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A 20 anni dalla costruzione compie l'impresa per la quale è stata creata: conquistare il polo Nord. Tre nomi e tre proprietari per la barca che ha cambiato il modo di esplorare le zone polari. Antarctica, Seamaster, oggi Tara, più di ogni altra unità a vela si è spinta più vicino agli estremi cardinali del globo. A 20 anni dalla costruzione, compie l'impresa per la quale è stata creata: conquistare il polo Nord. Tre nomi e tre proprietari per la barca che ha cambiato il modo di esplorare le zone polari. Antarctica, Seamaster, oggi Tara, più di ogni altra unità a vela si è spinta più vicino agli estremi cardinali del globo. Solo due barche nella storia sono riuscite ad attraversare il polo Nord: Fram nel 1896 e Tara nel 2008. Imprigionate nella morsa distruttiva del pack, sono state trascinate dalla banchisa, a secco di vele, dal nord della Siberia sino al largo della Groenlandia. La deriva artica di questi due scafi è solo la parte emersa dell'iceberg della loro vita che sotto il livello del mare cela decenni di esplorazioni agli antipodi, di uomini assetati di conquista e di conoscenza. Fram, ideato dal finlandese Fridtjof Nansen per l'attraversamento del polo Nord, ha poi accompagnato Otto Sverdrup e Roald Amundsen, rispettivamente alla scoperta delle isole artiche canadesi e alla conquista del polo Sud. Un secolo più tardi altri tre uomini, Jean-Louis Etienne, Sir Peter Blake ed Etienne Bourgois, compongono le lastre di ghiaccio della banchisa del nostro articolo su Tara.
Foto 1 > La prima notte polare di 230 giorni sarà la più dura per i "taranauti". Solo la luce lunare permetterà di spostarsi dalla barca senza la preoccupazione dei crepacci e degli orsi; Foto 2 > Etienne a prua di Antarctica durante l'invernaggio di prova allo Spitzberg, necessario per affrontare la natura selvaggia della banchisa; Foto 3 > Tara. Su questa massa di ghiaccio galleggiante, spesso sconvolta da tempeste di neve e movimenti simili a quelli tettonici della crosta terrestre, la barca rappresenta l'unico rifugio, l'unico angolo di tranquillità , una prigione senza sbarre; Foto 4 > Tara incastrata nel ghiaccio con un angolo di 8°. Deve essere liberata giornalmente dalla neve per impedire che la banchisa abbia il sopravvento; Foto 5 > Il pack inizia ad aprirsi intorno alla barca ma "l'uscita dai ghiacci è un momento altrettanto delicato del ritorno di un'astronave nell'atmosfera"; Foto 6 > La sonda aerostatica.
Foto di Francis Latreille, extrait de Tara, Editions Gallimard
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LA STORIA COMPLETA DI TARA È PUBBLICATA SUL NUMERO DI GIUGNO 2009 DEL GIORNALE DELLA VELA
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