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AVVOLGIBILE O STECCATA?

[pubb.: 2008-04-22 10:21:37]
Una scelta sempre più importante per i crocieristi: una randa perfetta consente navigazioni sicure e facili. Ecco le tipologie e come orientarsi sul mercato

La randa è la vela più importante di un'imbarcazione: necessita quindi di una regolazione perfetta, facile e sicura. In questo articolo esamineremo, insieme a un esperto quale Roberto Spata, tutti i sistemi che vengono utilizzati per armarla, studiati per le imbarcazioni da crociera (ma non solo) così da non dare problemi nelle manovre di issata, ammainata e riduzione in caso di vento sostenuto. Premessa d'obbligo: il mercato è ormai diviso chiaramente in due parti: le rande steccate e quelle avvolgibili. Entrambe le tipologie vengono accompagnate da vari sistemi di attrezzatura che vedremo in seguito.

Rande steccate. Questa tipologia è caratterizzata dalla presenza di stecche che partono dalla balumina e che arrivano fino all'inferitura: viene utilizzata non solo in crociera ma anche in regata con obiettivi, evidentemente, totalmente diversi. Mentre per i racer la randa steccata serve essenzialmente a sostenere un allunamento più generoso rispetto a quello progettato per imbarcazioni normali (pensate alle imbarcazioni di Coppa America, a quelle che partecipano a regate oceaniche o ai maxi yacht tipo Alfa Romeo), per il diporto è utile al fine di avere una vela più facile da regolare, da issare e da ammainare. Infatti le stecche continue, che sulle rande da crociera solitamente sono cinque o sei per barche lunghe 45 o 50 piedi e non sono necessariamente rastremate, contribuiscono a creare un'ossatura rigida che consente una minor deformazione della vela sotto carico. In più l'ossatura mantiene meglio la forma senza dover ricorrere alle frequenti regolazioni che si effettuano sulle rande tradizionali con stecche corte. Le stecche continue vengono posizionate in modo parallelo al boma in modo da facilitare la manovra di presa delle mani di terzaroli. Ovviamente pesano di più di quelle corte: questo, insieme al fatto che la vela possegga la già citata ossatura rigida, contribuisce in maniera determinante a una maggiore facilità nell'issata (data la sua stabilità) e nell'ammainata, perché è più pesante e si appoggia quasi già piegata a soffietto sul boma. Ecco perchè è sempre meglio dotarlo con i lazy jack. Particolare importanza riveste il sistema di connessione della randa all'albero, in pratica a come l'inferitura va fissata all'albero stesso. Ne esistono di varie tipologie e con costi molto differenti tra loro.

Garrocci. I più semplici, e sicuramente i meno costosi: generalmente in materiale plastico vengono quasi sempre compresi nel prezzo della vela e non necessitano del montaggio di nessun accessorio aggiuntivo. Questa soluzione è sicuramente la più economica ma anche quella che può comportare qualche problema in navigazione. Infatti per issare e ammainare la randa è necessario mettersi perfettamente contro vento; diversamente, i garrocci tendono a mettersi di traverso all'interno della canala dell'albero creando degli attriti notevoli e, nella peggiore delle ipotesi, addirittura si bloccano non consentendo lo scorrimento dell'inferitura.

Garrocci simili ai carrelli. Si tratta di quei carrelli che possono essere utilizzati come dei garrocci evitando sempre il montaggio sull'albero di una rotaia; in pratica hanno degli inserti che consentono al carrello stesso di entrare nella canala e la cui parte anteriore possiede delle sfere che si appoggiano alla faccia posteriore dell'albero consentendo un discreto scorrimento dell'inferitura nel corso delle varie manovre. Vista la mancanza dell'obbligo di dover montare una rotaia sull'albero, è un sistema abbastanza economico e soprattutto poco impegnativo in termini di dispendio di tempo. Il funzionamento è più che discreto soprattutto se utilizzato su imbarcazioni di taglia medio-piccola (fino a 40-45 piedi) anche se non può essere certo paragonato ai vari sistemi che richiedono l'ausilio di una rotaia sull'albero.

Rotaia e carrelli. Sicuramente è il sistema che fornisce le migliori garanzie di funzionamento, di comodità e di durata anche se i costi, ovviamente, lievitano. è intuitivo infatti che la presenza di una rotaia montata sull'albero, sopra la quale scorrono dei carrelli, facilita enormemente lo scorrimento dell'inferitura durante le manovre necessarie all'issata, all'ammainata e alla presa delle mani di terzaroli. In più durante tali manovre, ci si può permettere di stare perfettamente in filo al vento, ma occorre munirsi dei "provvidenziali" lazy jack. Praticamente ogni azienda produttrice di attrezzatura di coperta vanta una propria versione del sistema: esistono rotaie che possono essere sia incollate sia avvitate all'albero e carrelli che possono scorrere sia su sfere sia su pattini prodotti in materiali speciali, che permettono un ottimo funzionamento del carrello stesso. Vista l'ampia scelta disponibile, è difficile consigliare quale sia il migliore compromesso qualità/prezzo anche perché, forse mai come in questo caso, più il sistema è costoso e maggiori sono le garanzie ottenute. Evidente che una rotaia avvitata sull'albero e sulla quale scorrono dei carrelli a sfere garantisca il miglior funzionamento e la maggior durata possibile! Per coloro che infine utilizzano la propria imbarcazione prevalentemente per il diporto ma che non disdegnano di cimentarsi nell'agonismo, esistono anche delle rotaie con doppia canala che permettono l'utilizzo dei garrocci o dei carrelli, per la randa da crociera, come di un normale gratile per le rande da regata.

Il taglio della vela. La tipologia della randa steccata non richiede accorgimenti particolari in fase di progettazione: si può disegnare una vela sia a ferzi orizzontali sia radiale. Ma comunque sia, bisogna fare attenzione ai particolari. La connessione dei garrocci o dei carrelli alla vela deve essere particolarmente robusta e di facile intercambiabilità in caso di rotture. La quantità di allunamento non deve essere eccessivo soprattutto nella parte alta, per evitare che la randa tocchi e/o si incastri nel paterazzo durante virate e/o strambate. La quantità dei garrocci intermedi (che sono quelli presenti tra una stecca e l'altra) soprattutto in corrispondenza delle mani di terzaroli e in genere nella parte bassa della vela, non possono mai essere in numero singolo. Il motivo? Sarebbero sottoposti a dei forti carichi con rischio di rottura dalla vela sia quando la randa è completamente issata e utilizzata con vento forte sia quando viene presa la mano stessa. Sono piccoli e semplici accorgimenti che però possono fare la differenza tra una vacanza rovinata da un'imprevista rottura e il piacere di navigare in sicurezza anche in condizioni di vento sostenuto. Scontato ma lo ricordiamo: mai iniziare la crociera senza aver testato, nel modo più impegnativo possibile, il sistema appena installato.

Rande avvolgibili. Sono diffusissime sulle barche da charter e spesso anche su quelle da crociera, se all'inizio apparivano come sistemi meccanici poco affidabili e troppo "velistici". Ora grazie a nuovi ingegnerizzazioni rappresentano il massimo dal punto di vista della comodità. Ovviamente, chi decide di adottare questo sistema deve essere consapevole che le prestazioni rispetto a una randa tradizionale o steccata diminuiranno. Il comfort proviene essenzialmente dal fatto che è sufficiente agire su una cima (o addirittura su un bottone che aziona un sistema elettrico nel caso di imbarcazioni di grandi dimensioni) per effettuare le manovre di issata, ammainata o presa delle mani di terzaroli. Non è poco...

I modelli sul mercato. Due sono le tipologie: quelle che possono essere avvolte all'interno dell'albero e quelle che "scompaiono" all'interno del boma. Originariamente, e in gran parte ancora adesso per evitare problemi, le rande avvolgibili non avevano stecche proprio per evitare che potessero incastrarsi, sia in issata che in ammainata, all'interno dell'albero o del boma. Da qui l'impossibilità di disegnare una vela con alcun allunamento proprio per la mancanza delle stecche atte a sostenerlo: da qui la differenza di prestazioni della vela che è molto più marcata di quanto si possa immaginare. Per ovviare al problema, le Case produttrici, spesso in collaborazione con i velai, hanno cercato di ovviare al problema creando sistemi con la fessura nell'albero o nel boma più larga fatta in modo tale che eventuali stecche possano non incastrarsi. Sono nate così rande con stecche verticali per sistemi avvolgibili nell'albero che seppur non riusciranno mai a consentire la progettazione di una vela con un allunamento "normale" hanno permesso un netto miglioramento delle performance. Per le rande avvolgibili su boma è sicuramente più semplice utilizzare le stecche, ma i sistemi avvolgibili di questo tipo sono adatti soprattutto a barche almeno sopra i 50', date le dimensioni notevoli che dovrà assumere il boma stesso. Alcune aziende però hanno realizzato anche innovativi boma (i Leisure Furl) montati su scafi di soli 30'. Il taglio della rande avvolgibili può essere paragonato a quello delle steccate, quindi sia a ferzi orizzontali che radiali. Invece la forma dovrà essere necessariamente più piatta per evitare che troppo "grasso", avvolgendosi in maniera meno uniforme, contribuisca a bloccare la vela in uscita o in entrata nell'albero.

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