Clamoroso furto nel mar ligure. Un uomo stava pescando sul suo Crownline 260 (8,13 metri) al largo di Camogli quando è stato avvicinato da due uomini in gommone, che dopo essere saliti a bordo del motoscafo con un trucco, lo hanno minacciato con una pistola e se ne sono andati via a bordo dell'imbarcazione, lasciandolo sul gommone in balia delle onde. Per fortuna del pescatore, i due hanno pensato bene di lasciargli cellulare e dotazioni di bordo. La Capitaneria si è data da fare e lo scafo è stato ritrovato affondato a poche miglia di distanza: degli uomini nessuna traccia. Mistero.
ARREMBAGGIO PASQUALE
Anche in Liguria, a quanto pare, ci sono i pirati, seppur imbranati. Nella serata di Pasqua, il signor Giancarlo Orizi, operaio specializzato genovese di 50 anni, stava pescando a bordo del proprio Crownline 260 CR, un veloce 8,13 metri sfornato dal cantiere di Whittington (Illinois), due miglia al largo di Camogli quando è stato avvicinato da due uomini in gommone. I due hanno chiesto assistenza al pescatore che, come prevede la legge del mare, si è subito adoperato per farli salire a bordo dopo aver lanciato loro una cima.
PIRATI D'ACQUA DOLCE
Una volta a bordo del motoscafo, i "pirati" hanno estratto una pistola e hanno intimato a Orizi di salire sul gommone e, una volta sciolta la cima, se la sono squagliata a tutta birra lasciando il poveretto in mezzo al mare. Ma, dicevamo, si è trattato di un furto maldestro: non solo i due hanno lasciato al pescatore il cellulare, subito utilizzato da Orizi per avvertire la Capitaneria di porto, ma non hanno neanche pensato di eliminare dal gommone le dotazioni di sicurezza. Per i soccorritori è stato facile trovare la vittima del furto, seguendo il segnale dei razzi.
IL MISTERO DEL RITROVAMENTO
La Capitaneria ha immediatamente provveduto a diramare l'identikit dell'imbarcazione rubata, come peraltro hanno fatto anche la Polmare e i carabinieri, che hanno attivato la squadra nautica. Del Crownline, però, nessuna traccia. Strano, per una barca che, a serbatoi pieni, ha un'autonomia di sole sei ore: lo scafo è stato ritrovato adagiato sul fondale davanti a Genova, nelle acque antistanti Corso Italia. Dei due uomini però nessuna notizia. Un bel giallo: che fine hanno fatto? Si sono liberati del mezzo sentendosi braccati dalle forse dell'ordine? Si tratta di un bluff, o di un'intimidazione? Sta di fatto che dopo il clamoroso furto di qualche giorno fa, quando un 35 metri si era volatilizzato dalle banchine della Marina di Genova Aeroporto, bisogna stare molto attenti. In Liguria spariscono barche!
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