Ieri vi ho parlato di splendidi orizzonti, oggi vi parlo del buio che è possibile incontrare sul mare.
Notte senza luna e senza stelle, ogni tanto pioviggina. Se non fosse per la luce emessa dalla strumentazione di bordo e dalle luci di posizione in testa d'albero il buio sarebbe totale e in questo buio così intenso emerge un lontano ricordo. Avevamo vent'anni quando un giorno Ambrogio arrivò con una delle sue idee balzane: "Perché non andiamo a vedere che buio che fa in un posto che io conosco?" "Dove?" Domandammo noi. "Nel buco della volpe, una serie di grotte e gallerie al di sopra di Lecco". Detto, fatto!
Muniti di torce a vento e di sacco a pelo, novelli Indiana Jones, eccoci davanti alle grotte su cui spicca un vistoso "Divieto d'acceso", ma ormai i giochi sono fatti. Ingresso difficile perché bisogna entrare in un cunicolo che deve essere raggiunto arrampicandoci per una decina di metri, cunicoli dove strisciando si passa appena, un piccolo lago dove si scivola e dove appunto scivolando spegniamo due delle tre torce disponibili; se avessimo spento anche la terza saremmo là ancora adesso. Nessuno sapeva di questa nostra pazzia. Ed infine in uno slargo srotoliamo i nostri sacchi a pelo per passarvi la notte (peccato che essendo un po' in pendenza ogni paio d'ore ci si doveva alzare e riportarci sulla cima dello scivolo). Tutto questo perché? Per vedere il buio che fa. Se non siete mai stati in una grotta non potete avere una reale idea di che cosa sia il buio. Ed oggi posso dirvi che la stessa sensazione la si può "quasi" provare anche in mare in una notte di completa oscurità, basta spegnere tutte le luci di bordo come ho fatto io per qualche minuto. Il vero buio è qualcosa che sembra solido, se ti muovi di un passo, anche se sai dove ti trovi, lo fai con le mani protese tanto è grande il tuo disorientamento, se ruoti su te stesso non riesci a capire quale è stato l'angolo delle tua rotazione, basta un piccolo movimento e non sai più identificare dove ti trovi. In mare la situazione non è così esasperata, ma sufficiente a risvegliare lontani ricordi.
Al mattino piove, poco vento e poca onda. Niente alba, niente colori, oggi tutto è grigio. Al pomeriggio la situazione migliora, smette di piovere e progressivamente si alza un bel vento da Sud che comincia a spingere Duale sempre più velocemente. Navighiamo ancora per parallelo ed abbiamo quindi il vento al traverso. L'andatura si fa sempre più veloce. Duale fa surf sulle onde che nel frattempo si sono alzate: quando scende nel cavo delle onde supera gli 8 nodi con punte di 9, quando risale rallenta intorno ai 6-7 nodi. In 5 ore abbiamo percorso 35 miglia e se questo vento restasse costante il nostro computer ci dice che arriveremmo a St. Lucia il 12 dicembre. Speriamo!