Quando ho comprato la barca era a terra da più di un anno in un cantiere di La Spezia e per metterla in mare era necessario far carena, il tagliando motore e sottoporla a revisione RINa. Ho chiesto pertanto al cantiere di eseguire i citati lavori: è stata un odissea. Tra le tante sorprese quella del certificatore del RINa che oltre alle cose di routine chiede l'installazione del mezzo di risalita da fissare sullo specchio di poppa ad un'altezza non superiore a 50 cm... Se è pur vero che la Comunità Europea ha emanato da alcuni anni una direttiva in tal senso non è certamente retroattiva. Quante barche vedete circolare senza plancetta di poppa? Per rimuovere questa assurda richiesta non so quante e-mail ho inviato e ho raggiunto l'obiettivo solo arrivando a minacciare la sostituzione del certificatore, scelto dal cantiere, con uno di mia fiducia! Seconda sorpresa: l'asse dell'elica va sostituito: ha dei piccoli segni di abrasione vicino al trancia cime così evanescenti che a me non sembra il caso di cambiarlo, ma visto le insistenze del cantiere... Peccato che, decisa la sostituzione, vengo a sapere che bisogna smontare il timone e alzare la barca oltre l'invasatura; vi lascio immaginare la traduzione in euro dell'operazione. Rabbia: mostro l'asse sostituito al perito che ha valutato la barca che lo giudica in ottimo stato. Consolazione: l'asse dell'elica era perfetto, ma quello del timone ruotava su due cuscinetti da sostituire. Quello inferiore era ormai inesistente e quello superiore consumato e fuori sede: il timone "si" aveva bisogno di una revisione!
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