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Alluvione in Liguria: la Polizia batte gli Sciacalli sul tempo

[pubb.: 2011-11-09 13:25:21]
Alluvione in Liguria: la Polizia batte gli Sciacalli sul tempo

Una delle Squadre Marittime della Polizia, che in questi giorni pattugliano il Mar Ligure per evitare lo sciacallaggio delle imbarcazioni strappate agli ormeggi dalle alluvioni dei giorni scorsi, è riuscita a rimorchiare un'imbarcazione al largo delle Cinque Terre, anticipando i maledetti sciacalli del mare che da giorni tentanto di "catturare" gli scafi finiti in mare aperto per rivenderli agli stessi impotenti proprietari, dopo la piena del fiume Magra. Il caso ha voluto che la barca si chiamasse Madama, appellativo (non troppo tenereo) usato nel gergo romano proprio per indicare la polizia.

La storia della "Madama" recuperata dalla Polizia

Il protagonista è un imprenditore di Parma la cui imbarcazione, ormeggiata nella foce del fiume Magra, era stata spazzata via dalla tragica piena del 25 ottobre scorso. Mentre le barche ormeggiate nei pressi del fiume Magra o alle Cinque Terre andavano alla deriva, in balia delle onde, è partita una caccia alla barca fatta da persone senza scrupoli, chiamati gli "sciacalli del mare" perché approfiottano delle sciagure per rubare alla gente impotente. C'è chi depreda e chi, profittando delle pieghe della legge, procede al recupero per ottenere il 10% del valore del natante, perché la "legge del mare" dice che ci trova tiene.

Così, contestualmente ai soccorsi, coordinati della Prefettura, il Questore di La Spezia ha disposto immediatamente un servizio di prevenzione "anti-sciacallaggio" ad opera delle Squadre Marittime e dei Sommozzatori del CNeS (Centro Nazionale della Poliza di Stato per le attività nautiche e subacquee). Proprio una di queste squadre nei giorni scorsi ha raggiunto Monterosso, dove la popolazione isolata attendeva cibo, medicine e soccorsi. Nella navigazione, sulla linea d'orizzonte, gli agenti hanno intravisto qualche imbarcazione alla deriva. Il loro mezzo, un gommone leggero, per quanto agile non era per nulla adatto al traio di altri natanti.

Gli agenti, pur valutando i rischi di una tale operazione, non ci hanno pensato due volte ed hanno agganciato una barca per poi trainarla con tutte le difficoltà immaginabili fino al molo della Polizia per metterlo al riparo. Curiosa coincidenza, nella scelta della barca da salvare, "Madama" (che nel gergo della malavita romana indica prorio la polizia). Naturalmente per il recupero di tutte le altre barche è stata attivata subito la Capitaneria di Porto. Una volta agli ormeggi sono scattati gli accertamenti che hanno condotto a rintracciare il proprietario, industriale di Parma. Singolare anche l'incontro tra il propretario e la polizia: mentre lui compilava il modulo di scomparsa negli Uffici della Capitaneria, un agente del CNeS cosegnava nello stesso ufficio la segnalazione del ritrovamento. Questa mattina, presso la base operativa del CNeS di La Spezia, l'industriale parmigiano è ritornato possesso, con grande soddisfazione della sua amata imbarcazione.

5 novembre 2011- Davvero un bel casino! L'alluvione in Liguria oltre che la pioggia ha portato gli sciacalli, che stanno prendendo di mira le barche travolte dal fiume Magra e strappate agli ormeggi delle Cinque Terre (circa 300). Gli scafi sono stati trasportati dalla corrente in due direzioni: verso Sestri Levante e verso la Corsica. I furbetti hanno il coltello dalla parte del manico, perché secondo la legge del mare, chi trova tiene. Ed è subito scattata la "caccia alla barca" per poter rivendicare questo diritto, incastrando i proprietari che sono così costretti a pagare un terzo del valore dello scafo; insomma se la devono ricomprare. Così ci racconta il nostro Eugenio Ruocco direttamente dal Levante Ligure, testimoniando lo squallore di chi si approfitta delle calamità per far soldi.

Ecco l'articolo completo tratto Liguria nautica news.com
Morti, feriti, danni alle abitazioni. Nell'alluvione dello spezzino, c'è chi ha perso tutto. Si dice che se qualcuno ha avuto danni per 10 mila euro, è stato fortunato. Ma non basta: alla tragedia di una terra distrutta, si aggiunge il fenomeno dello sciacallaggio. Non solo per quanto riguarda i negozi, ma anche per le imbarcazioni alla deriva travolte dalla piena del Magra, il cui numero è stimato tra le 200 e le 300 unità. E sono tanti, gli sciacalli.

Qualsiasi imbarcazione tu trovi in mare alla deriva, o abbandonata sulla spiaggia, diventa tua, questa è la legge del mare. E se il legittimo proprietario viene a reclamarla, deve comunque riconoscerti una cifra perché sei stato tu a trovarla. I furbetti in questo caso hanno il coltello dalla parte del manico. «Non c'è stato controllo da parte delle autorità competenti - denuncia Rossella Campice, titolare della Marina 77 di Ameglia (La Spezia) - e gli sciacalli hanno proliferato».

Per adesso il fenomeno è limitato solamente alle spiagge, perché le imbarcazioni alla deriva si sono riunite in forma di atollo al largo dell'isola del Tino. Ad ogni modo, si sta cercando di arginarlo per vie legali, adottando norme provvisorie atte a far sì che nessuno possa impossessarsi delle barche in mare, in quanto facenti parte di una calamità naturale e da restituire obbligatoriamente al legittimo proprietario. Al momento, comunque, il recupero delle imbarcazioni al largo risulta problematico, anche perché da stamani dovrebbe essere in vigore un bollettino di divieto di navigabilità: troppi i pericoli nell'acqua, dalle barche semisommerse ai container galleggianti.

Eugenio Ruocco

Ma le barche non sono finite tutte in mare: ecco dove sono le altre, sbattute oltre gli argini dalla piena del fiume Magra. "Ormeggiate" nel giardino di casa, spiaggiate come balene sugli argini distrutti, a testa in giù nell'acqua... Ce n'è per tutti i gusti tra le foto scattate dopo l'alluvione che ha colpito la Liguria negli ultimi giorni di ottobre, e che ha fatto esondare il fiume Magra. 10 vittime, tanti danni e tanta paura anche per le previsioni meteo che promettono un peggioramento nelle prime settimane di novembre. Scafi che sembrano statue, con un po' di cinismo anche comiche; abbandonate nelle pose più strane
dall'acqua, che quando mostra i muscoli fa sempre paura. Guarda l'intera fotogallery a destra della pagina.



"Acqua che non si aspetta altro che benedetta,
acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale.
acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte...
Nera che porta via che porta via la via
nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera"


Così cantava De André che da buon ligure aveva evidentemente avuto a che fare con le alluvioni, sempre frequenti in quella zona. Dolcenera è la canzone/sintesi perfetta di come l'acqua, da elemento di vita, possa far vedere la sua faccia peggiore. Una faccia mostrata in pieno durante le alluvioni di fine ottobre e inizio novembre nella zona tra La Spezia e Viareggio, tra Liguria e Toscana, dove la furia dell'acqua ha ucciso dieci persone, provocato migliaia di euro di danni: tra questi anche il ribaltamento di tante barche a vela e a motore, ormeggiate lungo gli argini del fiume Magra, esondato in più punti.



"Manca tutto: viveri, acqua, energia elettrica. Monterosso non c'è più!", questo il grido del sindaco della città sommersa dal fango e dall'acqua. Tutto lo Spezzino è da giorni sulle gambe, mentre le piogge che hanno rivoltato come un calzino case, strade e persino barche potrebbero tornare a farsi sentire anche nei prossimi giorni. L'inarrestabile flusso non ha risparmiato nemmeno chi sull'acqua ci galleggia, scaraventando imbarcazioni a motore e a vela nei posti più strani, come un bambino stanco dei suoi giocattoli.

Come si vede da queste foto
, che farebbero anche sorridere per le strane pose delle barche se non fosse per l'amarezza della tragedia consumata. il fiume Magra, da amico, si è trasformato in un braccio della morte pompato dai suoi muscoli d'acqua, tanto forte da ribaltare yacht di grandi dimensioni. È la stessa Guardia Costiera che ha riportato la notizia che un centinaio di barche ormeggiate lungo le rive del fiume, hanno strappato gli ormeggi e si trovano ora alla deriva in mare, nella zona tra la foce del fiume Magra e le Cinque Terre. Che cosa succederà adesso? Già immaginiamo le innumerevoli battaglie con le assicurazioni, i contenziosi e lo "scarica barile all'italiana" per capire di chi è la colpa, allungando senza dubbio i tempi di recupero delle imbarcazioni.



L'alluvione: come, dove e quando
I forti temporali si sono abbattuti su tutta la Riviera di Levante, in provincia di La Spezia. Alcuni paesi, come le Cinque Terre (tra cui Monterosso e Borghetto Vara), sono stati più colpiti di altri. Il fiume Magra, ingrossato dagli oltre 200 ml di pioggia, ha spaccato gli argini non solo in Liguria, ma anche in Toscana colpendo la zona della Lunigiana fino ad Aulla. Fortunatamente "Sono gia' disponibili 6,7 milioni per gli argini bassi del fiume Magra, nello spezzino, altri 2 milioni saranno destinati per le località nella sponda destra e per Battifollo", ha detto il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, al termine della riunione con tutti i sindaci delle città colpite.
Ma il rischio non sembra ancora passato, perché nei prossimi giorni e nel weekend del 4-6 novembre, tutta la Liguria potrebbe essere nel mirino di piogge e temporali molto intensi anche sulle zone interessate nei giorni scorsi.



Il fiume Magra
Il fiume nasce in Toscana a quota 1.200 m. tra il Monte Borgognone e il Monte Tavola, creando con il suo corso la Val di Magra. Il suo percorso di 70 chilometri lo porta verso la Liguria, dove confluisce con il Vara, riversandosi poi nel Mar Ligure con un ampio estuario situato tra Bocca di Magra e Fiumaretta, nel comune di Ameglia, sfociando all'altezza di Santo Stefano nell'ampia pianura alluvionale. Una zona che per caratteristiche geografiche, facilita anche le esondazioni dei corsi d'acqua.



Perché si formano questi temporali così forti?
Il forte temporale che ha colpito lo Spezzino è stato, in gergo meteorologico, un classico evento prefrontale, come quello che l'anno scorso colpì Sestri Ponente, ovvero autorigenerante. Questo è causato quando aria molto calda ed umida come il vento di Scirocco, viene a contatto con aria più fredda settentrionale, la Tramontana scura, proveniente dalla Pianura padana. Queste due masse d'aria, scontrandosi provocano violenti fenomeni che possono restare per ore sullo stesso posto.

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