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ALA RIGIDA. Macché Coppa America, c'era già dal 1974!

[pubb.: 2011-11-14 17:42:18]
ALA RIGIDA. Macché Coppa America, c'era già dal 1974!
Il prototipo del catamarano progettato dal team Challenge Italia per le regate del 2013.

Mentre è in corso la tappa di San Diego del World Series A45 abbiamo indagato sulle origini della famosa ala rigida, che tanto scalpore ha fatto quando è stata usata nella Coppa America del 2009. Sorpresa! Esiste già dal 1974 quando è stata usata dai "Classe C" e (sorpresa N.2!) gli italiani sono all'avanguardia nello sviluppo della "magica vela". Ecco la sua storia.

Video: l'animazione 3d della struttura dei catamrani AC72


Era il 9 Novembre 2009, quando BMW Oracle presentò la sua nuova arma segreta. Mancavano appena tre mesi alla sfida dell'ultima America's Cup, vinta proprio da Oracle grazie a questa innovazione destinata a stravolgere le regole della vela moderna.
Due anni dopo quella storica data, l'ala rigida è entrata a far parte del modo comune di immaginare ogni regata della prossima Coppa America. Ma quanto si sa dei vantaggi e delle differenze rispetto alle vele tradizionali?


Un passo indietro
Nata nel 1961, la classe si è subito affermata come fucina di idee tecniche sperimentali che sono state utilizzate nelle classi veliche maggiori. Per esempio la "vela alare" venne sviluppata nella Classe C già all'inizio degli anni '70 per approdare nell'America's Cup vera e propria. Prima sul catamarano di Dennis Conner, nel 1988, e successivamente nella passata edizione della Coppa America sul trimarano di Oracle. Entrambi vincitori della "Vecchia Brocca".
Il catamarano di Classe C ha una lunghezza di 25 piedi (7,62 metri) con due scafi simmetrici distanziati fra loro 14 piedi (4,267 metri) e una superficie velica di 300 piedi quadrati (27,868 mq), con 2 persone d'equipaggio al trapezio.

La Classe C e le caratteristiche dell'ala rigida
Come detto la vela rigida è stata sviluppata principalmente sui catamarani di Classe C (la prima risale al 1974), ma la mancanza di studi specifici e i costi di realizzazione ne hanno limitato la diffusione. Infatti non esistono molti esemplari naviganti di catamarani di Classe C; i concorrenti si scontrano ogni 3 o 4 anni nella competizione denominata "I4C" - International C Class Catamaran Challenge - anche nota da oltre 50 anni come "Little America's Cup" perché accomunati da alcune similitudini con la vera Coppa America: innanzitutto le regate a match race, poi il Trofeo Challenge messo in palio dal detentore e la forte connotazione tecnologica e nazionale.

La Piccola Coppa America è stata vinta ad agosto 2010 dal Team Canaan di Fred Eaton (Canada) che ne era già detentore dal 2007; la prossima edizione si terrà a fine agosto 2013 a Falmouth (UK). Questa competizione non è mai stata vinta da un team italiano, anche se la nostra nazione ha visto tre partecipazioni del 1978, 1980 e 1982. Solo le grandi ali rigide comparse in Coppa America (nel 1988 e nel 2010) hanno smosso l'interesse dei progettisti per questo tipo di soluzione.

La vela rigida garantisce sicuramente prestazioni più elevate. In particolare permette di ridurre la resistenza, ma è più difficile da regolare e necessita di studi preliminari per poter essere regolata correttamente. Ma la progettazione della struttura, completamente in carbonio, ha tempi e costi di realizzazione che non tutti si possono permettere. Guardando i recenti video degli AC45 si può capire come queste vele siano meno gestibili, soprattutto con vento rafficato. Ma i problemi attuali possano essere risolti e le vele rigide diventeranno presto una realtà per le barche al alte prestazioni.



Challenge Italia: una sfida per tornare a vincere
Challenge Italia è un team di velisti/progettisti/costruttori determinati a portare un nuovo prototipo di catamarano di Classe C "tutto italiano" nelle regate del 2013 a Falmouth (in Inghilterra).
Insomma sono passati troppi anni senza vittorie, ed è ora di cambiare pagina. Il team, formato a settembre 2010, ha un unico obiettivo: partecipare da protagonisti alla Piccola Coppa America, dopo che per 31 anni nessun team italiano è sceso in campo in questa regata.

Il Team ha definito quindi i prossimi obiettivi progettuali: il piano complessivo di Challenge Italia prevede la costruzione di 3 prototipi fra il 2011 ed il 2013.
Il primo prototipo, oggi in corso di costruzione, verrà varato in 2 esemplari, il primo a metà febbraio 2012 e il secondo entro fine marzo 2012. Lo scafo di entrambi verrà terminato a inizio dicembre 2011, mentre la costruzione dell'ala sarà ultimata a fine gennaio 2012.  La progettazione del secondo prototipo è già iniziata, ed esso sarà varato entro fine novembre 2012, mentre già a fine luglio sarà pronta l'ala n° 3 che verrà testata su uno dei due esemplari del primo prototipo



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Ali rigide? anni 60 (e forse anche prima)!

data: 2011-11-18  18:30:12

L'idea dell'ala rigida con flap, slat e quant'altro è vecchia quanto l'areodinamica. Herreshoff (sempre lui !) l'aveva già pensata in alcuni schizzi negli anni 20. Le prime vere sperimentazioni sono invece Inglesi: ali rigide sono state provate (anche in galleria del vento) su catamarani da diversi ricercatori dell'AYRS (Amateur Yacht Research Society) negli anni 60 ! I materiali erano pesanti e primitivi, ma le idee erano già quelle di oggi. Questi giornalisti, ne azzeccassero mai una.

commento di: lucio5295  (lucio5295@yahoo.it)

..finalmente qualcuno l'ha scoperto...

data: 2011-11-16  13:51:36

Per chi segue i catamarani e la loro storia da molti anni è una notizia scontata ma molto meglio che qualcuno finalmente l'abbia detto piuttosto che applaudere ad una novità che novità non è. Comunque la barca italiana della piccola coppa america della fine anni 70 era Miss Lancia progettata, se non sbaglio, dall'ing. Bergamini che è stato un grande progettista e sperimentatore di nuove soluzioni sui catamarani sportivi

commento di: domenico  (domenico.detoro@gmail.com)

mi fate vedere qualcosa di più

data: 2011-11-15  07:54:21

Un pò poco quello che ci dite e fate vedere di questa barca italiana per la sfida della piccola coppa america, ci dite qualcosa di più?

commento di: gino
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