali, bicchierino di rum per tappare il tutto e anche questo Venerdì 17 in navigazione è passato, ma si sa noi marinai non siamo superstizioni, o almeno non poco!
Cesare