Le parole di Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina, pubblicate sul Corriere della sera il 28 aprile scorso non sono cadute nel dimenticatoio. Finalmente il Governo, nel decreto Legge Sviluppo, ha dedicato alcune norme al settore della nautica, che, dati alla mano, rappresenta la quinta fonte di entrate del bilancio italiano.
Il primo dei cinque punti fondamentali sulla nautica nel decreto rappresenta un'importante novità: la proposta di destinare le aree portuali inutilizzate alla nautica da diporto, ricavando (secondo le previsioni di Governo e Ucina) circa 40.000 posti barca e 10.000 nuovi posti di lavoro nei servizi. Un provvedimento a favore della piccola e media nautica da diporto: potranno essere trasformate in banchine e porticcioli turistici le aree considerate non strategiche, ovviamente, per lo sviluppo mercantile e commerciale.
A questa novità si ricollega il secondo punto: l'eliminazione della licenza edilizia per la costruzione di pontili galleggianti. Basterà ottenere la concessione demaniale e la valutazione positiva di impatto ambientale: "Fino ad oggi il sistema era farraginoso ? ha spiegato Albertoni ? ed iniquo. I pontili galleggianti sono strutture amovibili. Era come se una roulotte in un campeggio, oltre all'affitto della piazzola, avesse dovuto pagare anche la concessione edilizia".
Bene, ma come attrarre investitori? Per il senatore Luigi Grillo il project financing rappresenta la strada giusta: "Abbiamo inserito nel decreto, all'art. 7, una norma nuova per favorire l'ingresso dei privati nella realizzazione di infrastrutture. Il privato potrà, a sue spese, proporre di costruire e gestire un'opera non prevista del piano regolatore del comune in questione. Se l'amministrazione locale valuterà la proposta positivamente, l'ente privato godrà dello status di promotore dell'iniziativa e c'è la possibilità ? a discrezione dell'ente pubblico - che ottenga la prelazione nel successivo bando di gara".
Anche la realizzazione di porticcioli a secco rientra nelle agevolazioni previste dalla proposta. Altra norma di indirizzo programmatico inserita nel decreto è quella relativa all'individuazione di "regole comuni" per le concessioni portuali turistiche: spetterà ad un successivo accordo tra Stato e Regioni la determinazione di tali regole, come ad esempio la durata temporale delle concessioni.
Nel decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 10 maggio e che verrà convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, sono contenuti anche provvedimenti in favore della grande nautica: la modifica degli articoli 1 e 2 del Codice della Nautica da Diporto, con l'inserimento in quest'ultimo delle imbarcazioni superiori ai 24 metri, fino ad oggi soggette alle regole stabilite dal Codice della Marina Mercantile (una notevole semplificazione tecnica: ad esempio, per entrare ed uscire dal porto, una barca superiore ai 24 metri doveva necessariamente chiedere l'intervento di un pilota). Infine, un ulteriore passo avanti riguardo alla normativa relativa ai trasporti eccezionali, diventati prassi soprattutto per i grandi cantieri dislocati in aree territoriali lontane dal mare (Ferretti e Azimut, ad esempio).
Da ora il permesseo di trasporto eccezionale sarà ripetibile per imbarcazioni di dimensioni uguali e per la stessa tratta stradale. Fino ad oggi per ogni trasporto il cantiere doveva far fronte ad un lungo iter burocratico reso ancor più impervio dalla giungla delle competenze: Anas, Comuni, Regioni, Vigili e via dicendo. Questa piccola ma importante semplificazione diminuisce il gap che ci separa da competitors di settore quali Francia e Germania. I particolari di questo punto verranno promulgati in un successivo decreto attuativo.
Eugenio Ruocco
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