Sono le ore 9.30 del mattino, quando, durante il mio turno mattiniero, avvisto terra.
E' la Martinica quella che vedo all'orizzonte, più alta sul mare con le sue colline, di St. Lucia. Dista ancora 27 miglia, ma la giornata è limpida e serena. C'è un buon vento che ci spinge di lasco alla velocità di 6-7 nodi.
A bordo c'è euforia, dettata anche dal desiderio di abbandonare i faticosi turni al timone.
Quanto ci è capitato mi spinge a rivalutare il ruolo di un buon autopilota, in particolare se si naviga con un equipaggio ridotto come il nostro. Ma allo stesso tempo ho imparato qualcosa di nuovo: stare al timone di notte. Non facile! Perché, nel buio ti mancano i riferimenti usuali che di giorno si utilizza per mantenere la rotta. Nell'ordine ho imparato ad usare i seguenti riferimenti:
se c'è luna, è il miglior riferimento, anche se ogni tanto le nuvole ti spengono la luce
in assenza di luna, un buon riferimento è una stella, anche lei spesso però oscurata dalle nubi
se il cielo è coperto, prendo come guida la bussola dell'autopilota, che con i suoi numeri digitali si presta ad una miglior lettura che non la tradizionale bussola posta nella chiesuola
periodicamente butto un occhio sull'indicatore del vento, se non altro per misurarne la forza crescente o decrescente ed interpretare così certi movimenti della barca
ultimo riferimento possibile è la traccia della rotta in essere che appare sul chart plotter. Questa traccia ha però il grave difetto di essere sempre in sostanzioso ritardo sulla reale deviazione della rotta
Ore 12 Ora si distingue chiaramente anche St. Lucia e prendiamo il promontorio a Nord come riferimento per raggiungere il porto di Rodney Bay
Ore 14 siamo a ridosso del promontorio ed alle nostre spalle abbiamo un'altra barca che sta completando il suo percorso. Il vento, sotto costa, è girato ed ora viaggiamo al traverso
Ore 14.30 Imbocchiamo la baia di Rodney Bay e, da lontano, intravvediamo la barca della giuria con tutte le insegne colorate dell'ARC; man mano che ci avviciniamo scorgiamo sulla sua sinistra anche la boa che delimita la linea del traguardo
Ore 15,14 Tagliamo la linea del traguardo. La barca della giuria ci saluta suonando la sua sirena, una bella ragazza a poppa applaude e dal VHF ci comunicano i tempi della nostra traversata. Abbiamo impiegato 24 giorni, 7 ore, 14 minuti e 29 secondi. Mi spiace molto per i 29 secondi che, se stringevo un po' di più l'ultimo bordo, potevamo risparmiare (scherzo naturalmente).
Su di un gommone, un operatore accosta Duale e riprende la scena di noi felici che abbiamo tagliato il traguardo. Si porta sotto bordo e ci fa capire che vuol fare una foto di gruppo. Ci stringiamo in un abbraccio a poppa e lui, in instabile equilibrio sul suo gommone, scatta la fatidica foto.
Entriamo in porto. Molte barche, arrivate prima di noi, ci salutano suonando i loro corni, Molte persone si affacciano a poppa delle barche e ci salutano. Anche noi salutiamo: siamo felici!
Ore 16 siamo all'ormeggio, ma lo dobbiamo rifare perché hanno sottostimato le dimensioni di Duale e ci cambiano di posto
Ore 16.30 siamo fermi! C'è una piccola delegazione a riceverci. Un paio di locali suonano i loro strumenti, una fanciulla ci porge tre bicchieri di non so che cosa, ma ciò che importa è che dentro c'è del bel ghiaccio. Un membro dell'organizzazione mi cerca per consegnarmi un bel cesto di frutta con al centro l'immancabile bottiglia di rum.
Ma la festa prosegue.
Non posso dilungarmi perché siamo attesi, insieme a tutti gli equipaggi delle barche già arrivate, per un brindisi di benvenuto. A presto !