Al calar della sera in queste belle giornate di settembre l'aria assume colori tenui e sfumati che sembrano accarezzare tutto ciò che ci circonda. Strisce di vento dipingono il cielo con i colori di un sole che quieto tramonta lanciando segnali di pace e di serenità.
Mi avevano detto: non mandarci le solite foto di albe e tramonti perché ne abbiamo l'archivio pieno. Ma quando nel cielo ho visto passare come una cometa un jet in alta quota non ho saputo resistere alla tentazione di una foto. Mi è venuto spontaneo pensare alla gente che viaggiava lassù verso mete sconosciute ad una velocità neanche lontanamente confrontabile con la nostra. In quel bellissimo tramonto si erano incrociati i due mezzi di trasporto agli antipodi per la loro velocità: noi viaggiavamo a 6 nodi ovvero circa 11 km/ora, lui a oltre 800 km/ora: 73 volte più veloce di noi. Viaggiatori in aereo ed in barca: loro, in aereo, con l'obiettivo di raggiungere il più rapidamente possibile la loro meta, noi, in barca, con l'obiettivo opposto, quella di viaggiare uscendo dalla dimensione del tempo per ritrovare spontaneità dimenticate: quella di addormentarsi quando sopraggiunge il sonno e non perché è mezzanotte, quella di prepararsi un buon pasto perché hai fame e non perché è mezzogiorno, quella di liberare i propri pensieri senza avere alcun obiettivo specifico, quella di riscoprire ad occhi aperti sogni e ricordi che la vita di tutti i giorni ha relegato in angoli bui della nostra mente.