Girare la penisola da Montecarlo a Venezia a 51,3 nodi, percorrendo 1141 miglia con un consumo di "soli" 5355 litri di gasolio. È la metà di quanto aveva ciucciato una barca identica (ma con una potenza doppia) che deteneva il record prima di Kerakoll. Come è stato possibile?
Tutte le imprese hanno i propri eroi e la Venezia-Montecarlo non fa eccezione, solo che questa volta non sono soltanto piloti, ma anche barche, motori e litri di gasolio... risparmiati!
Infatti il dato davvero clamoroso del record stabilito da Mario Invernizzi sulla rotta di collegamento delle due città, è stato il consumo: 5355 litri, con due motori FPT C90 da 650 cv, vale a dire meno della metà rispetto a quello del precedente detentore, che di litri ne aveva consumati ben 10800. Ma l'eccezionalità dell'impresa si allarga, se si pensa che i motori sono di serie e hanno spinto la barca FB Design 48 Stab Kerakoll, alla media di 51,3 nodi, ininterrottamente per 22 ore 13 minuti e 17 secondi, che è il tempo impiegato da Invernizzi e il suo equipaggio per percorrere le 1.141 miglia (se preferite 2115 km), che separano il Principato dalla città lagunare.
KERAKOLL, TUTTI I NUMERI DELLA BARCA DEL RECORD
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Il monocarena FB Design 48 Stab, contrazione di "stabilizzato", è un compromesso tra uno scafo rigido e un gommone, caratterizzato dai due elementi pneumatici a poppa che "restituiscono" parte dell'energia cinetica assorbita dalla sua interazione con le onde. Come i motori FPT, anche questa barca è prodotta in serie per le forniture militari. Lft. 14,54 m; larg. 2,64 m; disl. a vuoto 7000 kg.
Il motore FPT Cursor C90-650 è un sei cilindri in linea di 8,7 litri, distribuzione a 4 valvole per cilindro e un raffinato sistema di alimentazione con iniezione common rail a gestione elettronica. Potenza di 650 cavalli a 2530 giri/min, con una coppia motrice di 2.152 Nm a 1700 giri/min. Pesa solo 940 kg.
Le eliche di superficie Radice sono state studiate per le imbarcazioni veloci: barche da pattugliamento, competizione e soccorso. Queste eliche sono ideali per le alte velocità (oltre 70 nodi) e vantano caratteristiche costruttive e idrodinamiche uniche coniugate con un'alta resistenza.
L'equipaggio era composto da Mario Invernizzi, esperto pilota lecchese, affiancato da Peter Dredge, un altro "fedelissimo" della FB Design, compagno dello stesso Buzzi in tante imprese offshore. Al loro fianco, Antonio Binda, capomeccanico di provata capacità, grande conoscitore di tutte le barche del cantiere, e poi Roberto Rizzo, esperto informatico, a detta di Buzzi: "l'unico in grado di sintonizzare i tre Gps di bordo sulla medesima rotta". |
Il precedente record era stato stabilito nel 2004 da Fabio Buzzi con una barca simile, dotata però di una coppia di motori Isotta Fraschini turbodiesel, 12 cilindri, 20 litri di cilindrata e 1300 cv l'uno. Il geniale ingegnere aveva aggiunto anche questo primato al suo palmares coprendo la distanza da Venezia a Montecarlo in 23 ore e 55 minuti alla media di 47 nodi. Negli anni successivi si sono contati ben sei tentativi di batterlo, con tre scafi diversi, ma tutti hanno fallito. Del resto il Mediterraneo, si sa, è un mare bello quanto ostico, imprevedibile e capace di mutare in breve tempo, soprattutto in Tirreno dove il Mistral costituisce una variabile difficilmente prevedibile.
È toccato ancora a Fabio Buzzi, questa volta nel ruolo di team manager del pilota brianzolo Mario Invernizzi, dare l'assalto al proprio primato. Per farlo è però ricorso a un escamotage pensato proprio in funzione del meteo: partire da Montecarlo, così da essere certi del Tirreno "amico" e poi arrivare a Venezia risalendo un più prevedibile Adriatico. Regolamenti Uim (Unione Internazionale Motonautica) alla mano, la validità è la medesima, solo che la sfida si svolge sotto l'egida delle Federazione motonautica monegasca anziché italiana.
Leggi di più
>> COME TI FACCIO IL RECORD, IL RACCONTO DELL'IMPRESA
>> LA VENEZIA-MONTECARLO: LA STORIA DI UNA CORSA MITICA
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