maggio

Affondato da una baleniera il trimarano ecologico

[pubb.: 2010-01-08 14:23:26]
Affondato da una baleniera il trimarano ecologico

Aveva impiegato 60 giorni, 23 ore e 49 minuti per stabilire nel 2008 il record di circumnavigazione intorno al mondo. Sono bastati pochi secondi, nel corso di una feroce battaglia contro una baleniera in Antartide, per ferirlo a morte. Perché Earthrace, ribattezzato Ady Gil, il trimarano totalmente ecologico che da alcuni mesi faceva parte del gruppo ambientalista Sea Shepherd, è stato speronato il 6 gennaio dalla Shonan Maru, una nave usata dai giapponesi come scorta per le baleniere. L'urto, come si vede nella fotosequenza e nei video (guarda il video dalla baleniera, clicca qui! e quello ripreso da una barca appoggio, clicca qui!) che hanno fatto il giro delle televisioni di tutto il mondo, è stato violentissimo. Ma come si è arrivati a questo punto?

Le scaramucce tra la flotta di baleniere giapponesi e le barche della Sea Shepherd (oltre alla Ady Gil erano presenti anche l'ammiraglia Steve Irwin e la Bob Barker) erano iniziate già intorno a Natale, per poi farsi più intense negli ultimi giorni.

Una battaglia combattuta a suon di spericolate manovre e utilizzando "armi" particolari. I giapponesi contano su idranti, granate stordenti, onde sonore in grado di provocare danni alle orecchie. Gli ecologisti sparano invece bombe puzzolenti, laser luminosi e cercano, come bucanieri, di imbrigliare le eliche delle baleniere. Uno scontro in piena regola. La Sea Shepherd infatti è nata da una vera e propria scissione con il gruppo di Greenpeace, accusato di una politica troppo remissiva nei confronti dell'indiscriminata caccia alle balene da parte dei giapponesi, che ormai mascherano le mattanze come "spedizioni scientifiche"? È il sei di gennaio quando la Ady Gil si avvicina lentamente alla Shonan Maru. Gli ambientalisti stanno protestando in coperta, bersagliati dagli idranti della baleniera. Improvvisamente la barca giapponese cambia rotta e accelera, dritto contro la prua della Ady Gil. L'urto è assordante, i membri dell'equipaggio volano in aria come pupazzi. Il trimarano, costruito in kevlar e carbonio, è stato disegnato per correre e infilarsi tra le onde; non è in grado di reggere un colpo del genere. Infatti, la prua si stacca completamente, lasciando al suo posto un cratere. Subito la Bob Barker si accosta: gli ambientalisti sono scossi ma, a parte qualche costola rotta, sono in salvo. La situazione della Ady Gil però appare subito disperata. L'Australia e la Nuova Zelanda sono troppo lontane e Peter Hammarsedt, il primo ufficiale della Bob Barker, tenta una mossa disperata: trainare il trimarano fino in Antartide, presso un centro di ricerca francese. I cavi di traino, però, reggono solo 23 miglia prima di spezzarsi a causa dell'acqua che ormai riempie la Ady Gil. È il sette di gennaio. Il "mostro" ecologico, detentore del record di circumnavigazione intorno alla linea dell'Equatore, si inabissa per sempre.

Nato per entrare nella storia

Earthrace, questo il primo nome dell'Ady Gil, nasce nel cantiere Calibre Boats di Auckland il 24 febbraio 2006. È lungo 24 metri e largo 8, per un peso di solo 13 tonnellate. Una piuma in carbonio e kevlar, pensata per sposare la filosofia del wave piercing, attraversare le onde bucandole da parte a parte anziché scavalcarle. La propulsione è affidata a due Cummins MerCruiser da 540 cavalli che sfruttano esclusivamente carburanti biodiesel, ottenuti da semi di soia, di colza o di girasole. Tutto pensato per battere il record di circumnavigazione del globo seguendo la rotta dell'Equatore. Una serie di problemi tecnici sembra compromettere la sfida. Poi, finalmente, il 27 aprile 2008 Earthrace prende il largo da Sagunto, in Spagna, dove torna il 27 (numero fortunato?) giugno. Sessanta giorni, 23 ore e 49 minuti per percorrere 24000 miglia. Dopo il record Earthrace torna in Nuova Zelanda e viene acquistato da un mecenate (Ady Gil, appunto) che lo dona alla Sea Shepherd proprio perché, grazie alla sua velocità, può essere di grande aiuto nelle azioni di disturbo alle baleniere giapponesi.

La strage delle balene continua
In questo momento è in atto una moratoria che vieterebbe (o quantomeno dovrebbe regolare) la pesca delle balene. I balenieri giapponesi, per poterla aggirare, mascherano le loro mattanze come spedizioni di ricerca scientifica. Sarà per questo che le flottiglie sono composte da unità di scorta con a bordo vigilantes armati e da aerei spia noleggiati per tenere d'occhio le barche degli ambientalisti. Il tutto con il silenzioso assenso del governo australiano, che di quegli aerei permette l'uso a causa degli stretti rapporti economici con Tokio. Lo speronamento e l'affondamento della Ady Gil, si spera, potrebbe far cambiare qualcosa, perché ora il governo australiano non può più chiudere gli occhi. Alessandro de Angelis

Nelle immagini la sequenza dello speronamento della Ady Gil.

 




Trimarano tecnologico

data: 2010-01-18  17:33:56

Ora il solo modo per far sentire la nostra voce a Giapponesi e &C è non acquistare più nessun prodotto Giapponese .

commento di: Henry Uncini  (henry@uncini.net)
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