Mi sono rivolto a Ciccio Manzoli (Velscaf), uno con alle spalle due Ostar (unico italiano ad averne vinta una) e non so quante traversate Atlantiche. Ecco le operazioni e le modifiche che abbiamo ritenuto fondamentali per navigare in sicurezza:
- Abbiamo disalberato e sostituito tutte le sartie e gli stralli.
- è stato installato lo strallo mobile per la trinchetta, due sartie volanti, e due carrelli per le relative scotte.
- Abbiamo aggiunto una drizza di rispetto e tre stopper: per lo dello spi, per la trinchetta e per il carica alto del tangone.
- Prevedendo circa venti giorni di navigazione di poppa. durante la traversata Atlantica, abbiamo controllato l'attacco del boma, tutte le lande, gli aridatoi, i bozzelli e ogni grillo in coperta.
- Abbiamo montato le safeline e pulito i winch e il salpancore
Per le vele mi sono affidato a Roberto Westermann (Di-Tech), anche lui uno con alle spalle due Ostar e alcune traversate in Atlantico e nell'Indiano. La barca disponeva già di una ricca dotazione di vele anche se non più di primo pelo: due rande avvolgibili, due genoa avvolgibili, un fiocco mai usato, un trinchetta mai usata e un MPS quasi mai usato. "Inutile sacrificare vele nuove in una navigazione così lunga e dove la velocità è poco importante; sfrutta le vele che hai e quando torni le butti e le rifai nuove. Per ogni evenienza prendo comunque le misure della tua barca e se dovessi aver bisogno di qualche vela te la preparo e spedisco in pochi giorni" mi ha detto Roberto. Quanti al suo posto mi avrebbero dato un consiglio così onesto? Controlliamo comunque tutte le vele e facciamo uno spi pesante e stretto.