maggio

Carthago Dilecta Est, è tempo di....Feluca's Cup!

[pubb.: 2012-08-02 17:18:04]
Carthago Dilecta Est, è tempo di....Feluca's Cup!
La "regata" delle feluche a Monastir

La classica uscita in mare con le feluche a Monastir, un classico tra i tanti eventi collaterali della Carthago Dilecta Est, si trasforma in una strana competizione dove tutti sono in regata, ma nessuno lo dice. Quest'anno c'è pure stato un disalberamento! Attenzione ai timonieri: dietro alla loro scorza di semplici pescatori tunisini, si nasconde l'animo di regatante. Qualcuno è addirittura un asso nelle competizioni di vela latina...

Monastir, 3 agosto
- Oggi è il giorno delle feluche, un classico tra i tanti eventi collaterali nell'ambito della Carthago Dilecta Est. Tutti i partecipanti alla regata (giornalisti inclusi) vengono imbarcati alle 8 di mattina sul pullman diretto a Monastir, dove in uno dei tanti piccoli porticcioli attendono le coloratissime imbarcazioni da pesca tunisine. In teoria si tratta solo di un'uscita in mare, ma il velista è agonista dentro e tutti, zitti zitti, tutti cercano di capire quale sia la barca migliore. Assieme ad altri colleghi, optiamo per una feluca azzurra, molto bella, timonata da un marinaio tunisino silenzioso, che ricorda un po' Peter Sellers ne "Oltre il Giardino".

ANCHE LE FELUCHE DISALBERANO

Su la vela, via di bolina: ci siamo attardiamo nella manovra, quindi gli "avversari" ci distanziano subito, ma una volta preso il passo, la nostra feluca pare avere una marcia in più, naviga stabile e senza scarrocciare di un centimetro, a differenza delle altre che scadono vistosamente: ci guardiamo soddisfatti tra colleghi, perché è arrivata la conferma di aver fatto la scelta giusta. Il timoniere rimane impassibile, bisbigliando giusto qualche ordine al figlioletto a bordo e niente più. C'è anche un altro uomo in equipaggio, cintuiamo subito essere "del mestiere": in poco tempo risaliamo la china fino alla seconda posizione, e il nostro skipper decide di rimanere più a terra rispetto alle altre barche, per cercare di riprendere la prima feluca. Ma il recupero non avviene certo per meriti tattici: i poveracci in testa disalberano (sic! "Forse era una bara troppo tirata, come alla Volvo Ocean Race?", me la rido sotto i baffi) poco prima di arrivare alla meta, il bellissimo susseguirsi di bassi fondali di Fadhelin, consentendoci la "vittoria" della regata. Su cinque scafi partecipanti ad arrivare quinto è quello con a bordo Santino Brizzi, tre campagne di Coppa America alle spalle: era l'unica feluca verde, vuoi vedere che la cabala, in barca, ha un qualche fondamento? Basta ricordarsi dei tanti spi verdi strappati da Paul Cayard a vantaggio di Luna Rossa (a bordo della quale c'era proprio un giovanissimo Brizzi) alla Louis Vuitton del 2000!

REGATANTI PROVETTI

Una volta alla fonda, fichi d'India e pane alle spezie per tutti, mentre ci bagnamo in acque cristallo che sanno tanto di Polinesia. Dopo lo stop paradisiaco, si torna in porto al lasco: avvicinandoci a una feluca avversaria, per scherzare, urlo "Acqua all'orza! Siamo ingaggiati", e il terzo membro dell'equipaggio, con mio grande stupore, mi fa notare che non è vero, non siamo ingaggiati. Scopro così che è un giudice della Federvela tunisina, un umpire specializzato in match-race. Mi racconta che anche in Tunisia si fa vela, le regate nazionali di optimist arrivano a contare 50 barche, mentre l'altura soffre, manca la cultura del diporto come la intendiamo noi. Anche il timoniere non è un pescatore qualunque: ci racconta che fa spesso regate di vela latina in giro per il Mediterraneo, all'ultimo evento internazionale di Stintino ha pure chiuso quarto su oltre 140 barche. Diventa automaticamente il mio eroe, gli chiedo se può regalarmi la maglietta che indossa (con l'effigie di una feluca) e l'uomo, con la generosità tipica dei tunisini, acconsente di buon grado (qualche dinaro di mancia viene dirottato sul figlioletto, che si è rivelato, durante le manovre, un vero marinaio). Segnarsi sul taccuino un ulteriore motivo per prendere parte alla Carthago: l'uscita in mare con le feluche, dove tutti regatano ma nessuno lo dice.

E.R.

 

Hammamet (Tunisia), 2 agosto - Dopo lo stop forzato del 2011, a causa della rivoluzione tunisina che ha portato alle dimissioni anticipate del presidente Ben Ali, torna la Carthago Dilecta Est, 330 miglia di regata no-stop da Fiumicino a Hammamet. Quest'anno ha vinto in tempo compensato (sia in IRC che in ORC) il Sun Fast 3200 Hakuna Matata di Massimo Zanotti, con a bordo Pietrino D'Alì, mentre in tempo reale ha tagliato per primo il traguardo il Class 40 Rosa di Mare con Andrea Fantini, Massimo Juris e Fabio Martinelli. Il 4 agosto partiranno le costiere nell'ambito della Tunisie Sailing Week. Ma la Carthago è qualcosa di più che una regata, è una finestra sulla Tunisia, paese bellissimo e ospitale che punta con decisione al rilancio del turismo.

"Avanti ragazzi, proviamo ancora una volta. Dove è la scotta del genoa di sottovento?". I ragazzi a bordo dell'X-362 Oxygen sono bendati, si stanno cimentando nell'ardua impresa di localizzare le manovre senza l'uso della vista, per migliorare gli automatismi di bordo in vista della Tunisie Sailing Week, che partirà il 4 agosto. A Port Yasmin, il marina di Hammamet (Tunisia) che nulla ha da invidiare, per servizi e dimensioni, ai porticcioli delle nostre coste, fa caldissimo. Si rasentano i 40 gradi sotto un sole filologicamente africano. Ma in banchina si lavora.



POCHI, MA BUONI

C'è Andrea Fantini (nome di spicco dell'ultima Jacques Vabre, giovane promessa ferrarese della vela oceanica) che insieme a Massimo Juris e Fabio Martinelli tira a lucido il Class 40 "Rosa di Mare" con cui due giorni fa ha vinto in tempo reale la quattordicesima Carthago Dilecta Est, 330 miglia da Fiumicino a Hammamet sotto l'egida organizzatrice del Circolo Velico Ventotene in collaborazione con l'ente del turismo tunisino; anche Santino Brizzi, veterano della Coppa America (ve lo ricordate nel 2000 a bordo del "Silver Bullet", la Luna che ci ha tenuto per notti intere incollati al televisore), prepara la barca per la Tunisie Sailing Week: Grifone IV, sorella minore del più competitivo Grifone III, è un Oceanis 51 della Guardia di Finanza, un barcone scuola in grado di regalare emozioni (ha chiuso al secondo posto in ORC) e di attirare un pro come Brizzi. A proposito di professionisti: a mettere un po' di ordine tra tanti "corinthians" c'è anche Pietrino D'Alì, che con il Sun Fast 3200 Hakuna Matata di Massimo Zanotti si è aggiudicato in compensato la Carthago 2012, sia in IRC che in ORC. A tagliare il traguardo tunisino sono state otto imbarcazioni: pochi ma buoni, verrebbe da dire. D'altronde non poteva essere altrimenti: il difficile momento economico che stiamo vivendo in Italia, unito al clima di incertezza sul futuro della Tunisia, hanno pesato non poco. Ma prima o poi bisognava ripartire e l'organizzazione non ci ha pensato un attimo: in futuro si ritornerà ai livelli di qualche anno fa, perché le prerogative ci sono tutte.

LA CARTHAGO COME DOLCE PRETESTO

La Carthago Dilecta Est, oltre a essere una regata d'altura degna di questo nome (330 miglia non sono uno scherzo e le oltre 63 ore impiegate da Rosa di Mare a completare il percorso ne sono la dimostrazione), è una finestra sulla Tunisia, paese bellissimo e ospitale. "Quello che odo la notte è il mare, sono le farfalle contro le finestre", scrive il poeta tunisino Khalèd Najar. La sera, il tè alla menta servito sotto le mura della fortezza della Medina di Hammamet, con il mare a fare da sfondo e una brezza che ti scuote l'anima, potrebbe valere da solo l'iscrizione alla regata. Poi ci sono Tunisi, il suo centro storico, il mercato del pesce e il souk, le rovine di Cartagine, il Museo del Bardo, con mosaici romani e bizantini incredibili, Sid Bou Said, un borgo molto pittoresco che sa di Andalusia e Grecia, e mille altri cantucci da sogno. L'anno prossimo, fateci un pensierino.

 


Eugenio Ruocco




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