Ore 20.00 Enrico, sta servendo ai tavoli di un ristornate. Aveva un'attività professionale ben avviata in Italia, ma ha deciso di mollare tutto ed è partito, con un socio finanziatore, verso nuove avventure. Ora il socio finanziatore l'ha mollato ed lui è qui, non sa bene che cosa fare. Da l'impressione che non riesca più a governare il timone della sua vita: è alla deriva.
Ore 9 del mattino, Angelo è già alla sua seconda birra. Ha gli occhi offuscati, i movimenti incerti, il parlare strascicato di chi si è "fatto". Non so di che cosa. Spero per lui che non sia del "peggio" e che quelli che denuncia siano solo, si fa per dire, i postumi di una colossale sbronza. E' qui da un anno perché la sua barca ha avuto grossi danni, ci sono state discussioni con l'assicurazione, e da un anno attende i soldi per poter riparare la barca. E' uno dei tanti giovani che ho incontrato durante questo viaggio, a cui la famiglia ha spesso concesso molta libertà e denaro. E' diventato armatore della sua barca e con essa ha iniziato la grande fuga. I giovani come lui fuggono dalla ripetitività della vita di città, dai formalismi sociali, dall'obbligo del lavoro giorno dopo giorno, dalla fatica di dover affrontare le difficoltà dell'essere adulti.
E allora, eterni fanciulli, si mettono in mare inseguendo avventurose illusioni, irraggiungibili miraggi di libertà e quando, per guadagnare di che vivere si trovano comunque costretti ad accettare ripetuti ingaggi come skipper, come secondi di bordo, come equipaggio per trasferire barche, naufragano.
Naufragano quando si ritrovano di fronte quella ripetitività a cui pensavano di essersi sottratti. Nessuno ha mai spiegato loro che nella vita tutto ha un prezzo, che niente ti è concesso in perpetua gratuità, che la libertà non è vera libertà se non te la sei guadagnata attraverso un duro impegno, che per saper affrontare le difficoltà che la vita ti riserva sempre e comunque bisogna avere temprato il proprio carattere.
Tutto sembrava così semplice. Ed invece l'unico sogno su cui avevano scommesso tutto il loro modo di essere, in cui avevano riposto tutte le loro speranze di vita, perde man mano colore, ed anche loro, come il loro sogno, a poco a poco ingrigiscono. Li trovi sfaccendati nei bar a bere birra di prima mattina. Non hanno più una meta, un obiettivo. Vivono alla giornata trovando un po' di conforto nell'ammirazione che altri giovani di passaggio mostrano nei loro confronti, per il loro coraggio nel saper affrontare mari avventurosi. Ma l'avventura non è implicita dell'andar per mare, l'avventura è prima di tutto una dote dello spirito. Partendo dalla situazione che per nascita a ciascuno di noi è stata riservata, l'avventura è prima di tutto la capacità di accettare le sfide, tutte diverse, che ognuno di noi si trova a dover affrontare. L'avventura è la curiosità del conoscere, la voglia di cambiamento, la capacità di rimettersi sempre in gioco, il desiderio di vivere sempre nuove esperienze. E se tu non hai preparo il tuo spirito all'avventura, che tu sia per mare, in terra o nei cieli, sei destinato al naufragio.
I giovani che pensano che avventura significhi fuga dal quotidiano non si rendono purtroppo conto che, se lo spirito non è preparato, rischiano di perpetuare in mare quella ripetitività a cui pensavano di sfuggire. E quando se ne rendono conto è troppo tardi, Indietro non sanno o non vogliono tornare e così continuano a navigare verso orizzonti sconosciuti chi, come Enrico, avendo perso il timone o chi, come Angelo, avendo perso bussola ed orientamento.
Già, in queste isole di sogno oltre agli "zingari del mare" incontri anche i "naufraghi del mare"
Gli "zingari del mare" sono per lo più persone anziane, che, raggiunta l'età della pensione, si muovono con le loro barche quando le condizioni meteo sono favorevoli, si fermano quando arrivano in una località gradevole, inseguendo con attenzione primavere ed estati in modo da farsi trovare nel posto giusto nella stagione giusta.
I "naufraghi del mare"sono invece per lo più ragazzi ancora giovani, che partiti con la mente piena di sogni e di illusioni sono spiaggiati in qualcuna di queste isole. Proprio come balene spiaggiate, hanno perso l'orientamento e si sono arenati. Si dibattono ancora, ma è difficile possano ritrovare la giusta rotta.
P.S.
1. Mantenere l'anonimato su chi mi ha suggerito, ma non condizionato, il pezzo "I naufraghi del mare" mi sembra una correttezza "dovuta". Evidentemente chi ha lasciato il suo commento non ha la stessa sensibilità!
2. Caro Carlo, sarò di ritorno nella seconda metà di aprile. Mi piacerebbe incontrarti per parlare un pò "dei temp indrè" ed anche di quelli di oggi! (il mio motore è un Volvo 75, l'alternatore è quello di serie; per la ricarica della batterie uso un generatore + un eolico). Un abbraccio da Alberto
3. Un ringraziamento a chi ha voluto condividere con me la stima e l'affetto per Max