In un finale incredibile lo sloop di 17 metri francese L'Espirit d'Equipe, vincitore dell'edizione 1985/86 della Whitbread, ha battuto il velocissimo VO70 spagnolo Telefónica Black di soli 21 secondi in una regata costiera di 22 miglia, aggiudicandosi così la vittoria nella Volvo Ocean Race Legends Regatta di Alicante (Spagna), cui hanno preso parte i 16 scafi che hanno fatto la storia delle vecchie edizioni del Giro del mondo a vela. Un finale entusiasmante che si è consumato davanti a 600 imbarcazioni giunte da tutto il mondo.
L'inizio non è stato dei più memorabili: poco vento e regata annullata. Poi le condizioni meteo sono migliorate, e come per magia la calma piatta ha lasciato posto a 30 nodi di vento, che hanno offerto al secondo e decisivo giorno di gara uno spettacolo fantastico. Con le barche impegnate su un percorso costiero di circa 22 miglia, le vecchie glorie hanno dimostrato ancora una volta di saperci fare regalando spunti di gara che hanno mandato la folla (oltre 600 imbarcazioni da tutto il mondo) al settimo cielo. Morale: L'Esprit d'Equipe ha batutto di una manciata di secndi, appena 21, il VO70 Telefònica Black.
La barca
L'Esprit d'Equipe è unp sloop di 58 piedi (17,60 metri) vincitore della Whitbread del 1985-86. È uno scafo disegnato da Philippe Briand all'ora quasi sconosciuto che stupì tutti disegnando una barca che riusciva a planare prima di tutti gli altri concorrenti in gara. Il risultato? Con i venti portanti L'Esprit d'Equipe riusciva a guadagnare miglia anche rispetto a barche di dimensioni ben maggiori. Da questa barca Briand si ispirò per realizzare la mitica serie dei Mary Cha che lo consacrarono definitivamente nell'Olimpo dei designer più ambiti.
La vittoria su Telefònica Black VO70 di trent'anni più giovane è clamorosa. Il merito oltre alla velocità intatta di L'Esprit d'Equipe è anche del suo skipper Lionel Péan, che ha ricevuto il prestigioso Sir Peter Blake Trophy durante la cena di gala finale, le sue parole sono state: "Una giornata stupenda per navigare, con una brezza che è arrivata fino a trenta nodi sulla raffica. Abbiamo anche scoppiato uno spi. Sapevamo che sarebbe stata una lotta serrata contro le barche più moderne. E infatti siamo riusciti a vincere solo per 21 secondi. Credo che sia positivo per l'evento che abbia vinto una barca "vecchia" di quasi trent'anni fa. Sono stati un giorno e un evento bellissimi, e abbiamo vissuto intensamente la regata a bordo di l'Esprit d'Equipe..."
Classifica finale con i tempi della Volvo Legends Regatta
1. L'Esprit d'Equipe 16:32:45
2. Telefónica Black 16:33:06
3. Charles Jourdan 16:36:34
4. Assa Abloy 16:37:56
5. Heineken 16:38:59
6. Rothmans 16:40:19
7. Berge Viking 16:40:41
8. Green Dragon 16:40:47
9. King's Legend 16:41:03
10. Fisher & Paykel 16:44:03
11. Dasher 16:46:53
12. Tauranga 17:01:50
13. Steinlager 17:07:08
14. GB II Whitbread Heritage Did not finish
15. Tyco (ritirata)
16. Gauloises III Did not finish
Ecco le mitiche barche che hanno partecipato alla Volvo Legends Regatta di Alicante (Spagna) dal primo al 5 novembre:
1. Tauranga, Swan 55 (1973-74)
2. Adventure, Maxi (1973-74 1977-78)
3. Great Britain II, Maxi ketch 77' (1973-78)
4. Kings Legend, Swan 65 (1977-78)
5. Berge Viking, Swan 57 (1981-82
6. Gauloises III, 62' sloop (1981-82)
7. L'Esprit d'Equipe, sloop (1985-86)
8. Rothmans, Maxi sloop (1989-90)
Gandalf ex Tauranga, Swan 55.
9. Charles Jourdan, Maxi sloop (1989-90)
10. Steinlager 2, Maxi Ketch (1989-90)
11. Fisher & Paykel, Maxi ketch (1989-90)
12. Heineken (1993-94)
13. Assa Abloy, Volvo Ocean 60 (2001-02)
14. Telefónica Black, Volvo Open 70 (2008-09)
15. Green Dragon, Volvo Open 70 (2008-09)
16. Tyco (1988-89)
Great britain 2, il maxi 77', unica barca ad aver partecipato per ben cinque volte consecutive alla Whitbread Round the World Race.
La Volvo Legends regatta
Se vi capita di guardare delle immagini di barche ed equipaggi che navigavano negli anni '70 vi verrà automatico fare un paragone con i giorni nostri (nella foto a sinistra Adventure che ha preso parte alle regate del 1973-74 1977-78). Gli scafi avevano linee certamente bellissime, caratterizzati da un alto dislocamento con attrezzature pesanti e dure da manovrare. I velisti navigavano con il maglione di lana (anche più di uno) e una cerata che non era altro che uno strato in PVC. In quegli anni, precisamente nel 1973, partiva da Southampton la prima edizione del Giro del Mondo in equipaggio, la famosa Whitbread.
Un evento che oggi sembra epico perché a partecipare non erano barche da regata avveniristiche, ma scafi pensati per la crociere. La prima edizione fu vinta dal leggendario Sayula II, uno Swan 65 del miliardario messicano Ramon Carlin: oltre 30 tonnellate di dislocamento per un'imbarcazione lunga meno di 20 metri. Anche tre barche italiane presero parte a quel giro del mondo, Doi Malingri con CS&RB, un prototipo di 15 metri, Erik Pascoli su Tauranga, un normale Swan 55 e Giorgio Falck che si classificò al quinto posto con Guia I, lungo appena tredici metri e costruito in cedro del Libano su progetto di Sparkman&Stephens. Da quell'anno la Whitbread divenne una delle regate più dure del mondo e la più ambita dai velisti più temerari.
Una regata dedicata alle leggende
In occasione della partenza del prossimo giro del mondo (Volvo Ocean Race) ad Alicante, il 2 novembre c'è il primo raduno delle vecchie glorie che hanno partecipato a questa fantastica regata. Si sfidano tra le boe miti come Steinlager II e Rothmans (nella foto di apertura); tra i testimonial è sicuramente presente il veterano di quattro edizioni Skip Novak, la cui storia include anche il ruolo di skipper di Drum, la barca della rock star Simon Le Bon, nel 1985/86 e la creazione del primo team russo, Fazisi, nel 1989/90. Insomma, se volete anche voi fare parte della storia della regata più dura del mondo, non potete mancare ad Alicante.
Sayula II, lo Swan 65, vincitore nel '73 del primo giro del mondo in equipaggio.
L'evoluzione di una regata mito della vela.
Dal 1973 a oggi sono cambiate molte cose, prima si correva con barche normali, oggi con mostri del mare.
1973- 1974 Inizia l'avventura: si partecipa con semplici barche di famiglia
Alla prima edizione regatano barche "normali", tanto che vince lo Swan 65 Sayula II. Le tre barche italiane sono Guia I di Giorgio Falck (nella foto, il 13 metri in cedro disegnato da Sparkman&Stephens per il Mediterraneo), Tauranga portato dallo skipper Erik Pascoli (uno Swan 55) e CS&RB di Doi Malingri (il prototipo dei Koala 50).
1985-1986 Arriva il professionismo: ormai per vincere serve un prototipo
"La Whitbread non è più come prima" (quante volte è stata pronunciata questa frase! Praticamente a ogni nuova edizione). Il 1985, tuttavia, con l'arrivo dei grandi sponsor, è proprio l'anno del passaggio ai prototipi (nella foto, Cote d'Or, il 25 metri in Kevlar-carbonio di Tabarly) disegnati e costruiti appositamente per vincere la regata.

1993-1994 Cambiano le barche: devono essere della stessa lunghezza e peso
Chi ha la barca più grande vince. Il giro del mondo ha preso una brutta piega. Così, nel 1993, nasce una classe con la regola della box rule (limiti massimi al peso, lunghezza, larghezza, superficie velica). Nelle edizioni del '93-'94, '97-'98 e 2001-'02 ci sono i VOR 60 (nella foto, Winston del '93), lunghi 19 metri; dal 2005 gli Open 70 (21,5 m). 
Il primo e l'ultimo
Nella foto grande in bianco e nero (in alto) Sayula II, lo Swan 65, vincitore nel '73 del primo giro del mondo in equipaggio. A destra Ericsson 4, trionfatore all'ultima edizione della stessa regata nel 2009, oggi Volvo Ocean Race.


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