Il Mediterraneo si mette in mostra al Palazzo Ducale di Genova

[pubb.: 2011-02-01 12:27:48]
Il Mediterraneo si mette in mostra al Palazzo Ducale di Genova

Il Mediterraneo raccontato attraverso lo sguardo di Monet, Cézanne, Matisse e molti altri pittori, noti e meno noti, che hanno caratterizzato l'arte di Otto e Novecento. Un viaggio ideale da percorrere in silenzio, facendosi piccoli piccoli, passando da una tela all'altra.

La scoperta di angoli suggestivi e di una dimensione intimista che allude all'ignoto dell'esistenza è assicurata. Perché qui il mare è un giardino incantato e ogni dipinto una visione unica in grado di evocare il suo indiscusso potere ipnotico. L'appuntamento è a Genova, nelle sale di Palazzo Ducale sino al 1° maggio 2011


Marco Goldin, affermato storico dell'arte e abile curatore di "grandi eventi" capaci di interessare un pubblico eterogeneo, ha ideato un singolare percorso espositivo di ottanta opere (molte delle quali inedite per l'Italia) che raccontano il Mediterraneo: da Courbet a Monet a Matisse. Un "itinerario magico dentro il colore" che da Turner a Friedrich, passa per la Scuola di Marsiglia, l'Impressionismo e approda nel Novecento di Pierre Bonnard e Chaïm Soutine. Un viaggio che racconta la dimensione spirituale sperimentata dall'uomo innanzi al mare e che facilita un processo di immedesimazione spontanea per chiunque sia legato al Mediterraneo da affinità elettive, siano esse derivate da passioni contemplative o da velleità marinare.

Se comune è il sentire dei pittori, diverso è il modo di rappresentare. Ecco undici delle opere più rappresentative presenti alla mostra, scelte dalla nostra Stefania Mattioli.


Henri Matisse (1869 Le Cateau - 1954 Nizza)

Nizza, Quaderno nero, 1918
Winterthur, Villa Flora

Matisse, fondatore del "movimento" Fauve, aspira un'arte equilibrata e pura, un'arte che non inquieti né turbi: "desidero che l'uomo stanco, oberato e sfinito ritrovi davanti ai miei quadri la pace e la tranquillità". Ambisce ad "un'arte che sia comprensibile a tutti", fatta di colori puri, dissonanti e di pennellate ampie. Per lui il mare è un elemento accessorio alla composizione, qualcosa da osservare attraverso la finestra.


Claude Monet (Parigi 1840 - Giverny 1926)
Cap d'Antibes, Mistral, 1888
Boston, Museum of Fine Arts



Claude Monet (Parigi 1840 - Giverny 1926)
Veduta di Bordighera, 1884
Los Angeles, The Armand Hammer Collection

Padre indiscusso dell'Impressionismo francese, Monet è capace di dipingere il vento frammentando la luce e l'aria in mille guizzi di colore. Attraverso la sua tavolozza limpida e pura tende a rappresentare l'impressione della natura aspirando alla messa in scena di un paesaggio in movimento. Il mare per lui è un'atmosfera congeniale alla sperimentazione pittorica.


Gustave Courbet (Ornans 1818 - Vevey 1877)
La spiaggia a Palavas (particolare), 1868
Montpellier, Musée Fabre



Gustave Courbet (Ornans 1818 - Vevey 1877)
Marina, 1865 circa
Houston, The Museum of Fine Arts

Courbet è convinto che "la pittura sta nella pittura" e non nel soggetto rappresentato. Per questo egli non ama idealizzare né figure né paesaggio, bensì intende raccontare la realtà così come la vede. La sua vocazione al realismo è autentica, egli riproduce sulla tela, plasmando il colore, ciò che lo circonda. Il mare per lui è un paesaggio concreto, vivibile e l'uomo che saluta l'orizzonte un inno alla natura e all'ignoto.


Paul Cézanne (Aix en Provence 1839 -1906)
Rocce all'Estaque, 1882
San Paolo, Museu de Arte de São Paulo Assis Chateaubriand

Per Cezanne la natura è qualcosa da leggere e ricostruire sulla tela: "realizziamo le nostre impressioni con un'estetica al contempo personale e conscia della tradizione". Autodidatta, usa la pittura per indagare i rapporti fra cose e spazio e li traduce geometricamente sulla tela attuando quel processo conclusivo dell'impressionismo che aprì le porte al Cubismo.


Georges Braque (Argenteuil 1882 - Parigi 1963)
Il porto de L'Estaque, 1906
Zurigo, Stiftung Sammlung E. G. Bührle

Braque sperimenta l'uso del colore puro secondo la filosofia della pittura Fauve. Stabilisce così delle relazioni compositive fra gli oggetti basati su proporzioni metriche. Il suo approccio all'arte è quasi scientifico e si basa su metodo e rigore. Dal 1907 al 1914 lavora gomito a gomito con Picasso con il quale condivide la poetica cubista. Insieme rompono ogni legame con la tradizione e con le regole della prospettiva: portano in primo la terza dimensione per vedere in egual misura ciò che è in lontananza o che non si vede affatto (anche se volumetricamente sappiamo che c'è).


Paul Signac (Parigi 1863 - 1935)
Antibes, Mattino, 1914
Varsavia, Muzeum Narodowe w Warszawie

La pittura per Signac è un virtuosismo stilistico-scientifico. La sua ricerca si basa sugli studi della percezione, ossia i processi con cui si fa l'esperienza del reale. L'esito è dato da una tavolozza fatta di colori complementari giustapposti sulla tela con pennellate simmetriche e precise. "Allievo" di Monet, esaspera la rappresentazione dell'atmosfera (luce-aria) trasformando ogni paesaggio in una visione caleidoscopica.


Felix Vallotton (Losanna 1865 - Parigi 1925)
Il porto di Marsiglia, 1901
Svizzera, collezione privata

Pittore sensibile, vicino alla poetica Nabis (in ebraico Profeti), Vallotton aderisce al sintetismo impressionista-simbolista di Paul Gauguin e di Toulouse-Lautrec che considera pittori-guida. La sua aspirazione è ottenere paesaggi scanditi dall'equilibrio fra una sintesi oggettiva e una deformazione soggettiva della visione.


Albert Marquet (Bordeaux 1875 - Parigi 1947)
Il porto di Saint-Tropez, 1905
Winterthur, Villa Flora, Fondazione Hahnloser-Jaeggli

Seguace meno noto di Matisse apparteneva al gruppo Fauve.


Eugéne Boudin (Honfleur 1824 - Deauville 1898)
Il porto di Antibes, 1893
Nizza, Museé des Beaux-Arts (deposito del Museé d'Orsay, Parigi)

Particolarmente abile nel dipingere marine, Boudin è stato un pittore illuminato. Raffinato precursore impressionista conquistò la stima di Monet che si ritenne debitore nei suoi confronti: "se sono diventato pittore lo devo a Eugéne Boudin, è a lui che devo l'educazione definitiva del mio occhio".

>> Guarda anche Il mare nei quadri d'autore

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