Sono nato nel 1941 e sono stato tra i primi 25 laureati del Politecnico di Milano in Ingegneria Elettronica. Mi sono avvicinato alla vela con il mio amico, compagno di liceo, ed in seguito cognato, Ambrogio Fogar. La nostra prima barca si chiamava "Tucano", era stata costruita prima della guerra e sembrava che alla guerra avesse anche partecipato: ogni volta che salivamo a bordo si rompeva qualcosa. Pur avendo accompagnato Ambrogio in alcuni dei suoi viaggi in mare, inclusa una traversata Atlantica, passai alle derive: prima un "470" poi barche sempre più piccole per poterle portare da solo, fino al "Laser". Ma quando il lavoro allentò su di me la sua presa eccomi di nuovo in mare con un Feeling 1090, una barca senza troppe pretese, ma adatta per ritrovare pensieri, profondità ed orizzonti che solo la vita in mare ti può dare. Per superare le difficoltà di ingaggio di un minimo di equipaggio, mi sono avvicinato all'Orza Minore, una scuola di vela in cui avevo tanti amici e di cui sono poi diventato istruttore. Ma gli anni passavano e venne il giorno in cui decisi di chiudere con la vela: era il 2001. Ma il mare me lo portavo dentro e dopo un periodo di forzata invalidità, durato oltre tre anni, ho pensato: "Ognuno di noi è ciò che ricorda: vado incontro ad anni non facili, come immagazzinare ancora qualche bel ricordo? Gli anni mi sfuggono tra le dita, devo rinnovarmi, ritrovare nuove motivazioni: come allungarmi la vita di almeno cinque anni? Il mare, dovevo tornare in mare, ed organizzare - Il viaggio -, forse l'ultimo. Un anno per progettarlo, due per realizzarlo, due per documentarlo e raccontarlo con i sistemi multimediali che ho imparato ad usare"