L'ex "baffo" più famoso della vela racconta le sue impressioni sui movimenti della nuova America's Cup al nostro Andrea Falcon. Paul Cayard, attualmente a capo del team svedese di Artemis, dall'11 al 15 aprile sarà alle regate degli AC 45 di Napoli, la città che lo ha visto trionfatore nel 1989 a bordo di "Brava" di Pasquale Landolfi. Lo skipper statunitense non vede di buon occhio l'alleanza tra Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand. I kiwi hanno offerto al team di Bertelli i loro progetti per consentirgli di costruire in fretta il proprio catamarano, ma Cayard dice che: "Le regole devono essere uguali per tutti".
Dall'11 al 15 aprile si disputerà a Napoli il primo evento del 2012 delle America's Cup World Series con gli AC 45. Paul Cayard, oggi a capo del team svedese di Artemis (che in Coppa America ricopre anche il ruolo di Challenger of Record), torna quindi da grande protagonista nella città che ha dato inizio alla sua fantastica carriera. A Napoli, infatti, nel maggio del 1989, dove festeggiò anche il suo trentesimo compleanno, vinse la One Ton Cup a bordo di Brava di Pasquale Landolfi, timonata da Francesco De Angelis. Subito dopo Raul Gardini gli affidò il ruolo di skipper de Il Moro di Venezia nella sfida alla Coppa America del 1992 e l'Italia intera si innamorò di quel velista americano con i baffi (che da qualche mese si è però tagliato), che si faceva volere bene parlando sempre in italiano.
BELLA NAPOLI
"Ho dei bellissimi ricordi legati a Napoli, dove ho vissuto una parte importante della mia carriera", racconta Paul Cayard. "Pasquale Landolfi era un mio grande amico ed era napoletano. Proprio nella sua città riuscimmo finalmente a vincere la One Ton Cup con Brava, timonata da un altro napoletano, Francesco De Angelis, e Landolfi riuscì a conquistare un trofeo che inseguiva da tempo". Purtroppo oggi Pasquale Landolfi non c'è più, ma Cayard è rimasto ancora molto amico con De Angelis, con il quale ha regatato insieme per molti anni su Brava e che ha poi anche ritrovato da avversario, quando era skipper di America One, nella celebre finale della Louis Vuitton Cup del 2000 ad Auckland (Nuova Zelanda) contro Luna Rossa. Una Luna Rossa che ancora oggi gli da qualche grattacapo.
CONTRO L'ALLEANZA
Paul Cayard, infatti, non è d'accordo sull'alleanza tra Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand in vista della Coppa America del 2013 (che si disputerà a San Francisco con i catamarani della classe AC 72). I neozelandesi hanno offerto al team di Bertelli (che si è iscritto con notevole ritardo) i progetti della loro barca per consentirgli di costruire in fretta il proprio catamarano (che infatti è già in fase di realizzazione presso il cantiere Persico di Bergamo). In questo modo Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand potranno navigare insieme con due barche uguali e ricavare dati molti utili allo sviluppo e alla realizzazione del secondo catamarano (il nuovo regolamento permette a ogni team di costruire al massimo due barche nuove). Artemis ha presentato una protesta alla Giuria dell'America's Cup che, però, è stata respinta. Neozelandesi e italiani potranno quindi svolgere test congiunti; l'unica cosa che gli è stata vietata di fare, è lo scambio di dati telemetrici.
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"La decisione della Giuria mi preoccupa molto", afferma Cayard. "L'alleanza tra Emirates Team New Zealand e Luna Rossa si basa su accordi che non sono previsti dal Protocollo della Coppa America e che non hanno nessun precedente nella storia dell'America's Cup. Certo, in passato è già successo che i team si siano allenati insieme, ma non come lo vogliono fare Luna Rossa e i neozelandesi (con un lungo programma di uscite in mare che durerà tutta l'estate in Nuova Zelanda, il nostro inverno, ndr) allo scopo di condividere il progetto delle proprie barche". La decisione della Giuria di non consentire lo scambio delle telemetrie, non soddisfa Cayard. "Ogni velista sa che il modo più elementare per ottenere informazioni per il progetto di una nuova barca è l'osservazione. Ma la Giuria dell'America's Cup ha affermato che l'osservazione non è un metodo per raccogliere informazioni sulle prestazioni delle barche. Questo è assurdo e, quindi, da parte nostra la storia non finisce qua. Ci rifaremo avanti per ottenere un altro giudizio da parte della Giuria".
Cayard non vuole impedire a nessuno di preparare al meglio la propria sfida alla Coppa America, ma vuole che le regole siano uguali per tutti. "Io ho il massimo rispetto per Luna Rossa e sono molto contento che alla fine abbia deciso di partecipare alla prossima Coppa America, una regata che ha bisogno della presenza e della classe di Patrizio Bertelli. Voglio solo che tutti i team possano giocare le stesse carte, perché Artemis e Oracle Racing stanno lavorando per conto proprio, autonomamente e non hanno pensato ad un'alleanza anche dopo la decisione della Giuria".
A LUGLIO IN ACQUA IL PRIMO AC 72
Il Protocollo della 34esima America's Cup non permette a nessun team di varare i nuovi AC 72 prima del 1° luglio 2012. Oracle Racing, Artemis, Emirates Team New Zealand e Luna Rossa ne stanno tutti costruendo uno, sarà interessante vedere chi sarà il primo a metterne in acqua uno.
Andrea Falcon
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